Nell’ambito della manifestazione cinematografica campana Bryan Cranston si è confessato davanti al pubblico nostrano

Da ormai tanti anni Bryan Cranston è diventato uno degli attori più bravi e influenti di Hollywood e del mondo intero. Dopo aver partecipato a svariati progetti con ruoli più secondari – lo ricordiamo, ad esempio, in X-Files o How I Met Your Mother – Cranston ha trovato un’immensa fortuna (solo precedentemente abbozzata con Malcom in the Middle) con la serie tv Breaking Bad, che lo ha imposto all’attenzione del mondo con il toccante ruolo di Walter White, professore di chimica che dopo essersi ammalato di cancro decide di operare nell’ambito della fornitura di droga servendosi delle sue conoscenze scientifiche per controllare il mercato delle metanfetamine sotto lo pseudonimo di Heisenberg. Aiutato dall’ex studente Jesse Pinkman (Aaron Paul), divenuto un piccolo spacciatore, Walter sarà costretto ad affrontare svariati problemi nel corso della sua carriera criminale.

Attore poliedrico ed estremamente capace, Cranston ha poi confermato la sua fama grazie ad altri progetti televisivi e cinematografici (come ad esempio Trumbo, Drive, Contagion e Godzilla), diventando un vero e proprio fenomeno della settima arte. Qualche giorno fa l’attore è stato ospite del Giffoni Film Festival, manifestazione cinematografica e televisiva che ogni anno accoglie svariati addetti ai lavori di cinema e tv nella bella cornice di Giffoni Val Di Piana. Quest’anno anche theWise ha partecipato all’incontro, potendo così avere a che fare con l’artista e con le sue parole.

FOTO: Fabio Tango

 

Il capitolo Breaking Bad

Dopo aver ringraziato la moglie, con la quale sta insieme da trent’anni, Cranston ha raccontato di avere una figlia attrice e di prendere il suo lavoro molto sul serio, ma sempre distanziandolo dalle cose di famiglia: «L’importante è che la nostra vita da attori non invada la gioia che si può provare con la vita di tutti i giorni in famiglia» rivela. Ovviamente l’argomento principale di discussione non può che essere Breaking Bad, la serie che ha dato a Cranston fama mondiale. Una serie a cui, evidentemente, l’attore è ancora affezionato: «Breaking Bad è stato un progetto affascinante, mi è piaciuto moltissimo farlo. Ho imparato addirittura a fare la metanfetamina! Scherzi a parte, è stato veramente molto bello e mi ha fatto comprendere tante cose. Ad esempio, che la vita è davvero una chimica della quale non possiamo fare a meno».

Durante le stagioni di Breaking Bad, Bryan Cranston ricevette una sorpresa incredibile quanto inattesa: una lettera di un suo esimio collega, Sir Anthony Hopkins, che si congratulava con lui per la splendida performance offerta nei panni di Walter White. Un evento che, ovviamente, ha lasciato in Cranston sensazioni positive: «La lettera di un grande attore come Hopkins mi ha fatto sentire onorato, è stato un gesto molto bello. Il nostro è un mestiere davvero molto affascinante perché ci consente di esprimere la nostra creatività. Mi ritengo davvero fortunato a svolgere questo lavoro, anche se, come dicevo prima, l’importante è non portarselo a casa. Immaginatevi se, dopo le riprese, avessi dovuto mantenere il personaggio di Walter White tra le mura domestiche! La cosa più importante per essere un attore è sicuramente quella di avere una passione bruciante per quest’arte: senza tale qualità non si può riuscire nell’intento di comunicare qualcosa al pubblico».

Ovviamente, la passione implica anche tanti sacrifici da fare, non solo a livello mentale ma persino a livello fisico. Molti trasformisti – tra i quali potremmo citare Christian Bale, Matthew McConaughey e Jared Leto – sono infatti in grado di plasmare il corpo a loro piacimento per offrire una performance veritiera. Pur essendo stato chiamato ad uno sforzo simile, Cranston prova a scherzarci su: «Una volta, per interpretare un ruolo, ho dovuto perdere 9 kg in dieci giorni, non è stato semplice. La gente però mi faceva domande strane dopo, mi chiedeva come avevo fatto a riprendere peso. Beh, la risposta è solo una: mangiando!».

Tornando a Breaking Bad, in molti sono rimasti colpiti dal finale di serie, soprattutto per quanto concerne il destino dei personaggi principali. «Devo ammettere che ho pianto guardando il finale di Breaking Bad» afferma Cranston. «Era un finale perfetto, non lo avrei fatto in nessun’altra maniera che non fosse quella. Walter White è un personaggio fantastico e farà sempre parte di me».

