Se un’estate fa le testate giornalistiche sportive di tutto il mondo parlavano dell’eventuale trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus per tornare nuovamente al Manchester United, a distanza di quasi un anno dal trasferimento più costoso della storia, una cifra di 105 milioni di euro spesi dai Red Devils per riportare il talento francese nuovamente all’Old Trafford, questo record è stato nuovamente stracciato. Il costo sostenuto dal Paris Saint-Germain per passaggio di Neymar dal Barcellona alla squadra parigina infatti è pari a 222 milioni di euro. Una sessione di calciomercato estivo che, sebbene manchi poco meno di un mese alla sua chiusura, è stato condizionato da trattative considerate quasi impensabili: quella che ha portato il fantasista brasiliano dal Barça a Parigi è una di queste.

Neymar, ex-blaugrana ormai, durante un match con il Barcellona, foto: fotopress/Getty Images
Neymar, ex-blaugrana ormai, durante un match con il Barcellona, foto: fotopress/Getty Images

Partita inizialmente come semplice rumour – come nella maggior parte dei casi, del resto – la trattativa che ha portato Neymar dalla Catalogna a Parigi suonava quasi come una fantomatica operazione da fantacalcio. Come il calciomercato ci ha insegnato nel corso di questi anni, con l’ingresso di capitali stranieri nel calcio – nel Paris Saint Germain specialmente – le cifre sono rapidamente “impazzite”. Ovviamente nessuno – o, perlomeno, in pochissimi – si sarebbe mai immaginato che si potesse arrivare a spendere una cifra così elevata per un singolo giocatore. Invece, nei primi giorni di agosto, è arrivata la bomba di mercato: 222 milioni al Barcellona per rescindere il contratto che legava O Nei – soprannome che Neymar si porta fin dai tempi al Santos – ai blaugrana.

Neymar e l’arrivo a Parigi

Prima di andare in porto, l’affare Neymar al Paris Saint-Germain è stato al centro di polemiche riguardanti la cifra spesa per portarlo via dalla Catalogna e dal campionato spagnolo. I vertici della Liga spagnola infatti, si rifiutavano di accettare il pagamento della clausola rescissoria del numero 11 blaugrana, aggrappandosi all’ipotesi di violazioni commesse dai parigini all’interno delle regole che costituiscono il Fair Play Finanziario. La riluttanza di Javier Tebas ad accettare la clausola rescissoria ha suscitato inevitabilmente la reazione da parte della LFP – lega francese – che in un comunicato si mostrava sbigottita da parte del comportamento dei vertici della Liga, auspicando una veloce conclusione di questa trattativa. Nel giro di un pomeriggio, infatti, l’affare è finalmente andato in porto: 222 milioni di euro al Barça, 60 milioni lordi di ingaggio, di cui 30-35 netti al giocatore.

Il giorno dopo il raggiungimento di questo accordo faraonico, il giocatore è arrivato a Parigi dove ha fatto le foto di rito allo stadio del Paris Saint-Germain: per lui Javier Pastore ha ceduto la maglia 10 che indossava da anni, numero che andrà sulle spalle del fantasista brasiliano. Curiosamente, a essere felice di questa operazione – oltre al PSG e i suoi tifosi – è il fisco francese: secondo Pierre Rondeau, economista sportivo transalpino, nelle casse dello stato verrà versato il doppio dell’ingaggio che percepiva Zlatan Ibrahimovic, con 37,5 milioni di euro rispetto ai “soli” 19 milioni versati dallo svedese. Quello delle tasse per Neymar è sempre un argomento scottante, dal momento che l’anno scorso il fantasista brasiliano è stato riconosciuto colpevole di frode ed evasione fiscale: la Corte brasiliana ha stabilito che l’allora blaugrana versasse 189 milioni di reais – pari a 47 milioni di euro – di multa per aver occultato al fisco i compensi ricevuti dal Santos e dalla Nike tra il 2011 e il 2013.

