Italrugby, Rob Howley potrebbe non diventare CT?

Rob Howley, candidato principale per la panchina dell'Italia. Il suo posto nell'Italrugby potrebbe essere a rischio. Foto: Getty.
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Dopo l’edizione del 2015, torna la Coppa del Mondo di rugby, iniziata lo scorso 20 Settembre in Giappone. Quattro anni fa, ci eravamo lasciati con la vittoria della Nuova Zelanda per 34-17 nei confronti degli storici rivali dell’Australia. Gli All Blacks sono riusciti a vincere il trofeo Webb Ellis per due volte di fila, terza in assoluto nella storia del rugby. Nessuno ci era mai riuscito prima di loro. Partecipa alla Rugby World Cup 2019 anche la nostra nazionale, l’Italrugby. Sorteggiata nel gruppo con Sud Africa e Nuova Zelanda, l’Italia cerca di ottenere un passaggio al turno successivo, obiettivo mai centrato finora. A insidiare le possibilità di vittoria dei neozelandesi però ci sono diverse pretendenti – oltre alle altre tre squadre dell’emisfero australe: Sud Africa, Argentina e Australia – come il Galles e l’Inghilterra. La Coppa del Mondo è iniziata con dei match molto interessanti. Gli stessi All Blacks, ancora una volta favoriti assoluti per la vittoria finale, si sono incontrati con il Sud Africa nella prima giornata del girone eliminatorio. Inoltre, si è giocato anche un match tra Francia e Argentina, scontro tra due grandi superpotenze della palla ovale. In attesa di scoprire se l’Italia possa centrare l’obiettivo quarti di finale, una cosa è certa: queste partite giocate dalla nostra Nazionale in Giappone saranno certamente le ultime per il CT Conor O’Shea, che ha già annunciato la volontà di non rinnovare il contratto che lo lega alla panchina dell’Italrugby.

Conor O'Shea, allenatore dell'Italrugby, in conferenza stampa alla Rugby World Cup 2019. Foto: Getty.

Conor O’Shea, allenatore dell’Italrugby, in conferenza stampa alla Rugby World Cup 2019. Foto: Getty.

L’accordo tra il tecnico irlandese e la Federazione Italiana è in scadenza nel 2020, ma molto probabilmente O’Shea non allenerà l’Italrugby nel prossimo torneo del Sei Nazioni. A tenere banco però ci sono degli argomenti extrasportivi che hanno fatto il giro del mondo. In Galles, a pochi giorni prima dell’esordio nel mondiale contro la Georgia, è partita un’investigazione che riguarderebbe uno scandalo legato a delle scommesse. Rob Howley, ormai ex-collaboratore tecnico dello staff della nazionale gallese, è indagato per aver scommesso sulla sua squadra. Avvenimenti che in un certo senso ci riguardano: la Federazione Italiana aveva puntato proprio Howley come prossimo tecnico dell’Italrugby. Ruolo che potrebbe essere a rischio, dato che non è noto al momento se il tecnico potrà essere colpito da sanzioni. Tornando in casa nostra, il percorso di Conor O’Shea sulla panchina dell’Italia sembrerebbe essere arrivato al capolinea. Gli scarsi risultati, con una vittoria che manca al Sei Nazioni ormai dal lontano febbraio 2015, hanno convinto la Federazione a guardare altrove per il ruolo di prossimo CT. Se si ripensa a quello che è stato l’inizio del ciclo di Conor O’Shea sulla panchina dell’Italia, si aveva la sensazione di poter finalmente ridurre quel divario tra la nostra nazionale e quelle top al mondo. O’Shea arriva a guidare l’Italrugby nei test estivi del 2016, e nel novembre dello stesso anno ottiene una storica vittoria contro il Sud Africa. In quella partita la Nazionale vince per 20-18, ottenendo il primo successo contro una nazionale dell’emisfero sud.

Italia-Sud Africa 20-18. La prima vittoria dell'Italrugby contro una nazionale dell'emisfero sud. Foto: LaPresse.

Italia-Sud Africa 20-18. La prima vittoria dell’Italrugby contro una nazionale dell’emisfero sud. Foto: LaPresse.

