Chi è davvero Chiara Ferragni? Se lo sono chiesti in moltissimi nelle ultime settimane, ma c’è una persona che sembra avere la risposta.
Come ormai si sa, la stella di Chiara Ferragni è nata su un social italiano che fu molto popolare all’inizio degli anni Duemila e che era utilizzato principalmente dagli studenti di Milano e del nord Italia. Si trattava di una sorta di antenato di Facebook in cui si potevano seguire vari profili, pubblicare fotografie e in realtà non molto altro.
Da quel vero e proprio esperimento, Chiara capì di avere un talento nel settore e decise di investire tempo ed energie nella creazione di un blog per il quale scelse il nome di The Blond Salad e che risulta attivo ancora oggi anche se, dal momento che i blog sono quasi passati di moda, ormai non è più rilevante come un tempo.
Nel momento in cui le visualizzazioni e i commenti sul blog cominciarono a raggiungere numeri interessanti, Chiara decise di dare una svolta professionale alla sua attività. Era il 2009 e si affidò alla società Kiver, che si occupava della gestione dei social media per moltissimi personaggi dello spettacolo e in particolar modo della musica.
La gestione del blog venne affidata a Karim De Martino che, anche se nel corso degli anni ha perso i contatti con la Ferragni, sa davvero chi è e soprattutto chi era l’imprenditrice digitale.
Dopo lo scandalo Balocco sono moltissime le persone che hanno cominciato a vedere Chiara Ferragni in una luce completamente diversa rispetto a prima, smettendo di fatto di credere ai suoi valori e in pratica alla sua buona fede. Naturalmente per l’immagine di Chiara è stato un disastro e questo ha portato l’allontanamento di moltissimi brand che hanno cancellato le collaborazioni con lei prima di attirarsi le critiche del pubblico. Tra i più eclatanti ci sono stati finora Coca Cola e Pigna.
Così Karim ha commentato al Messaggero perché oggi moltissime persone stanno giudicando male Chiara Ferragni: “Quando leggo “non ha studiato” oppure “è tutto regalato” non è vero niente. Fin da quando aveva 18 anni Chiara non aveva una vita privata. Faceva tutto per il lavoro: le foto, i servizi, il blog. Aveva una visione chiarissima di dove voleva arrivare, cosa voleva fare. È una persona molto testarda, caparbia, che conosce gli obiettivi che può raggiungere e come raggiungerli. Professionalmente è perfetta.”
Per quanto riguarda il Pandoro Gate, l’ex collaboratore è molto cauto anche nell’attribuire direttamente a Chiara la responsabilità della scelta che l’ha portata a “truffare” i consumatori. “È difficile mantenere il controllo di quello che succede quando inizi ad avere una struttura piramidale in cui distribuisci le responsabilità. In questo caso è difficile capire se la colpa sia sua, anche se lei è quella che dà il nome. Per il pubblico però lei è già colpevole.”
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