Nasser Al Khelaifi e Neymar durante la presentazione del nuovo acquisto brasiliano del Paris Saint-Germain, foto: EPA
Nasser Al Khelaifi e Neymar durante la presentazione del nuovo acquisto brasiliano del Paris Saint-Germain, foto: EPA

L’impatto dell’arrivo di un giocatore del calibro di Neymar si è avvertito non solo con il bagno di folla che ha accolto il nuovo acquisto del PSG, ma anche a livello di marketing: infatti, nei giorni seguenti alla presentazione del nuovo acquisto del Paris Saint-Germain, la società ha venduto ben diecimila maglie con il nome di Neymar. I tifosi hanno preso letteralmente d’assalto i negozi ufficiali della squadra, rimanendo in attesa anche diverse ore, pur di accaparrarsi la maglia del nuovo acquisto. Il club ha reso noto che i negozi ufficiali della società hanno fatto letteralmente sold out, con un guadagno totale di 1,4 milioni di euro. Al di là dell’aspetto tecnico del giocatore, assolutamente fuori discussione, il Paris Saint-Germain ha visto in Neymar un vero e proprio affare: durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo acquisto brasiliano, il presidente qatariota ha voluto chiarire diverse questioni che hanno fatto parlare nel corso di questa trattativa. A cominciare dal fatto come una cifra possa assomigliare più a una follia che un affare: «Siamo sicuri che guadagneremo molto più di quanto lo abbiamo pagato. Dobbiamo considerare il “brand Neymar”, per me è un trasferimento straordinario che garantirà benefici a tutti. Prima il club valeva un miliardo, ora un miliardo e mezzo. E tra due anni io sono convinto che il suo valore di Neymar sia almeno raddoppiato». Infatti, stando a SportsPro Media, Neymar è il secondo calciatore al mondo più commercializzabile – dietro Paul Pogba – e settimo sportivo assoluto.

Nasser Al Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain, durante la conferenza stampa di presentazione di Neymar, foto: Getty Images
Nasser Al Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain, durante la conferenza stampa di presentazione di Neymar, foto: Getty Images

Sempre durante la conferenza stampa in cui veniva presentato il nuovo acquisto PSG, il presidente Nasser Al Khelaifi ha voluto nuovamente dirimere i dubbi legati al Fair Play Finanziario: «Sul FPF siamo sempre stati trasparenti, aderiamo alle regole e non abbiamo nessun problema. Anziché pensare al FPF andatevi a prendere un caffè e non preoccupatevi per noi. La denuncia del Barcellona? Noi li rispettiamo, c’è soltanto una Commissione che deve controllare ed è quella dell’Uefa. Tutto il resto non ci interessa o ci infastidisce. Possono pensare o dire quello che vogliono. Chi ha pagato la clausola rescissoria? Noi lo abbiamo fatto, non Neymar, e in modo totalmente legale con il Barcellona». Neymar invece, dal canto suo, ha rimarcato come la sua scelta non è stata condizionata dai soldi, anzi. La sua, infatti, è stata una scelta puramente di cuore: «Sono felice, è una nuova sfida che si presenta. Sono in un grande club e in una città meravigliosa. Non vedo l’ora di conoscere i miei compagni, di iniziare ad allenarmi e di scendere in campo […] il PSG è un club che ha un’ambizione simile alla mia. Io voglio le cose più grandi. Sono qui per dare il mio contributo per aiutare la squadra a vincere dei titoli […] o mi sentivo bene a Barcellona, ma non volevo essere il protagonista: volevo venire qui perché si tratta di una nuova sfida. Per migliorarmi sempre. Questo era il momento giusto per venire qui. A Barcellona avevo e ho tanti amici. Non è stato facile, ve lo garantisco. E’ stato un momento di tensione, di grandi riflessioni, ma il calcio è questo. Ringrazio i catalani, che mi hanno accolto benissimo quando sono arrivato dal Brasile. Ma lo ripeto: volevo nuove sfide, qualcosa di diverso […]. Non potrò mai dire nulla di negativo su di loro, lì sono sempre stato felice. Ho scritto le mie pagine di storia al Barcellona, ho vinto dei titoli e aiutato il club. Però bisogna seguire quello che chiede il tuo cuore, ed è quello che ho fatto io».

