Appuntamento paranormale con ‘theWise incontra’: i due creatori del canale Fuoco di Prometeo si raccontano nella nostra rubrica di punta.

Tra i tanti canali presenti su YouTube, Fuoco di Prometeo è forse uno di quelli che ha portato delle modifiche sostanziali nella percezione dei misteri e del paranormale anche sulla parte tricolore della piattaforma. Rappresenta infatti un vero e proprio punto di riferimento per chi non vuole perdersi nemmeno un caso inquietante o misterioso. E – bisogna sottolinearlo – la passione e la competenza con cui vengono trattati questi temi sono apprezzabili, data la delicatezza dei temi stessi.

In particolare, Fuoco di Prometeo è gestito da Matteo e Alex, due ragazzi che hanno messo a nudo la loro passione per il paranormale utilizzando, per l’appunto, YouTube come piattaforma cardine. I risultati sono straordinari e il canale è in costante crescita. Proprio per questo abbiamo intervistato i due creatori del progetto per scoprire qualcosa in più sulle loro ricerche e sulle motivazioni che hanno spinto verso la genesi di uno dei canali più interessanti di tutta YouTube Italia.

Un hobby intrigante

Innanzitutto: come nasce il progetto Fuoco di Prometeo?

Matteo: «Premetto che sono sempre stato un grande appassionato di argomenti paranormali quali fantasmi, alieni e in generale tutto ciò a cui non si riesce dare una spiegazione razionale, che riguarda quindi il mistero! La mia sete di conoscenza verso questi argomenti mi portava a cercare casi strani proprio su YouTube ma purtroppo non c’erano molti canali che si dedicassero prettamente a questo genere di argomento. Italiani zero, in particolare. C’era qualche canale spagnolo o inglese ovviamente, dunque proprio per questo motivo mi venne in mente di creare personalmente un canale che si dedicasse al mistero. Erano i primi giorni di febbraio 2014 quando proposi questa mia idea ad Alex, sapendo che anche lui era un appassionato di argomenti del genere, dopodiché nacque Fuoco di Prometeo con il primo video pubblicato il 15 febbraio 2014. Poi il resto, come si suol dire, è storia!».

Alex: «Questo progetto è nato per pura e semplice passione. Da sempre mi hanno appassionato le tematiche dell’occulto e del paranormale (nato soprattutto grazie ai libri e alle vecchie serie tv) per cui seguivo diversi siti web e blog di questo genere e mi segnavo su un file .txt (lo faccio ancora) tutti i casi più strani che trovavo in rete e che mi inviavano i miei amici.
Agli inizi del 2014, dopo una serie di link di casi veramente interessanti che avevo inviato a Matteo (mi ricordo in particolare quello di Elisa Lam) egli mi propose di aprire un canale in italiano perché tutti i link che gli inviano erano in inglese o in spagnolo e quindi non c’erano informazioni su questi casi nella nostra lingua. Il nome che ho scelto per questo canale è Fuoco di Prometeo perché lo scopo principale del canale è quello di diffondere la conoscenza del mistero a tutte le persone. E poi anche perché ho sempre ammirato il mito di Prometeo».

Rispetto ad altri canali – come per esempio L’Inspiegabile – il vostro dà l’impressione di voler calcare molto sul paranormale, pur non tralasciando il razionale. Una scelta voluta e ponderata?

Matteo: «Come dicevo prima, la base del nostro canale è il mistero e molto spesso dove la scienza non riesce a dare una spiegazione entrano in gioco tutte quelle spiegazioni che chiamiamo paranormali. Inizialmente volevo fare video che si dedicassero solo al paranormale ma poi, quasi fin da subito, abbiamo creato altre categorie come Personaggi sinistri che ha aggiunto l’impronta del macabro al canale facendolo diventare quello che conoscete oggi. Successivamente è nata la categoria Curiosità storiche, dai toni più leggeri. Detto questo, Fuoco di Prometeo ha voluto sempre raccontare fatti di cronaca e comunque documentati, con un fondo di verità».

