Champions League: introduzione alla finale di Cardiff

Il trofeo della Champions League, foto: Getty
Il trofeo della Champions League, foto: Getty
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Con le stagioni calcistiche ormai giunte al termine in tutti i campionati europei, manca solamente un ultimo verdetto da emettere: chi vincerà la Champions League nella stagione 2016/17? In data odierna si giocherà la finale della Coppa dei Campioni, nella cornice del Millennium Stadium di Cardiff, impianto già conosciuto ai fan della palla ovale perché ospita le partite interne della nazionale gallese di Warren Gatland. Le finaliste del torneo sono due formazioni di tutto rispetto: una è la Juventus di Massimiliano Allegri, formazione imbattuta che ha subito solo tre gol durante tutto il torneo, mentre l’altra è il Real Madrid di Zinedine Zidane, squadra peraltro campione uscente. La sfida si preannuncia interessante e piena di emozioni, dal momento che si vedranno scontri attesissimi tra Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo, la miglior difesa contro il miglior attacco e tanti pretesti che rendono questa finale di Champions League attesa da ambo le parti.

Il Millennium Stadium di Cardiff, impianto in cui si giocherà Juventus-Real Madrid per la Champions League 2017, foto: Matthew Horwood/Getty Images

Il Millennium Stadium di Cardiff, impianto in cui si giocherà Juventus-Real Madrid per la Champions League 2017. Foto: Matthew Horwood/Getty Images


In casa Juventus vi è soprattutto la voglia di alzare una coppa dalle grandi orecchie che manca in Corso Galileo Ferraris da ben ventuno anni, completando così un triplete – o treble, alla inglese maniera – che solo l’Inter di José Mourinho è riuscita a replicare nella Serie A. Dall’altra parte invece, pur non avendo modo di completare la “tripletta” di trofei, il Real Madrid punta a rovinare i piani della Juventus, con l’idea di completare un pur sempre modestissimo “doblete” – ovvero Champions League e campionato nazionale vinto – e allo stesso tempo infrangere il record di aggiudicarsi la competizione per due anni di fila, impresa che non è riuscita a nessuna squadra dopo l’introduzione della nuova formula del torneo stesso, avvenuta nei primi anni ’90. Inoltre, le partite tra Juventus e Real Madrid sono state spesso dei veri e propri scontri decisivi nel corso delle varie stagioni sportive: nel 1998, infatti, il match tra Juventus e Real Madrid valeva – come in questo caso – la Champions League.

Juventus – Real Madrid: Una sfida infinita

Gli albori di una classica

Si può sostenere tranquillamente che Juventus-Real Madrid sia una vera e propria classica del calcio europeo: il match di Cardiff sarà il diciannovesimo confronto ufficiale tra le due formazioni, solo Bayern Monaco e Blancos di Madrid si sono incrociati più volte, ben ventiquattro. Il primo confronto ufficiale tra le prossime finaliste della Champions League del 2016/17 è avvenuto negli anni Sessanta, quando Juventus e Real Madrid si affrontarono nei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1961/62. La sfida vide vittoriosa la squadra madrilena, dopo una terza sfida: in quegli anni infatti, in caso di parità, nel doppio scontro si doveva andare per “la bella”, che in quel caso vide il Real Madrid vincere per tre a zero. Per rivedere nuovamente le due squadre incontrarsi in una partita ufficiale si deve arrivare alla stagione 1986/87, che vide Juventus e Real Madrid affrontarsi in uno scontro degli ottavi di finale di quell’edizione della Coppa dei Campioni, turno che vide nuovamente passare i Merengues ai danni della Juventus di Rino Marchesi.

Il primo confronto in assoluto tra Juventus e Real Madrid nella Champions League, allora Coppa dei Campioni, risalente alla stagione 1961/62, foto: wikicommons

Il primo confronto in assoluto tra Juventus e Real Madrid nella Champions League, allora Coppa dei Campioni, risalente alla stagione 1961/62. Foto: wikicommons

