Scopri la biblioteca più piccola d’Italia: senza indirizzo né targhe, custodisce storie e magia in uno spazio unico. Vuoi sapere dove si trova?
In un’epoca dominata dalla digitalizzazione e dall’effimero scorrere delle immagini sui nostri schermi, la storia di Antonio La Cava emerge come un faro di speranza e di resistenza culturale.

Questo ex maestro di scuola media, trasformatosi in un moderno cavaliere della cultura, ha intrapreso un viaggio straordinario attraverso la Basilicata, a bordo del suo Bibliomotocarro, per riaccendere la passione per la lettura tra i giovani. La sua missione, percorrendo oltre 100.000 chilometri e visitando ogni angolo della regione, è un inno all’amore per i libri e alla convinzione che la lettura sia una chiave fondamentale per l’arricchimento personale e collettivo.
Il Viaggio del Bibliomotocarro
Il Bibliomotocarro di Antonio La Cava è un’istituzione itinerante che porta con sé non solo libri, ma un messaggio potente: la lettura come strumento di libertà e crescita.

Questo veicolo, un’ape car azzurra trasformata in una piccola biblioteca ambulante, si ferma nelle piazze dei paesi, diventando immediatamente un punto di attrazione e di incontro per i giovani. La Cava, con la sua iniziativa, non si limita a distribuire libri gratuitamente, ma invita i ragazzi a condividere le loro impressioni, i loro pensieri, creando così una comunità di piccoli lettori attivi e partecipativi.
L’azione di La Cava non è solo un gesto di generosità, ma un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo che sembra aver dimenticato il valore e il piacere della lettura. Il Bibliomotocarro diventa così un simbolo di resistenza culturale, un esempio tangibile di come la passione e la dedizione possano fare la differenza nella vita delle persone.
Le scuole della Basilicata, riconoscendo l’importanza di questa iniziativa, hanno iniziato a collaborare con La Cava, integrando la biblioteca mobile nelle attività extrascolastiche, dimostrando che il desiderio di leggere può essere risvegliato e alimentato anche al di fuori degli schemi tradizionali dell’educazione.
In un’intervista, La Cava ha sottolineato il suo obiettivo principale: “aiutare i giovani alla scoperta del piacere puro della lettura”. Questa missione, che va oltre la semplice distribuzione di libri, mira a cambiare la percezione della lettura, spesso vista come un obbligo scolastico, in un’attività piacevole e arricchente. La speranza è che, attraverso il suo esempio, possano nascere altre iniziative simili, creando una rete di Bibliomotocarri che attraversino l’Italia, diffondendo la magia della lettura.
La storia di Antonio La Cava e del suo Bibliomotocarro è un promemoria potente del ruolo vitale che la lettura e i libri giocano nella nostra società. In un mondo in cui l’attenzione è sempre più frammentata e superficiale, iniziative come questa ci ricordano che la lettura è una fonte inesauribile di conoscenza, emozione e connessione umana. Grazie a persone come La Cava, il libro – questo antico eppure sempre nuovo strumento di scoperta – continua a essere un faro di speranza, guidando le nuove generazioni verso orizzonti più ampi e profondi.