theWise incontra: Dellimellow, il Grandissimo vlogger

Dellimellow
0 Condivisioni

Nemico di mezza YouTube Italia, ma anche punto di riferimento per giovani in crescita, Dellimellow rappresenta spesso una voce fuori dal coro

Diciamolo subito, a scanso di equivoci: essere considerati controversi, molto spesso, paga. Può essere una tattica, nonché una scelta per attirare un bacino d’utenza che può essere ristretto quanto ampio. Perché le opinioni non allineate o provocatorie sono, in fondo, come una sorta di anti ruggine contro il qualunquismo e altre manifestazioni similari. Nel mondo di YouTube Italia – che avevamo conosciuto meglio durante la chiacchierata con Marco “Farenz” Farina – il re dei personaggi controversi è sicuramente Domenico Delli Compagni, conosciuto dai più come Dellimellow. A suon di cazzotti mediatici e battaglie internettiane, il ragazzo ha saputo scrivere per sé stesso un interessante percorso sulla piattaforma. Una scalata che gli ha fruttato iscritti a go-go, ma anche etichette poco apprezzabili.

Polemico, cinico, a volte persino tracotante, sicuramente conscio dei propri mezzi. Dellimellow forse – anzi, quasi certamente – non è il personaggio più simpatico della famosa community, ma certamente sa che cosa vuole e come ottenere ciò che gli serve. A dispetto di un generale disprezzo nei suoi confronti – spesso banalmente argomentato e difficilmente ragionato – Dellimellow guarda avanti verso la sua strada, fatta di opinioni e sentenze. Uno contro tutti, senza un solo dubbio. E con la voglia di continuare a incidere ancora.

Il re della polemica

Dellimellow

Dellimellow – FOTO: pagina Facebook Dellimellow

Il tuo personaggio è sicuramente conosciuto per essere uno dei più controversi di YouTube Italia. Ti sei autoproclamato spesso il miglior vlogger del nostro paese. E a questo punto la domanda da fare è scontata: cosa si prova ad esserlo, o almeno a crederci molto?

«La cosa interessante è che, oltre ad esserne convinto io, ne è convinto anche il popolo del web. Infatti sono due anni che agli Oscar della rete – i premi più importanti del nostro settore – arrivo sempre quinto nel computo degli youtuber nazionali, superando anche chi ha milionate di iscritti più di me. I primi quattro sono tutti gamer o intrattenitori; io sono l’unico vlogger presente nella Top 5, e questo fa di me, effettivamente, il più grande vlogger italiano. Cosa si prova ad esserlo? Ci si sente come un re all’ombra, uno che tesse le fila degli eventi, in una posizione meno in vista ma comunque influente. E ovviamente avere una tale influenza è anche una grande responsabilità».

Ricordiamo ancora uno dei primi video con i quali sei balzato agli onori della cronaca social: inveivi contro Yotobi, con una telecamera dalla bassa qualità, non avevi tanti iscritti ma neanche pochissimi. Escludendo il numero dei tuoi fan, cosa è cambiato da quel Dellimellow alla persona attuale?

«L’unica cosa che è cambiata è la consapevolezza del mezzo in tutte le sue venature. Quel video ai tempi era molto ingenuo, non conoscevo la piattaforma né nelle sue dinamiche né a livello tecnico e lo feci con molta spontaneità, credendo che lo avrebbero visto pochissime persone. Non avevo la minima idea di quello che avrebbe scatenato. Oggi un video come quello sarebbe considerato un gioiello di logica e furbizia».

Nel corso degli anni hai avuto molte faide con altri creatori di contenuti. Escludendo lo stesso Yotobi è impossibile dimenticare, ad esempio, i momenti di tensione con Matioski. Hai forzato la mano per ottenere un richiamo pubblicitario, oppure molto semplicemente hai scelto di difendere qualcosa in cui credevi?

«Matioski è stato l’unico personaggio di Youtube a cui non ho mai detto nulla, ma che è stato sempre pronto a provocarmi o a mettersi in mezzo a cose che non lo riguardavano. Parliamoci chiaro, Matioski sarà anche un punto di riferimento per la sua nicchia e non nego che se m’interessassero gli argomenti di cui parla sarebbe anche interessante da seguire. Ma essere nerd per me è una passione che si trasforma in ossessione, e quindi quell’approccio personalmente lo trovo sbagliato. Non lo seguo e bona lì, ma essendo lui praticamente sconosciuto fuori da quella cerchia io non ho mai avuto interesse a parlarne. Più che altro è stato lui spesso a parlare di me, il che andrebbe benissimo se avesse colto l’occasione per aprire dibattiti interessanti su alcune questioni; invece il suo è sempre stato un astio personale, quindi farmi questa domanda prendendo come esempio l’unico che ha provocato me e che non ho provocato io è sbagliato. Poi nelle altre occasioni, per me, fare polemica su uno youtuber è solo uno stratagemma per portare un dibattito che per me è importante a un più vasto pubblico. Questa tecnica, peraltro, è spiegata nel mio video sul corso online di web marketing».

Provocazioni disinformanti

Dellimellow

Dellimellow – FOTO: pagina Facebook Dellimellow

Da sempre sostieni che la coerenza è una qualità dannosa e sopravvalutata, perché le persone intelligenti sanno cambiare idea. Generalmente la coerenza viene invece avvertita come una qualità positiva, poiché garantisce di essere sempre fedeli a un ideale. La verità può stare nel mezzo, anche in questo caso?

