Storia videoludica: la saga di Metal Gear Solid

Storia videoludica: la saga di Metal Gear Solid
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Dovendo analizzare e raccontare le saghe videoludiche più importanti, è impossibile non pensare alla saga che negli anni si è imposta come regina del genere stealth, e che ha creato un seguito di fan fedelissimi. Stiamo parlando della saga di Metal Gear. Il suo aspetto particolare, e quasi unico nel panorama videoludico, è che l’autore della saga, Hideo Kojima, ha saputo ritagliarsi grazie alle sue capacità un successo grande tanto quanto i giochi che produce, tanto da indurre molti videogiocatori a seguire e a comprare i giochi sviluppati da Kojima solo perché li ha sviluppati lui. Una vera e propria fede, giustificata dall’indubbio talento dell’autore giapponese.

I primi anni

Il primo capitolo della saga risale al 1987, e fu inizialmente pubblicato solo su MSX 2. Protagonista di Metal Gear è Solid Snake, che ha il compito (coadiuvato via radio dal suo comandante, il Big Boss) di infiltrarsi nella fortezza di Outer Heaven e distruggere il Metal Gear, un carro armato bipede in grado di lanciare testate nucleari. Come detto in precedenza, uno dei motivi del successo di questo titolo è la necessità di utilizzare un approccio stealth per superare il gioco. Il giocatore inizierà la partita disarmato, e dovrà procurarsi tutto l’equipaggiamento esplorando la base, il che rende fondamentale cercare di evitare i nemici. Una trama piena di colpi di scena, ambientata in un futuro recente (il gioco, uscito nel 1987, è ambientato nel 1995) e il sistema di gioco nuovo e rivoluzionario hanno spinto Kojima a lavorare su un seguito, chiamato Metal Gear 2: Solid Snake, pubblicato nel 1990. Teatro delle vicende è lo stato fittizio Zanzibar Land, che rapisce il biologo Kio Marv, creatore di Oilix, un batterio che produce petrolio come prodotto di scarto del suo metabolismo. Il compito di salvare il Dott. Marv spetta all’unità speciale Foxhound, che invia Solid Snake, il quale si troverà ad affrontare ciò che rimane delle forze di Outer Heaven, sopravvissute alla distruzione della loro base.

(fonte: Gamempire.it)

Un nuovo inizio

A ben otto anni di distanza, Konami pubblica quello che per molti è il vero inizio della saga di Metal Gear come la conosciamo oggi, ovvero Metal Gear Solid. Il protagonista è sempre Solid Snake, che avrà il compito di introdursi nella base di Shadow Moses e di scoprire se il gruppo terrorista guidato dai membri di Foxhound (la vecchia unità di Snake) che ha occupato la base è realmente in possesso di armi nucleari, per poi impedire qualunque attacco agli Stati Uniti. Snake dovrà inoltre liberare Kenneth Baker, presidente della Armstech, e Donald Anderson, capo della DARPA (l’agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa). Durante il gioco, Snake scopre che la squadra di Foxhound è guidata da Liquid Snake, suo fratello gemello. Entrambi sono il frutto del progetto Les Enfants Teribles, che aveva il compito di creare il soldato perfetto, partendo dal DNA di Big Boss.

Il successo di Metal Gear Solid è pazzesco e i motivi sono molti. Il gioco sfrutta tutta la potenza di PlayStation, offrendo un comparto grafico notevole per l’epoca. Ad esso si aggiunge un gameplay rivoluzionario che, come il suo vecchio predecessore, ridefinisce l’idea di stealth game, proponendo un livello di sfida notevole e mai banale. Ma il vero punto di forza di Metal Gear Solid (così come di tutta la saga) è la trama, ricca di personaggi memorabili e di momenti indimenticabili, che ancora oggi emozionano i videogiocatori. A tutto questo va aggiunta una colonna sonora portentosa. Nel 2004 viene distribuito per Game Cube il remake The Twin Snakes. Nel 1999, l’anno successivo all’uscita di Metal Gear Solid, viene pubblicato Metal Gear Solid: VR Mission, uno spin-off contenete una raccolta di missioni di addestramento, che spaziano dall’infiltrazone silenziosa all’allenamento, fino all’utilizzo delle armi da fuoco. Nel 2000 esce un episodio prequel di Metal Gear Solid (anche se non viene considerato canonico): Metal Gear: Ghost Babel, pubblicato per Game Boy Color.

(fonte: Giant Bomb)

Nuova console, nuovo protagonista

Con l’annuncio di PlayStation 2 arrivano anche le prime news su un seguito di MGS, che infatti non tarda ad arrivare. Nel 2001 Konami lancia Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty. Un nuovo comparto grafico – frutto della maggior potenza della nuova console Sony – e nuove features, come la visuale in prima persona per prendere meglio la mira negli scontri a fuoco, non sono le uniche novità di questo titolo, che si divide in due sottocapitoli: il primo, che ha la funzione di prologo, ha come protagonista Solid Snake, mentre il secondo vede l’avvento di un nuovo protagonista: Raiden.

