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Leicester, dal sogno alla tragedia

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Pasquale Cortese

Quello che avrebbe dovuto essere un normale sabato di calcio a Leicester si è trasformato in tragedia quando, intorno alle 20:30, dei testimoni oculari hanno riferito di aver visto l’elicottero dei proprietari della squadra prendere il volo dal terreno di gioco all’interno del King Power Stadium – come accade nel corso di ogni partita in casa – e dopo pochi secondi perdere il controllo e schiantarsi nel parcheggio dello stadio, poche centinaia di metri più lontano dal campo. Risultano essere deceduti il presidente, Vichai Srivaddhanaprabha, insieme a sua figlia e a tre membri dell’equipaggio. Ripercorriamo dunque la storia recente di questo piccolo club, che per una stagione era diventato il centro del mondo calcistico.

Che squadra era il Leicester?

I rapporti tra il magnate thailandese e la squadra inglese cominciano nel 2010, quando l’allora società presieduta dal serbo Madaric stringe un accordo di sponsorizzazione con l’azienda di Srivaddhanaprabha, la King Power Group, per poi essere ceduta alla cordata Asian Football Investment, di cui è frontman proprio il thailandese; in un primo momento Madaric rimane presidente, passando le consegne il 10 febbraio 2011.
Fino a quel momento, il Leicester aveva oscillato tra il primo ed il secondo livello del campionato inglese, conquistando comunque tre Coppe di Lega e un Charity Shield, insieme a sei Championships e una League One (rispettivamente le nostre Serie B e Serie C). La presidenza di Madaric si distingue nella storia ultracentenaria del club come, probabilmente, il periodo più infelice: svariati allenatori vengono chiamati al timone ed è proprio in questo periodo che il club deve affrontare la sola e unica retrocessione in League One. Per riconquistare la categoria superiore, nel 2008, viene ingaggiato Nigel Pearson, allenatore che – come vedremo – in due momenti farà la fortuna delle Foxes. L’allenatore inglese porta la squadra in League One e rimane poi in carica un altro anno: sulla panchina del Leicester si susseguono nei due anni successivi Paulo Sousa e Sven Goran Erikkson; siamo arrivati alla presidenza di Srivaddhanaprabha. Nella stagione successiva le Foxes sembrerebbero essere destinate alla promozione, sono una delle squadre favorite, ma la partenza poco brillante porta all’esonero di Erikkson e al ritorno di Pearson: l’allenatore inglese riesce a portare la squadra fino alla semifinale dei Playoff contro il Watford, dove il Leicester viene eliminato negli ultimi scampoli di partita dopo esser stati ad un passo dalla finale.

Sul 2-2 a fine partita, il Leicester si appresta a battere un rigore che corrisponderebbe al passaggio del turno, ma il portiere prima para e poi respinge la ribattuta dell’attaccante, da cui parte un contropiede del Watford sui cui sviluppi Deeney segna, ribaltando la possibile situazione: è pensiero comune, per chi crede nel Karma, che le Foxes abbiano appena contratto un credito con questo. La promozione tarda ad arrivare solo un anno: nel 2014 il Leicester è finalmente in Premier League, dopo dodici anni di assenza. La prima stagione nella massima serie si rivela un ostacolo consistente, e solo un’impresa, sette vittorie nelle ultime nove partite, permette alla squadra di salvarsi da una situazione che sembrava tragica.

Quando sul campo si narra una fiaba

Nell’estate del 2015 viene ingaggiato Claudio Ranieri: ancora nessuno lo sa, ma è l’inizio dell’Impresa con la I maiuscola. L’allenatore italiano torna in Inghilterra accolto in maniera non proprio positiva: le sua ultima esperienza come CT della Grecia viene ritenuta fallimentare e nella Terra d’Albione ha la nomea del perdente; anche la rosa poi non sembra ben assemblata, dando alla squadra la più classica dell’aria da underdog.
Due anni fa fece il giro del web la lista di eventi che i bookmaker inglesi ritenevano più improbabili: che a fine campionato il Leicester potesse laurearsi campione; veniva quotato 5000 a 1, mentre spiccano tra le altre quote la comparsa del mostro di Loch Ness, 500 a 1; Bono, cantante degli U2, papa successore di Benedetto XVI dato 1000 a 1; Elvis Presley ancora vivo o Kim Kardashian presidente degli USA 2000 a 1.

La formazione titolare, per raggiungere la quale all’allenatore italiano servirà qualche partita, recita: Schmeichel, Simpson, Morgan, Huth, Fuchs, Mahrez, Drinkwater, Kantè, Albrighton, Okazaky, Vardy. Jamie Vardy in particolare comincia la stagione infrangendo il record di segnature consecutive appartenente in precedenza a Van Nistelrooy, segnando tredici goal nelle prime undici partite; il 19 dicembre, battendo l’Everton per 3-2, le Foxes conquistano la vetta della classifica, mantenendola fino alla fine del campionato: il 2 maggio 2016 il Leicester è ufficialmente campione d’Inghilterra.


La stagione successiva poi vede l’esordio assoluto in Champions League: la compagine inglese, inserita nel gruppo G insieme a Porto, Copenaghen e Bruge, riesce a qualificarsi agli ottavi, dove affronta ed elimina il Siviglia, per poi essere buttato fuori dall’Atletico Madrid di Simeone, dopo aver pareggiato 1-1 in Inghilterra e perso 1-0 in Spagna: la squadra comunque mantiene l’imbattibilità casalinga in campo europeo. Alle luci della Champions si affiancano le ombre della Premier: la squadra infatti fatica anche solo a mantenere la metà della classifica, e a febbraio Ranieri viene esonerato, apparentemente dopo essere stato abbandonato dai suoi giocatori.

Il comunicato del club

Nella serata di domenica è arrivata da parte del club la conferma del decesso di lui e di tutte le persone che erano a bordo dell’elicottero. Se ne è andato il presidente della Fiaba calcistica per eccellenza degli ultimi anni, di un sogno collettivo, e che nessuno facilmente dimenticherà. Chiude l’articolo il comunicato del club.

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Pasquale Cortese

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