Leonardo Maria Del Vecchio in tv, la proposta dell’attore di Gomorra: “Andrebbero arginati così”

Un volto in tv, un cognome che pesa, una frase che accende il fuoco antico su eredità e merito. Da una poltrona in studio a un post su Facebook, una scintilla basta a rimettere in discussione come, a chi e perché va la ricchezza. 

Leonardo Maria Del Vecchio è un nome che suona familiare anche a chi non segue la finanza. È figlio del fondatore di Luxottica, oggi colosso globale integrato in EssilorLuxottica. In una recente apparizione televisiva ha dichiarato di avere un patrimonio superiore ai 7 miliardi di euro. L’ha detto lui stesso in tv, a Otto e Mezzo, dove è stato intervistato suscitando non poche polemiche.

Leonardo Maria Del Vecchio in tv,
Leonardo Maria Del Vecchio in tv, la proposta dell’attore di Gomorra: “Andrebbero arginati così” (AnsaFoto) – thewisemagazine.it

Di certo c’è la storia industriale alle spalle: la holding di famiglia, Delfin, detiene partecipazioni in gruppi noti come EssilorLuxottica, Mediobanca, Generali e immobili. È un perimetro che produce dividendi, influenza e responsabilità.

Parliamo di un erede giovane, cresciuto fra numeri, consigli di amministrazione e riflettori. Non è un recluso ai margini: il suo profilo pubblico si è fatto più nitido dopo la scomparsa del padre nel 2022. Attorno a lui, come attorno a tutti gli eredi di grandi dinastie industriali, corre la domanda che divide: quanto pesa il merito personale quando il punto di partenza è così alto?

In Italia la tassa di successione esiste, ma è tra le più leggere in Europa: per figli e coniuge l’aliquota è al 4% sopra la franchigia di 1 milione di euro per erede. I patrimoni familiari, se ben gestiti, generano occupazione e investimenti. Ma possono irrigidire l’ascensore sociale se le opportunità restano chiuse.

La proposta di Gianfranco Gallo, ex attore di Gomorra

In questo contesto si inserisce la considerazione dellL’attore di “Gomorra” Gianfranco Gallo, su Facebook, che ha commentato l’uscita tv con una proposta radicale. In vita, dice, puoi accumulare “quanto vuoi” e disporne come credi. Alla morte, però, “torna tutto alla comunità”, con un’eccezione: un immobile per ogni figlio.

L’attore Gianfranco Gallo posa per i fotografi durante la presentazione del film ‘School of Mafia’, Roma 22 giugno 2021
La proposta di Gianfranco Gallo, ex attore di Gomorra (AnsaFoto) – thewisemagazine.it

Una sorta di “redistribuzione” totale, pensata per arginare i “figli dei multimiliardari”. È un’idea che sa di utopia dichiarata, ma apre una finestra utile: cosa resterebbe del nostro modello se l’eredità non fosse più il ponte automatico tra generazioni?

Immaginiamo gli effetti. Pro: Meno rendite di posizione. Più concorrenza sui talenti veri. Un fondo pubblico robusto per alloggi sociali, istruzione, sanità. Contro: Incentivi ridotti per investimenti di lungo periodo orientati alla famiglia. Esodo di capitali e residenze fiscali verso Paesi più morbidi. Impatto sulle imprese familiari, che in Italia valgono una quota enorme di PIL e occupazione.

C’è poi un fatto pratico: quasi nessun grande Paese adotta uno schema così drastico. Si lavora, piuttosto, su imposte di successione progressive, tetti alle agevolazioni, trust trasparenti, e su un pilastro spesso dimenticato: l’uguaglianza delle condizioni di partenza. Borse di studio mirate. Asili nido ovunque. Scuole tecniche e università aperte davvero a chi merita. È meno spettacolare di una “rivoluzione”, ma produce effetti misurabili.

Chi guarda Del Vecchio in tv vede un caso, non il fenomeno. La domanda vera è sistemica: come garantire mobilità sociale senza azzerare l’iniziativa privata? Forse la risposta sta in un compromesso esigente: più trasparenza sui passaggi generazionali, incentivi legati a investimenti in ricerca e lavoro, eredità tassate meglio e usate per ridurre povertà educativa e abitativa. E, per gli eredi, un patto chiaro: prestigio sì, ma commisurato a competenze e risultati visibili.

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