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24 Ore di Le Mans 2017: il fascino dell’endurance

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Arnaldo Figoni

Al via una delle corse più famose al mondo, la “24 Ore di Le Mans“. Arrivata alla sua ottantacinquesima edizione, fin dal 1923 è la corsa endurance più famosa di sempre: il Circuit de la Sarthe, infatti, per molti è diventato un vero e proprio luogo di culto dell’automobilismo. La pista in cui si corre la 24 Ore di Le Mans è un circuito che misura quasi 14 km, uno dei più lunghi al mondo: nei rettilinei infiniti spesso le macchine sono arrivate a toccare velocità quasi impossibili. La corsa dura ventiquattr’ore filate, perciò quella di Le Mans è una pista che mette sotto sforzo i motori a lungo, portando molte volte al ritiro alcuni partecipanti. Alla endurance più famosa del mondo le vetture sono divise in quattro classi: LMP1, LMP2, LMGTE Pro e LMGTE Am. Sebbene la corsa sia concentrata principalmente sui prototipi, la storia è spesso stata fatta dalla “categorie minori”: si pensi, ad esempio, alla sempreverde rivalità sportiva tra Ford e Ferrari, iniziata a cavallo degli anni ’60.

Il momento decisivo della 24 Ore di Le Mans 2016, il ritiro della Toyota TS050 che era in testa della corsa a pochi minuti dalla fine, foto: Getty Images / Ker Robertson

Tante emozioni sono legate a questa gara e l’hanno resa una tradizione: da sempre Le Mans è un appuntamento attesissimo, specialmente quest’anno, visto com’è andata a finire l’ultima edizione. Nel 2016, infatti, l’epilogo è stato tragico per casa Toyota: a pochi minuti dallo scoccare della ventiquattresima ora di gara, la ibrida giapponese guidata da Nakajima è stata costretta al ritiro, lasciando la prima posizione alla Porsche che poi vinse la gara. C’è anche da dire che la competizione non finisce una volta scoccata la ventiquattresima ora, anzi: tutte le vetture che partecipano alla gara francese continueranno la stagione endurance nei rispettivi campionati. Per quanto riguarda la LMP1, infatti, la 24 Ore di Le Mans è il terzo appuntamento stagionale del WEC: World Endurance Championship.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 39-44.

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Arnaldo Figoni

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