Il gioco è ambientato sulla piattaforma di decontaminazione Big Shell, occupata da un gruppo di terroristi conosciuti come Dead Cell, i quali hanno anche catturato il presidente degli Stati Uniti, insieme ad altri ostaggi. Raiden (il cui vero nome è Jack), appartenente alla nuova Fox-Hound, ha il compito di intrufolarsi nella piattaforma, liberare gli ostaggi e sgominare la Dead Cell. Nonostante la qualità del prodotto, il gioco ha suscitato molte critiche da parte dei fan per via del nuovo protagonista, sprovvisto del carisma di Solid Snake, che comunque fa la sua apparizione. Un titolo che ha diviso i fan e la critica, tanto che (nonostante i premi ricevuti) viene inserito al secondo posto della classifica dei giochi più sopravvalutati di sempre di Game Spy. Nel 2002 esce MGS 2: Substance, una versione di Sons of Liberty con dei contenuti aggiuntivi, come le VR Missions o le Snake Tales, cinque mini avventure dotate di trama e con protagonista Solid Snake. La colonna sonora di Sons of Liberty (e di Substance) è opera di Harry Gregson-Williams.

La saga di Big Boss

Il 2004 è l’anno dell’arrivo del capitolo che contende a MGS il titolo di miglior episodio della saga: Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Kojima supera sé stesso, creando un gioco praticamente perfetto in ogni aspetto. Un comparto grafico sensazionale, una colonna sonora eccezionale, una trama appassionante e un gameplay che amplia e migliora l’idea di stealth game. Per la prima volta nella saga, le vicende raccontate sono ambientate nel passato, e hanno per protagonista un giovane Big Boss, mentore e “padre” di Solid Snake.

Siamo nel 1964, durante la guerra fredda. La neonata unità Fox ha il compito di recuperare il Dott. Sokolov, scienziato che sta lavorando alla progettazione di armi per la guerra nucleare e, pentito e spaventato dai suoi lavori, decide di fuggire negli Stati Uniti. Una volta atterrato nella foresta russa, Big Boss (il cui soprannome all’epoca era Naked Snake) raggiunge un complesso dove si trova Sokolov, e qui incontra per la prima volta un giovane Revolver Ocelot, a capo di un’unità Spetznaz. Dopo aver sconfitto i soldati nemici, Snake prosegue la missione, che però fallisce in seguito alla diserzione di The Boss, sua mentore e compagna in battaglia, la quale ferisce gravemente Snake. Questi fatti fungono da prologo per il continuo della storia. Snake infatti viene rimandato in Russia, con lo scopo, oltre al salvataggio di Sokolov, di uccidere The Boss.

Il grande merito di Snake Eater è quello di aver perfezionato il concetto di stealth game, con l’introduzione dell’indice di mimetizzazione. In un gioco ricco di ambientazioni molto diverse tra loro (si va dalla taiga russa alle grotte a una gigantesca base militare) è fondamentale essere sempre in grado di superare i tanti nemici senza essere visti. Grazie all’introduzione di diverse tute mimetiche e di pitture facciali, il giocatore ha la possibilità di cambiare tuta a seconda dell’ambiente, in modo da potersi confondere meglio con l’ambiente circostante. Oltre a questo, l’indice di mimetizzazione è influenzato anche dalla posa e dal movimento del giocatore. Correre all’interno di un’area aperta aumenta notevolmente le chance di essere avvistati, mente mantenere un basso profilo muovendosi strisciando faciliterà il compito al giocatore. Altro aspetto fondamentale è l’interazione incredibile con la flora e la fauna del mondo del gioco. Snake potrà catturare piccoli animali per usarli come esche (o lanciarli contro i nemici se si tratta di serpenti velenosi), oppure uccidere le proprie prede per nutrirsi e recuperare le forze. Le avventure di Big Boss, personaggio fondamentale per tutta la saga, continuano per altri quattro capitoli. Due sono usciti su PSP, MGS: Portable Ops e MGS: Peace Walker, mentre gli ultimi due sono usciti su PlayStation 4 e sono MGS V: Ground Zeroes e MGS V: The Phantom Pain.

(fonte: Gamempire.it)

War has changed

Il quarto capitolo della saga, uscito nel 2008, è Guns of the Patriots, il quale termina in maniera spettacolare le vicende di Solid Snake, offrendo un’esperienza ricca di emozioni, proprio come Hideo Kojima ha ormai abituato i suoi fan. Nel 2014, gli eserciti e le milizie di tutto il mondo ricorrono in maniera pesante all’utilizzo di nanomacchine, che aiutano a migliorare le prestazioni fisiche e mentali dei soldati. In questo contesto Snake, invecchiato precocemente a causa della natura delle sue cellule, è alla ricerca di Revolver Ocelot per ucciderlo definitivamente. In questo ultimo capitolo torneranno tante vecchie conoscenze, e si ritornerà anche in luoghi iconici della saga come la base di Shadow Moses, in un gioco che, come detto prima, chiude la saga di Solid Sanake impeccabilmente.