Gli anni ’90 e la finale di Champions League ad Amsterdam

Prima della famosa finale di Champions League del 1998 – quella decisa dal gol di Mijatovic, per intenderci – la Juventus incontrò il Real Madrid nel 1996, nel percorso che portò i bianconeri di Marcello Lippi a vincere il trofeo allo Stadio Olimpico di Roma contro il temibile Ajax di Louis Van Gaal, che – come nella finale di quest’anno – era campione in carica della competizione. A sollevare il trofeo nel cielo della capitale fu il capitano juventino Gianluca Vialli, e quella è stata – Cardiff permettendo – l’ultima volta che la Juventus è riuscita a vincere la Champions League. Gli anni successivi alla vittoria della squadra di Marcello Lippi sono stati quelli che hanno portato la Vecchia Signora a conquistare un primato che nessuna squadra sognerebbe mai di ottenere: la Juventus – come detto in precedenza, Cardiff permettendo – è stata sconfitta in finale per sei volte, più di ogni altra squadra di club nelle competizioni europee. Nel 1998, poi, arrivò la quarta sconfitta in finale di Champions League, proprio per mano del Real Madrid: la sfida venne decisa nella ripresa da un gol di Predrag Mijatovic al minuto 67. Ed è proprio a partire dagli anni Novanta che si può cominciare a pensare a una sfida tra Juventus e Real Madrid come a un avvenimento abituale, così come sarà anche negli anni del nuovo millennio.

Il gol partita segnato da Predrag Mijatovic nella finale di Champions League del 1998 giocata ad Amsterdam, foto: Gettyimages

Il gol partita segnato da Predrag Mijatovic nella finale di Champions League del 1998 giocata ad Amsterdam. Foto: Gettyimages

Il Real de Los Galàcticos contro la Juventus di Lippi

Il confronto tra le due squadre avvenuto nel 2002 è stato uno dei più epici e memorabili nella storia del calcio. Innanzitutto, però, bisogna fare una premessa: nel 2002/03, il calcio italiano portava per la prima volta ben tre squadre alle semifinali di Champions League. Da una parte si giocava il derby di Milano, mentre dall’altra Juventus e Real Madrid. I Blancos, campioni d’Europa in carica, arrivavano al doppio confronto con la consapevolezza di avere il favore dei bookmakers: la squadra dei Galàcticos era una formazione da sogno, composta da giocatori del calibro di Luìs Figo, Roberto Carlos, Ronaldo – quello brasiliano – e Zinedine Zidane. Proprio quest’ultimo era rimasto alla Juventus dal 1997 al 2001, anno in cui venne venduto a peso d’oro alla squadra madrilena. Un anno prima, proprio Zizou regalò la vittoria in Champions League contro il Bayer Leverkusen, con un bellissimo gol in mezza rovesciata.

La mezza rovesciata vincente di Zinedine Zidane contro il Bayer Leverkusen nella finale di Champions League del 2002, foto: allsport

La mezza rovesciata vincente di Zinedine Zidane contro il Bayer Leverkusen nella finale di Champions League del 2002. Foto: allsport

La Juventus arrivò in semifinale nella Champions del 2003 dopo una vittoria soffertissima al Camp Nou contro il Barcellona: la Vecchia Signora uscì vittoriosa da Barcellona giocando in dieci. Al primo gol di Pavel Nedved rispose la leggenda blaugrana Xavi, mentre Marcelo Zalayeta chiuse definitivamente il confronto a favore della squadra bianconera durante i tempi supplementari. Era lecito pensare che la Juventus fosse da considerare come squadra sfavorita, dal momento che la semifinale del 2003 vide inizialmente la Juventus in svantaggio nel doppio confronto: la partita di andata giocata al Santiago Bernabeu finì 2-1 per i padroni di casa, che vinsero il match con reti di Ronaldo e Roberto Carlos. Nel match di ritorno, però, la squadra di Marcello Lippi riuscì a rimontare lo svantaggio iniziale già nel primo tempo, con i due gol segnati da David Trezeguet e Alessandro Del Piero rispettivamente al minuto 12′ e 43′.

Il secondo tempo si apre con un momento di brivido da parte dei tifosi bianconeri, dal momento che al 67′ il Real Madrid potrebbe riportare la sfida in parità con Luìs Figo: Gigi Buffon però para il tiro del portoghese, mantenendo così il risultato fermo sul 2-0 per la Juventus. Neanche dieci minuti più tardi, su un cross di Zambrotta, la Juventus lancia in profondità Pavel Nedved, che sigla il tre a zero con un destro che si infila dietro Iker Casillas. Zidane segnerà un gol in quella partita, che risulterà indolore ai fini del risultato dal momento che sarebbe servito un altro gol ai Blancos per accedere alla finale. Fu molto più dolorosa, invece, l’ammonizione di Pavel Nedved, giocatore che avrebbe ricevuto il pallone d’oro per quella stagione fantastica, costretto a saltare la finale di Manchester per squalifica: il rammarico è grande anche per l’esito della partita, che vide vincere il Milan ai rigori.

