Preoccupano le temperature estreme registrate nel mondo: è allarme anche da noi per quello che potrebbe succedere la prossima estate.
Ancora deve finire marzo e ci siamo da poco lasciati alle spalle l’inverno registrato come il più caldo di sempre. Ma già ci si comincia a preoccupare – e a ragione – del caldo che farà domani, vale a dire delle temperature della prossima estate.
Da altre parti nel mondo il calore comincia già a “picchiare duro”. Come in Brasile, dove Rio de Janeiro deve fare i conti con temperature estreme che hanno lasciato a bocca aperta – letteralmente – i suoi abitanti, che pure al caldo sono abituati. Nella capitale brasiliana infatti la temperatura percepita ha raggiunto i 62,3 gradi Celsius, il record dal 2014. (anno di inizio delle misurazioni ufficiali).
In Brasile il caldo torrido durerà almeno fino a mercoledì prossimo, quando inizierà l’autunno nell’emisfero australe. Viene da chiedersi cosa succederà alle nostre latitudini che, seppure distanti geograficamente dal Brasile, non sono certo al riparo dal riscaldamento globale.
Posto che nessuno ha la sfera di cristallo per sapere infallibilmente in anticipo cosa succederà nel futuro, è ragionevole però pensare che prossimamente l’Italia sarà chiamata ad affrontare alcuni rischi. A cominciare, avvertono gli esperti, dall‘innalzamento delle temperature e da periodi sempre più prolungati e intensi di calore estivo con inevitabili ricadute in tema di salute pubblica, di risorse idriche e di agricoltura.
Da non sottovalutare nemmeno il rischio della siccità e della penuria d’acqua: temperature più elevate si traducono in una maggiore evaporazione delle acque superficiale e nella diminuzione delle piogge. Con conseguenze negative, oltre che per l’agricoltura e la salute degli ecosistemi acquatici, anche per l’approvvigionamento idrico per uso domestico e industriale.
Ampiamente prevedibile anche un’intensificazione di fenomeni meteorologici estremi come alluvioni, piogge torrenziali, tempeste e ondate di calore. Tutti fattori in grado di danneggiare le infrastrutture e le attività economiche, insieme naturalmente alla sicurezza personale.
Non trascurabile anche il potenziale impatto negativo del caldo estremo sul turismo nella Penisola. Gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di caldo o i forti temporali, potrebbero arrivare a compromettere l’attrattività di alcune mete turistiche con le relative conseguenze sull’economia locale di un Paese come l’Italia, a forte vocazione turistica.
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