Da lì, un’involuzione che ha portato la Nazionale a non vincere neanche una partita al Sei Nazioni nelle tre edizioni successive. Quella sensazione di “gap ridotto” tra l’Italia e le squadre top al mondo fu in realtà un effetto elastico. Durante le prime fasi di ogni partita si vedeva una squadra brillante. Vengono alla mente le partite in trasferta contro Inghilterra e Galles nel Sei Nazioni 2017, partite in cui la squadra giocava molto ordinata, per poi rovinare quanto fatto nella ripresa. L’Italrugby si è così presentata al mondiale giapponese, portando sì a casa il risultato contro la Namibia, ma suscitando parecchi dubbi. Nonostante la forza della squadra contro un avversario molto più “facile”, l’Italia si è ritrovata a dover inseguire. I nostri avversari passano a 5′ di gioco segnando una meta, successivamente trasformata. Non sempre si può provare una rimonta, specie contro avversari più forti e con esperienza maggiore. Nonostante i parecchi errori individuali da parte dell’Italrugby, la Nazionale è riuscita a centrare l’obiettivo: vittoria con punto bonus per le mete. La partita col Canada invece è tutta un’altra storia. L’Italrugby parte forte e concede pochissimo ai suoi avversari. L’Italia vince meritatamente per 48-7 contro un Canada parecchio indisciplinato, tanto da concedere anche una meta tecnica agli Azzurri. La squadra di O’Shea, conscia di giocare contro un avversario più abbordabile, ha dato spazio alle seconde linee, facendo guadagnare un turno di riposo a giocatori importanti come Parisse. Spicca soprattutto la linea verde dell’Italrugby, su tutti Jake Polledri e Matteo Minozzi, rispettivamente terza linea e trequarti della Nazionale.

Italia - Canada 48 -7. Con questa vittoria l'Italrugby è sicura di partecipare al prossimo mondiale di rugby nel 2023. Foto: Getty.

Italia – Canada 48 -7. Con questa vittoria l’Italrugby è sicura di partecipare al prossimo mondiale di rugby nel 2023. Foto: Getty.

Comunque vada, la partecipazione alla prossima Rugby World Cup è garantita per i nostri colori. Nella peggiore delle ipotesi, il terzo posto nel girone garantirebbe di diritto la qualificazione al torneo senza passare da turni preliminari. Gruppo B che si sta delineando, in attesa di confrontarci contro il Sud Africa e la temibile Nuova Zelanda. Stesso discorso per il Galles, che nonostante il caos mediatico che lo riguarda, non delude le attese e ottiene il massimo risultato contro la Georgia nel proprio raggruppamento. I dragoni vincono per 43-14 nella partita d’esordio al mondiale giapponese, mostrando un ottimo gioco offensivo, mettendo a referto ben sei mete. L’allontanamento di Rob Howley, con conseguente arrivo di Stephen Jones nello staff di Warren Gatland, non ha minimamente condizionato la prestazione della squadra. Nella partita contro la Georgia si sono viste delle azioni da cineteca, come la meta di Liam Williams, purtroppo non convalidata dall’arbitro per un fallo precedente. In attesa dei prossimi incontri, tra cui un match con l’Australia, il Galles aspetta di conoscere il destino di Rob Howley. L’ex-collaboratore di Warren Gatland sarebbe accusato di aver scommesso diverse volte su partite di rugby. Tendendo una linea temporale, lo scandalo Howley parte l’11 settembre. In tale data il presidente della federazione gallese, assieme a dei funzionari della World Rubgy, parte alla volta di Kitakyushu per raggiungere il ritiro dei dragoni. Il motivo di tale viaggio è verificare una possibile infrazione dell’articolo 6.3.1 del regolamento della World Rugby, ovvero: per tesserati delle federazioni, tecnici, dirigenti e arbitri è proibito scommettere. Non si conoscono quelle che potrebbero essere le sanzioni per Rob Howley, ma si rischia dal semplice richiamo fino alla sospensione a vita. Nel peggiore dei casi, l’Italia si ritroverebbe a dover pensare velocemente a un piano b. Sfumato il sogno Eddie Jones per insostenibilità economica, l’Italrugby potrebbe dover ricorrere alla “promozione” di Franco Smith. Quest’ultimo arriverà nello staff della Nazionale nel gennaio del 2020, ricoprendo il ruolo di allenatore dell’attacco. In caso di sanzioni pesanti a Rob Howley, il sudafricano Smith potrebbe pertanto prendere il posto del gallese e diventare CT a tutti gli effetti. Pertanto la situazione del rugby italiano è complicata non solo sul campo, ma anche fuori.

Franco Smith, prossimo allenatore dell'attacco dell'Italia. Potrebbe diventare anche CT dell'Italrugby? Foto: Getty Images.

Franco Smith, prossimo allenatore dell’attacco dell’Italia. Potrebbe diventare anche CT dell’Italrugby? Foto: Getty Images.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.

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