Nonostante la legge Fornero, nel 2024 qualcuno potrà andare in pensione ad appena 56 anni. Sembra incredibile ma è vero.
Andare in pensione con 11 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero sembra un sogno. Invece è possibile. Alcune persone nel 2024 potranno smettere di lavorare a soli 56 anni.
Obiettivo del Governo di Giorgia Meloni è il superamento della legge Fornero e l’estensione a tutti i lavoratori di Quota 41. Con questa misura – fortemente caldeggiata dalla Lega di Matteo Salvini- il requisito anagrafico scompare. In pratica una persona potrà andare in pensione a qualunque età purché abbia almeno 41 anni di contributi.
Traguardo ancora molto lontano da raggiungere. Infatti la legge Fornero ci terrà compagnia ancora per tutto il 2024 e probabilmente molto oltre. Essa ha fissato l’età pensionabile a 67 anni. Ma per andare in pensione a 67 anni è necessario avere almeno 20 anni di contributi. Diversamente si dovrà continuare a lavorare anche oltre i 70 anni. Eppure un modo per smettere di lavorare molto prima c’è. Alcune persone possono andare in pensione addirittura a 56 anni.
La legge Fornero non piace quasi a nessuno. Lo stesso ex ministro del Lavoro presentò piangendo la sua riforma nel 2011. Anche i sindacati la osteggiano in quanto ha aumentato la disoccupazione tra i giovani. Superarla, però, al momento non sembra possibile. Tuttavia alcuni lavoratori nel 2024 potranno smettere di lavorare ad appena 56 anni.
Andare in pensione a 56 anni significa battere la Fornero di ben 11 anni. Vantaggio non da poco. Sono tanti i lavoratori che sognano di ritirarsi prima. Undici anni prima sembra davvero un sogno eppure è possibile. È possibile ma non per tutti: solo per alcuni soggetti con requisiti molto specifici.
Possono andare in pensione a 56 anni solo le donne con invalidità pari o superiore all’80%. Ma non deve trattarsi di un’invalidità civile generica: deve trattarsi di invalidità specifica. In pratica l’invalidità da cui una persona è affetta deve renderle impossibile lo svolgimento della sua mansione lavorativa. Nel caso di una sarta, ad esempio, può essere un’invalidità permanente alle mani.
Per andare in pensione a 56 anni, oltre ad avere almeno l’80% d’invalidità specifica, una lavoratrice deve aver maturato almeno 20 anni di contributi. L’importo della pensione dipenderà, come sempre, dal montante contributivo nel caso in cui una persona abbia iniziato a versare i contributi dopo il 1995 – cioè dopo l’entrata in vigore della riforma Dini- oppure dai contributi e dalle quote retributive se il soggetto ha iniziato a lavorare entro il 1995.
Se l’invalidità specifica riguarda la vista, l’età pensionabile si abbassa ulteriormente a 52 anni e il requisito contributivo minimo resta sempre lo stesso: 20 anni. Tra l’uscita dal lavoro e il primo assegno previdenziale, intercorrerà una finestra temporale di 1 anno. Se ad essere invalido è un uomo, l’età pensionabile sale a 61 anni per invalidità specifica e a 56 anni se l’invalidità riguarda la vista.
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