L'esultanza di Alessandro Del Piero dopo aver segnato il 2-0 momentaneo nella semifinale di Champions League contro il Real Madrid, foto: Paolo Cocco/AFP/Getty Images

L’esultanza di Alessandro Del Piero dopo aver segnato il 2-0 momentaneo nella semifinale di Champions League contro il Real Madrid. Foto: Paolo Cocco/AFP/Getty Images

2004/05 e il ritorno alla Champions League post-Calciopoli

Dopo un epico scontro in semifinale conclusosi poco meno di due anni prima, l’urna di Nyon accomunò nuovamente Juventus e Real Madrid, questa volta per gli ottavi di finale. Dopo il 2003 la Juventus aveva cambiato guida tecnica, oltre ad aver cambiato qualche giocatore: sulla panchina sedeva il tecnico ex-Roma Fabio Capello, mentre in attacco la Juventus aveva preso un giovane Zlatan Ibrahimovic dall’Ajax. Come due anni prima, il Real Madrid vinse il match di andata in casa contro la formazione bianconera, segnando il gol partita con Ivan Helguera. Al ritorno la Juventus riuscì a ribaltare la sfida a suo favore con il solito David Trezeguet, portando inizialmente la sfida ai tempi supplementari: nell’extra time Marcelo Zalayeta – già eroe a Barcellona due anni prima – chiuse definitivamente la partita sul punteggio di 2-0. La Juventus, però, non andò oltre i quarti di finale, dove incontrò il Liverpool di Steven Gerrard, che poi avrebbe vinto la competizione: la sfida tra bianconeri e reds non è mai una partita qualunque, e in quel caso particolare arrivava anche nel ventesimo anniversario degli incidenti allo Stadio Heysel.

Marcelo Zalayeta nuovamente eroe juventino: dopo aver condannato il Barcellona all'eliminazione nel 2003, segna il gol decisivo contro il Real Madrid negli ottavi della Champions League 2005, foto: Getty

Marcelo Zalayeta nuovamente eroe juventino: dopo aver condannato il Barcellona all’eliminazione nel 2003, segna il gol decisivo contro il Real Madrid negli ottavi della Champions League 2005. Foto: Getty

In seguito allo scandalo Calciopoli, la Juventus retrocesse in Serie B, rimanendo lontana dalle competizioni europee fino al 2008/09, quando – arrivando dai preliminari – ritornò alla fase a gironi della Champions League. Il girone H, infatti, vedeva accomunate Real Madrid, Juventus, BATE Borisov e Zenit San Pietroburgo. Dopo le vittorie iniziali contro Zenit e BATE Borisov, la Juventus arrivava alla partitissima contro il Real Madrid a pari punti con gli spagnoli: la formazione di Claudio Ranieri si impose sia in casa che in trasferta, soprattutto grazie al suo immenso capitano Alessandro Del Piero.

Nel match giocato a Torino, quest’ultimo segnò il gol dell’1-0 con un destro – ovviamente – “alla Del Piero”, lasciando Iker Casillas immobile mentre guardava il pallone insaccarsi alle sue spalle. A Madrid, invece, Del Piero segnò una doppietta. Il primo gol – il primo in assoluto al Bernabeu – arrivò su un contropiede bianconero: da un pallone perso sulla mediana partì un sinistro non fortissimo ma imprendibile per il portiere del Real. Il raddoppio invece arrivò con un marchio di fabbrica di Pinturicchio: una punizione precisa che trafigge nuovamente Casillas, facendo guadagnare tre punti alla Juve e la standing ovation personale al capitano bianconero quando questi venne sostituito da Paolo De Ceglie.