Rispetto a MGS 3 le ambientazioni sono molto diverse, e quasi tutte in ambito urbano o in basi militari. Il sistema di mimetizzazione è sempre presente ed è stato adattato (e migliorato) ai tempi più moderni di quelli di Snake Eater. È presente un gran numero di armi, quasi tutte modificabili. La barra del vigore è sostituita da quella della salute mentale. Rimanere troppo a lungo coinvolti in scontri a fuoco o in situazioni stressanti intaccherà la psiche di Snake, e le sue prestazioni ne risentiranno sensibilmente.

Anche se non considerato totalmente canonico, si inserisce nello stesso arco narrativo Metal Gear Rising: Revengeance. Sviluppato da Platinum Games, il titolo si discosta totalmente dallo stile dei precedenti capitoli. Infatti non si tratta di uno stealth game, bensì di un Hack ‘n Slash, e quindi totalmente incentrato sull’azione e sulla spettacolarità. Ritorna Raiden come protagonista, ormai diventato un cyborg, il quale si ritrova ad affrontare un’organizzazione paramilitare chiamata Desperado Enforcement LLC. La presenza di Raiden sembra ormai essere una costante calamita per critiche. Infatti molti fan hanno criticato aspramente il gioco, lamentando un eccessivo distacco dalle meccaniche storiche della saga, oltre a una longevità del titolo non esaltante.

Una fine travagliata

Lo sviluppo del quinto capitolo di Metal Gear Solid è accompagnato da voci sempre più insistenti di un distacco di Hideo Kojima e del suo studio (la Kojima Production) da Konami, a causa di divergenze personali tra l’autore e la software house giapponese. Nel 2014, comunque, esce MGS V: Ground Zeroes, episodio prequel del vero quinto capitolo della saga. Poco prima dell’uscita di MGS V: The Phantom Pain arriva la notizia che era nell’aria da tempo. Dopo l’uscita del titolo la Kojima Production verrà chiusa definitivamente, e cesseranno tutti i rapporti tra Kojima e Konami, la quale decide di cancellare definitivamente Silent Hills, l’ultimo progetto di Kojima, sul quale stava collaborando anche Guillermo Del Toro.

Come accennato prima, MGS V conclude la storia di Big Boss, anche se alcuni dettagli della trama sono stati rimossi, probabilmente a causa dei rapporti ormai deteriorati tra Kojima e Konami. La storia inizia in un ospedale a Cipro, dove Big Boss si risveglia dal coma causato dalle ferite riportate a un attacco alla sua base. Dopo essere sfuggito a un tentativo di ucciderlo, Snake, con l’aiuto di Ocelot e del suo compagno d’armi Kazuhira Miller, decide di ricostruire la sua base, e di rimettere in piedi il suo gruppo di mercenari. Rispetto ai precedenti capitoli della saga, MGS V è un titolo open world, aspetto che aumenta considerevolmente le opzioni a disposizione del giocatore per portare a termine le sue missioni. Le dimensioni delle aree di gioco rendono necessario l’utilizzo di veicoli, che potranno essere recuperati sul campo richiesti come supporto dalla propria base (ma costerà dei soldi farlo).

(fonte: gamempire.it)

Un futuro nebuloso

L’addio di Hideo Kojima ha destato non poche preoccupazioni nei fan, che temono che il brand, orfano della mente geniale dietro di esso, rischi di perdere la propria identità. Paura che rischia di diventare realtà dopo l’annuncio di Metal Gear Survive, uno spin-off di MGS V ambientato in una realtà alternativa, dove un gruppo di soldati dovrà sopravvivere a un’apocalisse zombie. Al momento non si hanno altre notizie, e forse è meglio così. E Kojima? Il giorno dopo la scadenza del contratto che lo legava a Konami ha fondato il suo nuovo studio, annunciando una partnership esclusiva con Sony per la realizzazione di nuovi giochi. Il primo lavoro dei nuovi studi si chiama Death Stranding, e al momento si hanno ben poche notizie a riguardo. Confermata comunque la presenza di Guillermo Del Toro, Norman Reedus e Mads Mikkelsen all’interno del cast del gioco. Le premesse sono decisamente ottime.

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Pubblicato da Filippo Tiberi

Sono nato il 29 luglio 1991 a Firenze, città dove ancora risiedo e che amo alla follia, tanto da tatuarmi sull'avambraccio destro uno dei suoi simboli, il Marzocco. Dopo aver frequentato per tre anni la facoltà di giurisprudenza, e per uno quella di psicologia, decido di trovare la mia strada nella vita seguendo le mie più grandi passioni. Lavoro nel mondo del calcio come osservatore per una società di Serie A e scrivo di sport e videogiochi. Mi sono unito con entusiasmo al progetto theWise perché credo che garantire un'informazione sincera e dritta al punto sia la base per migliorare le persone, e di conseguenza la società in cui viviamo. Sono un grande appassionato di musica e un videogiocatore incallito. Come ogni nerd che si rispetti provo un amore viscerale per la saga di Star Wars, ai limiti del fanatismo. Che la Forza sia con voi.