Bryan Cranston
FOTO: Fabio Tango

L’importanza di rischiare

In questi giorni, peraltro, si è molto parlato del rapporto di Netflix, Amazon e altri portatori di contenuti “indipendenti” con i Festival cinematografici di tutto il mondo. La querelle impazza e sicuramente è ben lontana dall’essersi conclusa. Cranston ha voluto dire la sua: «Francamente non conosco i dettagli di questo conflitto, ma, secondo il mio parere, chiunque si renda in grado di produrre qualcosa riesce sempre a fare un favore a questa meravigliosa arte che è il cinema. Spero che non finisca mai: è un’esperienza speciale, e non c’è nulla di meglio».

Durante una domanda posta da un ragazzo, Cranston ha avuto anche modo di scimmiottare una scenetta precedentemente accaduta in America, nella quale prendeva in giro goliardicamente un giovane fan per poi attuare un drop the mic. Il tutto si è svolto palesemente in maniera ironica, suscitando le reazioni divertite della sala e dell’interessato.

In seguito, Bryan Cranston risponde in merito ad alcune curiosità legate a particolari scene di Breaking Bad. Ad esempio, sulla scena della pizza: «Devo confermare che è riuscita alla prima ripresa: non so come io abbia fatto a mandare quella pizza proprio lì al primo tentativo!». E, che ci crediate o meno, in alcune serie Bryan Cranston ha recitato persino delle scene seminudo: «Ho davvero fatto scene in cui ero senza pantaloni, lo ammetto! Chiedevo io di farlo in situazioni di grande caldo e generalmente quando ho potuto sono stato sempre accontentato».

Infine, un monito a tutti gli aspiranti attori che hanno preso parte all’incontro: «In questo lavoro prevalgono sicuramente un grande imbarazzo – almeno in certe scene – e soprattutto il fatto di dover combattere continuamente con le proprie emozioni, la responsabilità di doverle gestire e veicolare. Questi imbarazzi però vanno superati, perché il nostro mestiere deve andare oltre tali difficoltà. Prendetevi dei rischi, a volte sono necessari per diventare un grande attore».

Un grande artista ma anche una persona genuina e concreta: Bryan Cranston non ha deluso i suoi fan italiani, illuminando anche il Giffoni con la sua carismatica presenza.

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Studente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università Parthenope di Napoli. A breve, giornalista pubblicista dopo una lunga ma utile gavetta. Inoltre, aspirante scrittore, con almeno due romanzi già in cantiere e alcune partecipazioni attive a progetti letterari. Nutro un'enorme passione per tutto ciò che riguarda la magia del cinema, la concretezza delle serie TV e il mondo fin troppo sconosciuto del doppiaggio. Quello della musica tutta bella non è un luogo comune ma, se devo scegliere, rock e progressive sono i generi che fanno per me. Il mio amore più grande è sicuramente lo sport: dal calcio al tennis, seguiti e praticati per anni, passando per le discipline più spettacolarizzate, come il wrestling o le MMA. Chi non comprende l’importanza dello strumento sportivo, derubricando queste attività a mere perdite di tempo o abbinandole a sprechi di denaro, dovrebbe farsi qualche domanda in più. Scrivo senza fossilizzarmi su uno specifico argomento, per imparare cose che non conosco ma anche divulgarne altre che meritano di essere condivise. Sono convinto che la libertà di potersi esprimere ed esporre, a livello umano e politico, debba necessariamente passare anche attraverso un'estrema conoscenza dell'argomento in questione, oltre che di un’equilibrata buona fede di fondo. Razionale ma sognatore, racconto spesso storie di redenzione ma anche di sconfitte, promesse non mantenute, ricordi mai sopiti, amori mai svaniti. Credo nei buoni sentimenti e nel porgere l'altra guancia ma anche in un sano egoismo/cinismo, che nella vita è sempre necessario. Acceso sostenitore del compromesso, elemento fondamentale della quotidianità. Ritengo che possediamo da sempre le armi per poter dare una buona informazione ma che non sempre queste sono state utilizzate con coerenza. E faccio parte di theWise anche per questo: l'obiettivo è quello di provare a fare un buon lavoro, con professionalità, applicazione, bravura (si spera) e competenza. Insomma, in pillole: scrivo pezzi, faccio cose, vedo gente.