La punizione vincente segnata da Alessandro Del Piero al Santiago Bernabeu nei gironi di Champions League 2008/09, foto: Gettyimages

La punizione vincente segnata da Alessandro Del Piero al Santiago Bernabeu nei gironi di Champions League 2008/09. Foto: Gettyimages

Gli anni più recenti nella Champions League

In seguito all’assenza della Juventus, durata diversi anni, dal palcoscenico europeo più prestigioso, la Vecchia Signora è riuscita a tornare in Champions League solo nella stagione 2012/13, dopo il primo scudetto di Antonio Conte sulla panchina bianconera. Nell’anno del terzo scudetto consecutivo – quello dei 102 punti in campionato – la Juventus è partita dal girone di Champions dove affrontava il Copenhagen, il Galatasaray e il Real Madrid. Il bilancio delle sei partite di coppa giocate dai bianconeri non è stato positivo: infatti, oltre alla sconfitta contro il Real Madrid al Bernabeu, la Juventus ha pagato i troppi punti persi contro i turchi e i danesi, lasciando l’accesso agli ottavi di finale proprio al Galatasaray. Arrivata al terzo posto complessivo, quindi, giocò l’Europa League, che offriva il fascino di giocare una finale di Coppa tra le mura amiche: un sogno che però sfumò in semifinale.

Wesley Sneijder, giocatore che ha estromesso la Juventus dagli ottavi di Champions League, relegandola all'Europa League, foto: Gettyns League, relegandola all'Europa League, foto: Getty

Wesley Sneijder, giocatore che ha estromesso la Juventus dagli ottavi di Champions League, relegandola all’Europa League. Foto: Getty

Dopo quella stagione, in concomitanza con il mondiale fallimentare giocato in Brasile da parte della nazionale italiana, al posto di Antonio Conte arriva Massimiliano Allegri, che viene inizialmente accolto dalle critiche ed etichettato come “non giusto” per rappresentare la Juventus. I fatti, però, parlarono chiaro: dopo una partenza un po’ a rilento in Champions League, la squadra riuscì ad agguantare il secondo posto per gli ottavi di finale, e da lì Allegri cominciò a costruire la sua Juve. Una squadra che faceva paura in difesa, piena di entusiasmo e voglia di dimostrare a tutti di esserci e di non voler fare la comparsa. Si arriva così all’ultimo confronto tra Juventus e Real Madrid, una storia lunghissima che sta già preparando la scrittura del prossimo capitolo, ovvero la finale di Cardiff. Nel 2015 il Real Madrid pesca la Juventus come sua avversaria: i Blancos, freschi della vittoria de la décima, erano i favoriti dai pronostici, dal momento che erano i campioni uscenti, mentre la Juve ricopriva il ruolo della Cenerentola calcistica.

Gli accoppiamenti delle semifinali di Champions League del 2015 hanno messo di fronte ancora una volta la Juventus contro il Real Madrid, foto: Getty

Gli accoppiamenti delle semifinali di Champions League del 2015 hanno messo di fronte ancora una volta la Juventus contro il Real Madrid. Foto: Getty

La prima partita della semifinale venne giocata a Torino: dopo solo otto minuti arriva il gol dei bianconeri con un tap-in facile facile da parte di Alvaro Morata, giocatore cresciuto proprio nel Real Madrid. Il match, però, era tutt’altro che finito: Cristiano Ronaldo pareggia la partita al minuto 27′, e verso il 40′ minuto il Real Madrid spreca un’occasione da gol, sparando il pallone sulla traversa e tirando fuori sulla ribattuta. Nel secondo tempo, però, i bianconeri tornano a farsi rivedere in attacco, procurandosi un rigore al 56′ minuto con fallo di Carvajal su Tevez. L’Apache trasforma dal dischetto e la partita si chiude per 2-1, in attesa del ritorno al Santiago Bernabeu di Madrid. La semifinale di ritorno è una partita decisamente più complicata, dal momento che nel primo tempo il Real Madrid si porta in vantaggio dal dischetto per un fallo da rigore di Giorgio Chiellini che atterra James Rodriguez. Consci di essere in un momento favorevole, i Blancos cominciarono a spingere sull’acceleratore, determinati a ribaltare la sfida e ad agguantare la finale di Berlino. All’inizio del secondo tempo, però, è la Juve a riportarsi in vantaggio nella doppia sfida: Alvaro Morata, infatti, ha segnato sia nel match di andata che nel match di ritorno, condannando la squadra che l’ha cresciuto. La Juventus verrà poi sconfitta in finale dal Barcellona per 3-1: molti giocatori di quella formazione però sono rimasti, mettendo le basi per quella che è la squadra di oggi, la quale giocherà la sua seconda finale di Champions League in tre anni.

