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Economia

ISEE alto per bonus mamme, ridotto anche l’assegno unico: ecco cosa succede

Published by
Fabiana Coppola

Beffa per chi riceve il bonus mamme e l’assegno unico: cosa succede se l’ISEE è troppo alto e come vengono ridotti gli importi. Tutti i dettagli.

Conviene accettare il bonus mamme? Ecco la grande beffa che fa ridurre anche l’importo dell’assegno unico: cosa accade e cosa bisogna fare nel casi di ISEE alto, tutti i dettagli da conoscere in merito per non essere colti impreparati.

ISEE alto per bonus mamme: cosa succede, tutti i dettagli da conoscere -Thewisemaagzine.it

Il bonus mamme lavoratrici consiste di fatto in un taglio dei contributi che, a seconda dei livelli di reddito, può essere del 2,19%, del 3,19% o del 9,19%, nel limite di 250 euro al mese. Ma cosa accade se una donna decide di ridurre i contributi con un pari aumento della retribuzione netta? Ecco cosa succede secondo l’analisi di Fisac Cgil, pubblicata sul Corriere della Sera.

Isee troppo alto con il Bonus mamme lavoratrici, così viene ridotto l’assegno unico

Vi anticipiamo che si tratta di una beffa per tutte coloro che percepiscono l’assegno unico. La diminuzione della trattenuta previdenziale può portare infatti a far crescere l’imponibile fiscale e quindi anche l’Irpef da pagare. Inoltre con l’aumento del reddito aumenta anche l’Isee. Questo è proprio l’indicatore che viene utilizzato per calcolare diverse agevolazioni, tra cui l’assegno unico.

Ridotto anche l’assegno unico: ecco cosa succede-Thewisemagazine.it

Di fatto il Bonus mamme prevede per le lavoratrici a tempo indeterminato, con almeno due figli, di poter avere un esonero in contribuzione, fino a un massimo di 3mila euro al mese. Per le mamme con 3 figli questa misura vale fino al 18esimo anno di età del figlio più piccolo. Per le mamme con 2 figli invece fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.

Il rischio, per le donne che accettano il Bonus mamme lavoratrici, è quello di avere un esonero parziale dei contributi ma di avere nello stesso tempo anche una riduzione dell’importo dell’assegno unico. Una lavoratrice con figli che ha un reddito lordo di 2mila euro al mese, a fronte di un esonero di contributi di 64 ero, avrà quindi un aumento sulla retribuzione di 49 euro.

Se il reddito però è più alto l’Irpef da pagare chiaramente aumenta e lo stipendio avrà un aumento così basso rispetto a quello che si perde che quasi non conviene accettare la misura. Cosa sarebbe meglio fare quindi? A quanto pare è meglio fare dei conti molto precisi prima di procedere alla richiesta del bonus.

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Fabiana Coppola

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