Quanto ci manchi, Lucio!

Lucio Dalla in bianco e nero, foto: Mondadori Portfolio
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A distanza di anni dalla tragica scomparsa del cantante bolognese, theWise ricorda Lucio Dalla: un grandissimo della musica italiana, simbolo della città di Bologna che gli ha anche dedicato un monumento. Nonostante fosse stato un appassionato della musica jazz, fin dall’inizio della sua carriera ha sempre cercato – riuscendoci – a non farsi etichettare mai da un solo genere: la sua grande curiosità lo ha reso un artista definito da tutti eclettico. Durante una lunghissima carriera – grazie anche al grande eclettismo che lo caratterizzava – è riuscito a uscire dalla propria comfort zone musicale, arrivando a collaborare anche con interpreti di generi diversi, e spesso immedesimandosi in altre forme d’arte – citiamo l’esempio di Tosca, amore disperato – con grandissimi risultati.

foto: Getty Images

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Oltre a indimenticabili canzoni come Piazza grande, L’anno che verrà, 4/3/1943 e tante altre, un esempio di grande successo è Caruso del 1986, un singolo di Dallamericaruso che ha spopolato in tutto il mondo e che è riconosciuta all’unanimità come una delle canzoni più belle mai scritte nella musica contemporanea. La canzone – stando al sito ufficiale di Lucio Dalla – ha venduto ben nove milioni di copie, ed è stata riproposta sotto numerose versioni in tutto il mondo, tra cui quella di Luciano Pavarotti. Questa curiosità di spaziare nella produzione musicale, durante una carriera lunga cinquant’anni, lo ha portato a dedicarsi anche alla scrittura dei propri testi, e ad esplorare la lirica con l’opera Tosca, amore disperato nel 2003: tutto ciò oltre a seguire personalmente i nuovi talenti della musica italiana.

Nel 1983, infatti, fondò la casa discografica Pressing, che produsse i primi lavori di Luca Carboni e Samuele Bersani. Stando al sito ufficiale di Dalla, sempre alla Pressing si deve quella che è la rinascita musicale di Gianni Morandi, altro grandissimo interprete bolognese. Nel 2001 la Pressing venne rifondata come Pressingline: cambiò solo il nome ma non la sostanza, infatti la casa discografica continua a fare lavoro di scouting e dà l’opportunità ai giovani di esprimersi, lanciando così nuovi artisti emergenti.

foto: Mondadori Portfolio

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L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 31-33.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.