Alex: «Vero, il canale presenta maggiormente argomenti paranormali e quindi un’impronta cupa ma in ogni caso si cerca sempre di dare importanza alle spiegazioni scientifiche perché secondo me la realtà, anche nella sua banalità, risulta spesso molto più strana e inquietante di molte leggende e racconti di fantascienza. Infatti le categorie che ritengo più interessanti sono quelle dei casi 100% reali come quelle citate da Matteo».

Qual è stato il caso più affascinante del quale vi siete occupati fino ad ora?

Matteo: «Io sono molto affascinato dalla teoria della paleoastronautica, o teoria degli antichi astronauti,  quindi il mio caso preferito è il Caso 96: Extraterrestri – Le prove tenute nascoste nei testi antichi».

Alex: «Sinceramente credo che ogni caso abbia una storia che merita di essere ascoltata, soprattutto se questa storia in fondo può dare una lezione di vita e offrire un punto di riflessione importante, ragion per cui molti casi spesso mi piace chiuderli con un finale che trasmette un concetto che va oltre il semplice mistero. Se dovessi scegliere un caso specifico che ho realizzato e che mi ha entusiasmato di più degli altri, comunque, quello  sicuramente il Caso 115 – La macchina fantasma di mio papà. Racconta una bella storia che non ha nulla di paranormale e molto di umanità».

In quale storia – tra le più assurde e meno “credibili” – desiderereste ci fosse un fondo di verità?

Matteo: «Qui torniamo indietro fino al Caso 2, che parlava di viaggiatori nel tempo. Casi che nella maggioranza delle volte si sono rivelati dei falsi, tuttavia il viaggio nel tempo l’ho sempre trovato una cosa molto entusiasmante e mi piacerebbe che quei casi fossero reali così avremmo la certezza che un domani il viaggio nel tempo possa essere possibile».

Alex: «Complimenti per la domanda, davvero molto interessante. Il caso più assurdo e che mi piacerebbe avesse un fondo di verità (e secondo molti scienziati è davvero possibile) è il caso dell’uomo di Taured. La possibilità dell’esistenza di universi paralleli ed infiniti mi ha sempre affascinato e incuriosito da sempre».

Fuoco di Prometeo
Uno dei disegni presenti a inizio video, riguardante nello specifico il caso di Jack Lo Squartatore – FOTO: pagina Facebook Fuoco di Prometeo

Verso YouTube e oltre

Una piattaforma come YouTube rappresenta davvero un alleato importante per la vostra tipologia di video? Oppure a volte risulta un ostacolo, soprattutto per quanto riguarda i casi più cruenti e disturbanti da trattare?

Matteo: «YouTube è un amico/nemico, vale a dire che è una piattaforma molto ben strutturata che ti dà la possibilità di creare video per trasmettere le tue passioni agli altri o semplicemente intrattenere, magari anche guadagnandoci qualcosa. Una medaglia però ha sempre due facce, soprattutto dopo il famoso Adpocalypse di Aprile, in quanto YouTube considera la maggior parte dei nostri video come “disturbanti”. Su alcuni nulla da obiettare ma sono contrassegnati dei video che di disturbante hanno ben poco!».

Alex: «YouTube ha cambiato la sua politica da alcuni mesi e quindi è diventato più difficile proporre certe tematiche senza passare inosservati, data la quantità di controlli sui contenuti che adesso viene fatta in questa piattaforma. Ad ogni modo, non mi risulta un ostacolo perché comunque vengono proposte le stesse tematiche con lo stesso format e con le stesse impostazioni di quando è nato il canale, anche a rischio di non monetizzare (come infatti succede spesso ai nostri video) perché principalmente il tutto è nato per dare una visione dei casi quanto più reale possibile e non ho intenzione di tradire questo principio facendo troppe censure ai contenuti».

Il vostro format è molto televisivo: somiglia, ad esempio, a un incrocio tra Mistero e Urban Legends. Vi è stata mai fatta la proposta di portare Fuoco di Prometeo in tv?

