Gatto: alcune domande al veterinario

Gatto: alcune domande al veterinario
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In questo articolo vediamo alcune domande (e risposte) che generalmente sono poste al veterinario quando arriva un gatto a casa. Attenzione, questo è un articolo a scopo illustrativo. In caso di dubbi (e non solo!), rivolgersi sempre al proprio veterinario di riferimento.

Leggi anche: Cane: alcune domande al veterinario.

Il gattino è maschio o femmina?

Nei gattini molto piccoli, ovvero con meno di trenta giorni di vita, può essere difficile valutare il sesso. Tuttavia, si possono osservare alcuni dettagli per definirlo. In primis la distanza fra l’ano e l’organo genitale, minore nella femmina e maggiore nel maschio. Si passa quindi a valutare la forma dell’organo sessuale. Nella femmina, la forma è più ovoidale, mente nel maschio risulta tondeggiante. Una curiosità: i gatti con mantello tartaruga, ovvero bianco, arancione e nero, sono quasi sicuramente femmine. Infatti, di questi cuccioli, solo uno su tremila è maschio.

È necessario l’antiparassitario? Quale devo utilizzare?

Come nel caso del cane, anche nel gatto l’utilizzo dell’antiparassitario è consigliato in tutti gli esemplari, cuccioli e adulti, nel momento in cui escono di casa. Esso svolge un compito di repellenza. Questo significa che previene il contatto tra il parassita e l’animale o, laddove avvenga, fa in modo che questo contatto sia il più breve possibile.

Esistono due grandi categorie di parassiti: quelli interni (endoparassiti) e quelli esterni (ectoparassiti). Gli endoparassiti più frequenti sono i vermi tondi (ascaridi) e i vermi piatti (tenia). Gli ectoparassiti invece sono le zecche, le pulci, i pidocchi e gli acari.

Per quanto riguarda il gatto, gli antiparassitari sono quasi sempre spot-on. Questi sono a uso topico: si tratta di fialette che contengono un liquido da applicare direttamente sulla cute. La durata massima del prodotto è di tre mesi, anche se la maggior parte va riapplicato ogni mese.

Foto: Pixabay.

La filaria può colpire il mio gatto?

Nei mesi estivi è consigliabile utilizzare un antiparassitario che fornisca copertura anche nei confronti di filaria. Sebbene questo parassita prediliga come ospite il cane, sono segnalate infestazioni anche nel gatto. Essendo più difficoltosa la diagnosi di filaria nel felino rispetto a quanto lo sia nel cane, e non essendo disponibili farmaci per la sua terapia, tutto si gioca sulla prevenzione.

Il mio gatto è troppo grasso? Troppo magro?

La maggior parte delle razze di gatto è anatomicamente simile. Per questo motivo è possibile affermare che il peso ideale del gatto si aggiri attorno ai quattro/cinque chili. Eccezion fatta per le razze particolarmente grandi, come il Maine Coon, che vede maschi di anche otto chili.

Un gatto eccessivamente magro, che però mangia il corretto quantitativo di cibo, potrebbe avere problemi parassitari, intestinali o di ipertiroidismo. Viceversa un gatto molto grasso è un soggetto a rischio di diabete, patologia non infrequente nel gatto. Lo stato di salute alimentare del gatto è valutato secondo una scala denominata Body Condition Score, che analizza il “punteggio” della condizione corporea dell’animale.

Come devo nutrire il mio gatto?

Il gatto, in quanto predatore, è abituato a mangiare quantitativi di cibo relativamente ridotti più volte al giorno. È quindi possibile provale ad alimentare il gatto ad libitum, ossia lasciando cibo sempre a disposizione. Laddove il gatto fosse troppo ingordo, è possibile ricorrere a pratici dispenser che rilasciando una dose prestabilita di cibo in orari definiti dal proprietario.

Inoltre il gatto predilige l’acqua corrente. Non c’è quindi da stupirsi che il gatto cerchi di smuovere l’acqua nella ciotola con la zampina o la voglia da un rubinetto. Anche in questo caso è possibile acquistare apposite fontanine con ricircolo continuo d’acqua. I gatti che si alimentano solo con cibo umido tenderanno a bere meno acqua rispetto a quelli alimentati con solo cibo secco.

Devo vaccinare il mio gatto?

Come nel caso del cane, la risposta breve è sì, la vaccinazione è sempre consigliata. Non esistono tuttavia vaccinazioni obbligatorie.

Il vaccino di base per il felino è indirizzato al contrasto di panleucopenia felina, calicivirus felino e herpesvirus felino. Il primo provoca una deplezione di globuli bianchi mentre i secondi provocano principalmente congiuntivite e rinite, soprattutto nel cucciolo. È poi disponibile un vaccino per la leucemia felina, fortemente consigliato per i gatti outdoor.

Quand’è che il mio gatto è maturo sessualmente?

I gatti raggiungono la maturità sessuale attorno ai sei mesi circa. Le femmine non manifestano un calore simile alla cagna, ossia non hanno perdite ematiche. Il calore della femmina di gatto è caratterizzato principalmente da alterazioni del comportamento, che prendono il nome di copulation cry. La femmina si rotola a terra, miagola continuamente, solleva il posteriore e marca l’ambiente nel tentativo di attrarre un maschio.

Questo atteggiamento si ripete periodicamente nel corso dell’anno. Per questo motivo, quasi tutti i proprietari di gatto procedono alla sterilizzazione, che prevede l’asportazione chirurgica di ovaie e talvolta utero.

Il gatto maschio richiamato dal calore delle femmine entrerà in lotta con altri esemplari maschi facendo le ore piccole fuori di casa. In questo caso, aumenta il rischio di morsi e di contrarre malattie infettive quali FIV (immunodeficienza felina) e FeLV (leucemia felina).

Foto: Pixabay.

Il mio animale perde tantissimo pelo, come devo fare?

Come nel caso del cane, è del tutto normale. I gatti vivono nella nostra stessa casa e sono esposti a temperature miti tutti l’anno. Pertanto non esiste più un vero e proprio periodo della muta del pelo. Questo viene cambiato in maniera quasi continuativa.

È consigliabile contattare il proprio veterinario quando compaiono delle aree alopeciche, ossia aree della cute completamente prive di pelo. Queste potrebbero essere sintomo di patologie cutanee o stress.

Posso tagliare le unghie al mio gatto?

Il taglio delle unghie nel gatto è una pratica semplice da effettuare. In linea di massima sarebbe meglio convincere il gatto a usurare naturalmente le unghie con l’utilizzo di un tiragraffi. Se questo non è possibile, è sufficiente dotarsi di apposite tronchesine. Si afferra gentilmente la zampa dell’animale, si preme tra il dorso della zampa e il polpastrello per fare uscire l’unghia e si procede a tagliare l’ultima parte affilata dell’unghia. Lo svantaggio è che queste tendenzialmente ricresceranno più robuste di prima.

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Pubblicato da Enrico Trinelli

Laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università di Parma, sono iscritto all'albo ed esercito come libero professionista in provincia di Reggio Emilia.