Da Marilyn Manson ai Grammy: fronte comune anti-Trump

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Marilyn Manson ha sempre fatto parlare di sé per la sua eccentricità. La sua figura, il suo personaggio, anche con Say10 non ha deluso le attese: a due anni di distanza da Pale Emperor, il cantante ha annunciato il nuovo album atteso per il 14 febbraio. Premiato agli Alternative Press Music Awards, durante un’intervista alla stessa testata Alternative Press Manson ha scritto sulla propria mano il nome di quello che è il suo decimo studio album, per l’appunto Say10. Un disco dalle grandi premesse, visto che lo stesso cantante, durante un’intervista a Rolling Stone, ha dichiarato: «È un disco abbastanza violento per natura, per qualche ragione, e non è emozionale allo stesso tempo. Ha un senso di rabbia costante. Mi è piaciuto davvero tanto registrarlo, non vedo l’ora che la gente lo ascolti! […] Non è proprio per niente come The Pale Emperor. Le persone che hanno ascoltato le nuove canzoni hanno detto che il nuovo album ricorda loro le parti migliori di Antichrist Superstar e di Mechanical Animals, ma con un approccio completamente diverso».

https://www.youtube.com/watch?v=Ctr6wPf2hx8

A far parlare molto di questo atteso ritorno di Marilyn Manson non è stato tanto il gioco di parole tra il titolo dell’album e il nome di Satana, ma il videoclip teaser dello stesso singolo che dà il titolo al nuovo CD. Nel video in questione, oltre a Manson che strappa le pagine dalla Bibbia quasi a rimarcare il suo personaggio, si vede lo stesso cantante che regge in una mano un coltello insanguinato, per poi mostrare un uomo decapitato le cui sembianze richiamano quelle di Donald Trump. Decapitazione a parte, Marilyn Manson – come anche tanti altri suoi illustri colleghi – ha preso una posizione marcata nei confronti del nuovo capo di stato. Nelle elezioni presidenziali che si sono tenute a novembre, Brian Hugh Warner non si è presentato al seggio di voto.

foto: instagram.com/marilynmanson

foto: instagram.com/marilynmanson

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 23-25.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.