A fil di palo: la maledizione di Higuaìn

Higuaìn
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Cercando sul dizionario la definizione di “maledizione” troverete scritto ‘condanna all’odio o al disprezzo universale o, anche, a un destino infausto o alla perdizione eterna’. Se la parte riguardante l’odio può essere opinabile (nonostante più di qualcuno in Argentina, per usare un eufemismo, non provi particolare simpatia), ben altro discorso si apre sulla tematica del destino infausto. È già da qualche tempo infatti che Gonzalo Higuaìn si porta appresso la nomea di gafe tra i suoi connazionali e questo 3 giugno, forse, qualcuno ha cominciato a farsi qualche domanda anche nei pressi di Torino.

‘El Pipita’ ha allargato il suo palmarès di finali perse con quella di Champions della stagione appena conclusasi. Pur potendo vantare più di qualche trofeo in bacheca, tra cui i recenti successi in Serie A e Coppa Italia, Gonzalo non è mai riuscito a vincere una finale nelle competizioni più importanti con squadre di club, ma soprattutto con l’albiceleste.

Si potrebbe parlare a lungo sull’esistenza e sulla percezione di fortuna e sfortuna senza arrivare ad una conclusione veramente soddisfacente. Quel che veramente importa è l’incredibile costanza con cui il potente centravanti argentino è uscito sconfitto nelle più importanti finali a cui ha preso parte, partendo dalla finale del Mondiale del 2014.

Coppa del Mondo 2014

Higuaìn comincia a vestire la maglia della Nazionale già nel 2009, ma sono anni in cui, nonostante l’altissimo tasso di talento in rosa, Maradona prima e Batista poi non riescono a trovare la quadratura del cerchio, fermandosi sempre ai quarti di finale dei tornei più rilevanti. Sotto la guida di Sabella, in carica dall’agosto del 2011, la selecciòn sembra però finalmente stare bene in campo, riuscendo a qualificarsi con grandi aspettative alla Coppa del Mondo 2014, ospitata dagli odiati rivali brasiliani e per questo motivo occasione ancora più ghiotta di mettere le mani su un trofeo che mancava da 7 edizioni.


L’articolo completo è disponibile nel numero 26 del nostro magazine alle pagine 35 – 38!

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Tommaso Basso

Laureato in Economia e Management, ma cresciuto fisicamente e personalmente con la palla a spicchi tra le mani. Grande appassionato sportivo, oggi scrivo principalmente di calcio.