Il gol di Alvaro Morata, attaccante scuola Real Madrid che ha portato la Juventus in finale di Champions League con il suo gol al Santiago Bernabeu, foto: Getty

Il gol di Alvaro Morata, attaccante scuola Real Madrid che ha portato la Juventus in finale di Champions League con il suo gol al Santiago Bernabeu. Foto: Getty

Il punto sul Real Madrid e sulla Juventus

Il cammino di Real Madrid e Juventus si incrocerà, come già detto in precedenza, nella finale di Cardiff. Sicuramente è una sfida che offrirà diversi spunti su cui discutere. Prima di tutto le formazioni: il Real è chiaramente una formazione molto offensiva che dispone di un attacco stellare e di un fenomeno su tutti, Cristiano Ronaldo. Ovviamente i Galàcticos sono una squadra piena di talenti, e oltre a CR7 vi sono i vari Karim Benzema, Gareth Bale e l’ex-juventino Alvaro Morata. Il canterano che vestiva il bianconero non è tra le prime scelte di Zinedine Zidane, ma è un cambio che spesso l’allenatore si presta a fare, anche per mischiare un po’ le carte in tavola. La Juve, invece, è una squadra sì offensiva, ma che ha fatto della difesa il suo grande vanto: Gigi Buffon e tutto il reparto difensivo hanno concesso solo tre gol in tutta la competizione.

La Juventus festeggia la qualificazione alla finale di Champions League dopo la semifinale giocata contro il Monaco a Torino, foto: Getty

La Juventus festeggia la qualificazione alla finale di Champions League dopo la semifinale giocata contro il Monaco a Torino. Foto: Getty

Nelle ultime partite di Champions giocate dalla Juventus si è visto soprattutto un grandissimo Dani Alves, giocatore non nuovo a palcoscenici europei importanti. Il brasiliano è passato dall’essere un oggetto quasi misterioso all’essere un punto fondamentale del 4-2-3-1 di Massimiliano Allegri. Se la Juventus è una squadra difensivamente molto organizzata e precisa, il Real Madrid spesso e volentieri ha concesso più di un’occasione ai suoi avversari: nonostante tutto, però, Cristiano Ronaldo e compagni sono spesso riusciti a ribaltare l’esito delle partite a proprio favore, molte volte grazie a giocate individuali. Se per il Real Madrid si attendono grandi cose da parte di Cristiano Ronaldo, dall’altra parte ci si aspetta molto da Paulo Dybala, genietto argentino che è stato uno dei grandi trascinatori della Juventus fino alla partita di Cardiff. Zidane ha definito La Joya come il pericolo pubblico numero uno, pur non dimenticandosi che il calcio è un gioco di squadra: «Penso che Dybala sia l’uomo più pericoloso della Juventus sul piano offensivo. Ma non è solo: ci sono anche Higuain e Alves. Si parla sempre di questi ma è come da noi: vengono nominati sempre gli stessi ma dietro c’è una grande squadra».

Cristiano Ronaldo festeggia Isco zittendo la curva avversaria. Il gol del 22 madridista è bastato a qualificare il Real Madrid per la finale di Champions League a Cardiff, foto: Getty

Cristiano Ronaldo festeggia Isco zittendo la curva avversaria. Il gol del 22 madridista è bastato a qualificare il Real Madrid per la finale di Champions League a Cardiff. Foto: Getty

In casa Real Madrid, inoltre, c’è un ballottaggio tra due possibili titolari della finale: Isco e Bale si giocano un posto da titolare nel modulo che affronterà la Juventus. Zidane, però, non si è sbilanciato sulle possibilità dei due pretendenti alla maglia da titolare, anzi: l’allenatore francese ha dichiarato che il vero problema sarà mandare in tribuna quei giocatori che hanno dato comunque tutto. Sulla finale, durante le interviste, i giornali riportano che Zizou è rimasto molto vago e non si è esposto: «La finale è al 50%: non sono d’accordo con chi dice che noi attacchiamo meglio di loro e loro difendono meglio di noi. Juve e Madrid sono due grandi squadre, le migliori di questa Champions. Sono arrivate in finale perché l’hanno meritato e hanno vinto Liga e Serie A. Sarà una partita interessante».

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.