«No, la coerenza è sempre sbagliata perché spinge le persone a conservare le loro idee solo per difendere la loro immagine davanti agli altri, a differenza dell’orgoglio che serve a difendere l’immagine che abbiamo di noi stessi. Non sempre però approvo l’incoerenza, che in genere trovo sia una cosa magnifica: la condanno solo se è frutto di opportunismo o egoismo, non per altri motivi».

Hai avuto a che fare, anche se indirettamente, con Selvaggia Lucarelli. Ultimamente è tornata nell’occhio del ciclone per alcune sue battaglie, come quella contro la pagina Facebook “Sesso, Droga e Pastorizia”. Che idea ti sei fatto del suo personaggio?

«Non ho seguito l’ultima polemica. Io credo che, a differenza mia, le sue provocazioni e i suoi punti di vista siano banali, pericolosi e che puntino alla disinformazione. Non sempre, certo, ma anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno».

Sappiamo che hai una fede politica da renziano convinto. Attualmente lo scenario sembra piuttosto tribolato, ma ancora una volta aperto a larghe intese, dalle quali si autoesclude il Movimento Cinque Stelle. Quale può essere la strada giusta da percorrere? Sarebbe tanto dannoso un ennesimo governo “condiviso”?

«Per ora sembra una scelta obbligata per chiunque vincerà le elezioni, anche per il Movimento Cinque Stelle. E sì, per me un ennesimo governo condiviso senza un leader forte sarebbe dannoso».

Gli obiettivi

Dellimellow

Dellimellow – FOTO: pagina Facebook Dellimellow

In molti accusano Dellimellow di essere un provocatore, di creare solo futili polemiche, di innescare flame e portare negatività nella community. Ma chi è realmente Dellimellow e qual è il suo vero obiettivo?

«Quelli che mi accusano di queste cose sono dei ladri di polli, delle persone molto tristi di non poter fare quello che vogliono, come vogliono e quando vogliono. Io rappresento per loro una specie di poliziotto, e quindi provano a dipingermi come un personaggio negativo per tentare di farmi perdere autorità. Il problema, per loro, è che la logica delle mie critiche è più inattaccabile di me, perché io sono antipatico ma quello che dico è vero. Loro possono solo tentare di vendere la mia antipatia come una cosa negativa, ma è un gioco difficile da realizzare se sei scemo come lo sono loro. Chi sono realmente non è importante, conta quello che dico e faccio. E l’obiettivo è semplice: far nascere o sviluppare una coscienza critica in chi mi guarda, rendere un utente il meno passivo possibile».

Che insegnamenti credi di aver appreso dal mondo di YouTube? E, soprattutto, cosa credi possa esserci nel futuro di questa piattaforma?

«Il futuro, a mio parere, potrebbe essere un’implementazione social, una possibilità di avere uno spazio “bacheca” sul proprio canale. Cosa ho appreso? Che un hater vale quanto tre fan».

Nell’ultimo periodo stai emergendo anche come personaggio esterno al mondo di Internet. Il Grandissimo può diventare ancora più grande, oppure lontano dal suo nido rischia di rimpicciolirsi?

«Non sono un gamer, ho dei contenuti di qualità e importanti, ergo posso far vivere in simbiosi le attività offline con quelle online. Ho una versatilità davvero incredibile e unica, non a caso ricevo complimenti in qualunque contesto io riesca a calarmi, dalla presentazione di un libro di un sindacalista alle fiere del fumetto e workshop, fino ad arrivare alla promozione del Sì durante il referendum».

Il questionario

Come sempre, chiudiamo la nostra intervista con il questionario di Bernard Pivot.

Qual è la tua parola preferita?

«Top. Sintetizza il giudizio super positivo alla fine di un ragionamento analitico: chi mi conosce sa che quando dico ‘top’ per me è tutto pronto e si può partire».

La parola che ami di meno

«Umiltà. Tutti la pretendono, la vogliono ad ogni costo per non sentirsi mediocri».

Cosa ti stimola su qualsiasi livello di percezione?

«Lo strano. Tutto ciò che è inusuale o che non conosco, dai sapori alle immagini».

Cosa invece ti abbatte?

«Dormire oltre le 7 del mattino. Mi dà l’idea di aver perso tempo per poter fare altre mille cose».

La tua parolaccia preferita?

«Cazzo».

Un suono o un rumore che ami.

«I passettini del mio cagnolino quando torno a casa tardi ed è buio».

Un suono o un rumore che invece ti infastidisce

«I suoni del cellulare. Ho il cellulare perennemente in modalità silenziosa, lavoro all’80% con le mail».

Quale professione avresti voluto svolgere, se non fossi stato impegnato su YouTube?

«YouTube non è il mio lavoro, ma è parte del mio business. Le mie attività sono tutte in crescita e quindi spero di poter lavorare sempre più nel mio settore. Ma visto che ho altre risorse e possibilità, nel caso in cui ciò che faccio andasse in flessione mi sposterei su strade più tradizionali».

Quale mestiere non avresti mai voglia di fare?

«Un lavoro da catena di montaggio».

Se il Paradiso esistesse, cosa vorresti dicesse Dio al momento del tuo arrivo?

«Ciao Capo, finalmente sei tornato».

0 Condivisioni

Claudio Agave

Studente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università Parthenope di Napoli. Giornalista pubblicista dal febbraio 2017 dopo una lunga ma utile gavetta. Scrittore, con almeno due romanzi già in cantiere e alcune partecipazioni attive a progetti letterari. Ho gli interessi di molti (cinema, serie tv, doppiaggio, sport) e l'ambizione di voler vivere facendo ciò che amo. Insomma, in pillole: scrivo pezzi, faccio cose, vedo gente.