In pensione anticipata con meno di 30 anni di contributi: le vie possibili poco conosciute

Sai che è possibile andare in pensione anticipata con meno di 30 anni di contributi? Ecco quali sono le vie possibili

Il tema della pensione tiene sempre banco nel dibattito pubblico e politico. Si tratta, infatti, di una tematica importante e delicata che tocca tutti gli italiani. Per andare in pensione è necessario raggiungere una determinata soglia anagrafica e, come prevede il nostro ordinamento, una precisa quantità di contributi accumulati negli anni.

Pensione con meno di 30 anni di contributi
Pensione con meno di trent’anni di contributi – Thewisemagazine.it

La pensione di vecchiaia, infatti, si ottiene a 67 anni di età e dopo aver accumulato almeno 20 anni di contributi. Tuttavia, in molti si chiedono se è possibile ottenere la pensione anticipata con meno di 30 anni di contributi. Vediamo se esiste questa possibilità e quali sono i modi per sfruttarla.

Andare in pensione con meno di 30 anni di contributi

Sono in molti a chiedersi se è possibile andare in pensione con meno di 30 anni di contributi. Una possibilità del genere è contemplata all’interno di un sistema previdenziale particolarmente flessibile. In Italia questo sistema non esiste e difficilmente potrà mai essere adottato, in quanto il rischio sarebbe quello di andare in pensione troppo presto, partendo da una carriera contributiva di 20 anni.

Pensione con meno di 30 anni di contributi
Pensione con meno di 30 anni di contributi: ecco come fare – Thewisemagazine.it

Infatti, con questo sistema, il lavoratore che ha versato contributi per 30 anni potrebbe uscire dal mondo del lavoro una volta compiuti i 57 anni. Tuttavia, il nostro sistema previdenziale permette di uscire dal mondo del lavoro anche prima dei 67 anni di età, con l’aumentare dei contributi versati. Esistono infatti delle misure pensionistiche che non sono strettamente correlati all’età.

In Italia è possibile uscire dal mondo del lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi versati, se si è uomini,  con 41 anni e 10 mesi per le donne. Caregiver, invalidi, disoccupati e mansioni gravose, rientrano poi tra le categorie che possono usufruire di quota 41. In questo caso basterebbero 41 anni di contributi versati, senza alcun limite di età. Inoltre, è possibile andare in pensione in anticipo rispetto ai 67 anni previsti, versando però 30 anni di contributi.

Si tratta della pensione di vecchiaia ordinaria, prevista solo per chi ha svolto un lavoro usurante o gravoso. In questo caso è possibile andare in pensione a 66 anni e 7 mesi, ma serviranno 30 anni di contributi, anziché i normali 20 previsti. Questa misura è resa possibile dall’aumento dell’aspettativa di vita registrato nel 2019.  Ciò ha fatto si che la condizione per andare in pensione fosse quella dei 41 anni e 10 mesi di contributi, o 42 e 10, rispettivamente per le donne e per gli uomini, con un’età anagrafica pari ai 67anni.

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