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Smartwatch: sì, no, forse

Published by
Adriano Koleci

Portare un orologio al polso, nel 2017, può risultare datato, e in effetti lo è. Chiunque ha un mezzo alternativo (che può essere lo smartphone, l’automobile o un campanile in città) per sapere l’ora, e spesso anche in maniera più precisa rispetto a quanto accade con orologi di marche blasonate come Rolex, vista l’oramai onnipresente connessione a internet. Indossare un orologio diventa quasi un modo per dichiarare il proprio status sociale: la persona con lo Swatch da 100€ sicuramente darà un’impressione diversa da quella con il prestigioso Constantin da 15.000€, in quanto non è più necessario che l’orologio segni l’ora.

Orologio Constantin Patrimony che può arrivare a costare anche 60.000€.

L’arrivo degli smartwatch ha cambiato le carte in tavola, ed è evidente come Apple Watch abbia apportato un notevole contributo – senza tuttavia stravolgere le cose come aveva fatto con iPhone – alle vendite e alla crescita di questo settore totalmente nuovo. L’orologio non è più uno strumento che serve (solo) a misurare il tempo, ma serve anche per tenere sotto controllo i battiti cardiaci, la distanza percorsa durante una corsa oppure le notifiche che arrivano allo smartphone. Dunque si estende il concetto di orologio, e la misura del tempo diventa, per certi aspetti, quasi un surplus, viste le potenzialità di uno strumento simile, che può essere quasi paragonato a un computer in miniatura montato sul polso e che può lavorare, in certi casi, in completa autonomia.

Inoltre, in questo campo, è bene distinguere lo smartwatch dallo sportwatch, che non è altro che un dispositivo sviluppato per venire incontro agli sportivi, i quali hanno bisogno di un’autonomia elevata unita a sensori avanzati per misurare battito cardiaco, pressione sanguigna, saturazione dell’ossigeno nel sangue, numero di passi e altro ancora, lasciando in secondo piano la parte che si può considerare “smart”.

Il prezzo per questa variante partiva da 11.000€. Photo credit © Apple

Nell’ultimo anno, però, sembra che gli indossabili stiano riscuotendo sempre meno successo, nonostante il notevole miglioramento della tecnologia presente, e al CES di Las Vegas pare che non ci sia stato molto interesse nei confronti di questo tipo di indossabili. Che siano già giunti al capolinea?

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 25-28.

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Adriano Koleci

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