Neymar mostra la sua maglia numero 10 al Parc des Princes di Parigi, stadio di casa del Paris Saint-Germain, foto: Getty
Neymar mostra la sua maglia numero 10 al Parc des Princes di Parigi, stadio di casa del Paris Saint-Germain, foto: Getty

Chi sostituirà Neymar al Barcellona?

Se il Paris Saint-Germain ha praticamente sistemato il suo reparto attaccanti, a Barcellona nel frattempo si lavora per trovare il sostituto di Neymar: diverse sono le ipotesi che sono state vagliate o semplicemente accostate ai blaugrana come rumours. I nomi che sono stati fatti fanno sognare, da Paulo Dybala a Philippe Coutinho, passando per il fenomeno del Tottenham Dele Alli e il ragazzino prodigio Ousmane Dembelè del Borussia Dortmund. Il Barcellona sembra aver deciso di voler portare a termine un doppio colpo, portando Philippe Coutinho e Ousmane Dembelè in Catalogna. Il giocatore ha già mostrato un certo interesse a vestire la maglia dei catalani, mentre il Liverpool – specialmente il suo allenatore Jurgen Klopp – sta insistendo contro una sua possibile cessione. Il Barcellona ha già presentato un’offerta da 72 milioni di sterline che è stata rifiutata diverse settimane fa, ed è pronto a tornare alla carica con una nuova proposta che potrebbe aggirarsi attorno ai 100 milioni di pounds.

Philippe Coutinho è uno dei possibili sostituti di Neymar al Barça, foto: Michael Regan/Getty Images
Philippe Coutinho è uno dei possibili sostituti di Neymar al Barça, foto: Michael Regan/Getty Images

Assieme al brasiliano ex-Inter, il Barcellona ha individuato Ousmane Dembelè del Borussia Dortmund come un valido rinforzo per l’attacco. Tra le ipotesi vagliate spuntava Paulo Dybala, che fortunatamente per i tifosi della Juve non sembra far parte dei piani di un Barcellona con 222 milioni di euro da spendere. Come Coutinho, il ragazzo francese del Borussia Dortmund è aperto all’idea di giocare con una maglia così prestigiosa come quella del Barcellona: infatti la società catalana ha già trovato l’accordo per l’ingaggio del ventenne francese e ora tratta con i gialloneri per il trasferimento, che può arrivare quasi a cento milioni di euro.

Ousmane Dembelè è il secondo possibile sostituto di Neymar, foto: Borussia Dortmund/Getty Images
Ousmane Dembelè è il secondo possibile sostituto di Neymar, foto: Borussia Dortmund/Getty Images
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Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena, cittadina dell'omonimo arcipelago. Coinvolto fin da piccolo negli sport (calcio e basket), ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie. Dopo essermi immatricolato all'Università di Pisa, presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ho preso parte al secondo progetto di IMDI.it, iniziando effettivamente a esercitarmi in quella palestra giornalistica che alla fine mi ha portato qui a theWise, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista. Appassionato principalmente di sport, sono anche un grande appassionato di musica: un amore tale che mi ha fatto imparare a suonare la chitarra e il basso. L'impegno che porta a conoscere quegli strumenti mi ha portato a un accrescimento della cultura musicale, sempre spinta da quel senso di curiosità iniziale. Punto a esplorare quei lati di artisti e gruppi che di solito passano in secondo piano, dando la possibilità di vedere una notizia sotto una luce diversa.