theWise+in+cucina%3A+Carciofi+alla+romana
thewisemagazineit
/2017/04/08/thewise-cucina-carciofi-alla-romana/amp/

theWise in cucina: Carciofi alla romana

Published by
Carlo Bellioni

Primavera sul litorale laziale vuol dire una sola cosa: carciofi. Romaneschi, possibilmente. Proprio in questi giorni si svolge a Ladispoli la tradizionale sagra, e chi scrive, da romano, non poteva esimersi dall’omaggiare i boccioli del fiore più buono del mondo. Il consumo del carciofo ha radici profonde, nel nostro paese: già in epoca etrusca il suo omologo selvatico veniva colto in tutte le campagne del centro Italia. I romani ne introdussero la coltivazione a scopo commerciale: una vera e propria leccornia, che a caro prezzo faceva capolino sui banchetti luculliani delle famiglie patrizie. Persino nell’antico Egitto è stata trovata traccia del suo uso, sia in cucina che nella medicina tradizionale. Il medioevo vede il fiorire di questa pianta dal caratteristico retrogusto amarognolo anche in campo erboristico. Proprio il suo gusto amaro è indice dell’elevato contenuto di sostanze attive di questi fiori ancora non schiusi, in particolare la cynarina (che a qualcuno sicuramente ricorderà il noto liquore digestivo). Veniva usato come rimedio per il fegato e per i disturbi di stomaco in generale, in quanto vera e propria pianta purificante delle vie digestive. In cucina, naturalmente, è impossibile non citare la tradizione romana, nella classica preparazione alla mentuccia o fritti “alla giudia”. Ma anche nel resto della penisola lo ritroviamo declinato in molteplici varianti, sia di ricette che di vere e proprie cultivar, anche molto differenti tra loro. Come ad esempio lo spinoso sardo, il carciofo siciliano o i tradizionali sott’olio di carciofino selvatico pugliese.

L’iterazione di cui leggerete su queste pagine è il classico carciofo alla romana con la mentuccia, stufato in tegame nella sua interezza. Una preparazione relativamente veloce, vista la ben nota caratteristica dei carciofi di produrre molto scarto in fase di pulitura, nella quale quindi dovremo prestare particolare attenzione. La cultivar tradizionale romanesca è caratterizzata sopratutto da dimensioni generose e dalla carnosità delle bratte più interne al fiore, ben serrate tra loro nel caso di un prodotto particolarmente fresco.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 42-45.

Published by
Carlo Bellioni

Recent Posts

  • Curiosità

Perché i granchi camminano di lato? La risposta arriva da uno studio sorprendente

Uno studio ricostruisce l’origine della celebre camminata laterale dei granchi: un vantaggio evolutivo nato 200…

16 ore ago
  • Notizie

Hantavirus sulla nave da crociera: paura alle Canarie, 150 passeggeri sotto osservazione

La MV Hondius arriva alle Canarie dopo un focolaio di hantavirus: cresce l’allarme per i…

24 ore ago
  • Notizie

Omega-3, cosa non ti dicono sugli integratori: qualità e benefici sotto la lente

Integratori di omega-3, cosa sapere davvero: qualità delle capsule, ossidazione e differenze tra etichetta e…

4 settimane ago
  • Spettacolo

Netflix, potranno finalmente guardarlo tutti: ecco il film dei sogni

C'è finalmente un film molto romantico su Netflix che farà appassionare ancora di più gli…

4 settimane ago
  • Economia

Il taglio del Governo vale oltre 1600 euro in più in busta paga. Ma non per tutti

Importante decisione del Governo Meloni che potrebbe essere confermata nelle prossime ore. Cosi sarebbe un…

4 settimane ago
  • Curiosità

Meghan Markle, l’annuncio spaventa la Royal Family: è allarme

Arriva l'annuncio che spaventa la Royal Family: c'entrano Meghan Markle e suo marito Harry. Suona…

4 settimane ago