Matteo: «Sì, il nostro format è lo stesso fin dall’inizio e non è mai cambiato. Consiste in una sorta di documentario del mistero e non credo che questo format cambierà mai. Tanti nostri iscritti ci chiedono il perché del non andare in TV. Ma non è una cosa facile e a quel punto diventerebbe un lavoro, per ora è solo un hobby quello di Fuoco di Prometeo. Non voglio comunque sminuire la cosa, perché ci metto molta passione nel canale».

Alex: «Esatto! il format scelto e sviluppato è proprio quello televisivo. I video sono praticamente puntate trasmesse un certo giorno, a una certa ora e di una certa durata.
Ci sono stagioni (anche con pause lunghe tra una stagione e l’altra, ahimè), ci sono puntate speciali e così via. Per quale motivo questo tipo di format? Perché, come ho detto prima, la mia passione deriva principalmente dai libri e dalle serie TV e quindi la scelta di questo tipo di video non è di certo casuale.
Andare in TV presenta dei pro e dei contro e per adesso non ci sono state fatte proposte di questo genere ma se dovessimo farlo sarebbe nel nostro stile, senza tradire quelli che ritengo i principi fondamentali di questo canale».

A conti fatti, nessun fenomeno paranormale è mai stato dimostrato concretamente. Voi credete sul serio in queste cose? O molto spesso chi si rende protagonista di casi del genere risulta essere un ciarlatano in cerca di attenzioni?

Matteo: «In antichità si credeva che i fulmini fossero opera di una qualche divinità, che le eclissi fossero la causa di un Dio adirato verso il popolo. Oggi ovviamente sappiamo dare una spiegazione a tutto ciò. Certe volte siamo arroganti nel pensare che ciò che non riusciamo a spiegare oggi allora per forza sia per forza una bufala! Ovviamente, come soprattutto nei casi UFO, molti sono falsi creati a scopo di lucro che hanno gettato fango su un fenomeno che magari qualcosa di vero possiede».

Alex: «Sicuramente è un fatto innegabile che molti casi ritenuti paranormali siano solo la manipolazione di persone che vogliono guadagnare qualcosa, non a caso molti dei protagonisti di storie di fantasmi o demoni spesso scrivono un libro a riguardo, fanno dei film, interviste televisive, vendono la suddetta casa maledetta a prezzi incredibili.
Detto ciò, però, ci sono anche casi molto strani che non hanno ancora una spiegazione scientifica dove i protagonisti di queste storie hanno tutto da perdere (famiglia, reputazione, la vita) e poco o nulla da guadagnarci. Dei veri e propri casi misteriosi, insomma. Personalmente sono molto scettico al momento di scegliere un caso da esporre nel canale perché purtroppo la maggior parte di essi appartiene alla prima categoria descritta».

In alcune storie dei vostri video è possibile conoscere personaggi che hanno rappresentato (purtroppo) al meglio concetti disturbanti dell’esistenza umana, svelandone il lato più crudo. Quale di questi vi ha maggiormente turbato?

Matteo: «La mente umana è capace di cose veramente strane. Uno dei personaggi più disturbati di tutti probabilmente è stato Ed Gein! Per chi non lo conoscesse ovviamente rimando al nostro video dedicato. Tuttavia, c’è un personaggio che mi ha stupito più di tutti e che non ha mai ucciso nessuno.. Parlo di Billy Milligan. Specialmente in quel caso mi ha veramente colpito cosa la mente umana è in grado di fare».

Alex: «Ci sono veramente tanti casi di persone disturbate mentalmente ma in particolar modo trovo inquietanti e angoscianti quei personaggi che compiono violenza sui bambini. Serial killer come Albert Fish e Alfredo Garavito (di cui non abbiamo ancora parlato) mi riempiono di tristezza e mi chiedo come sia possibile che tali soggetti siano potuti esistere sulla Terra».

Il nome del canale è un chiaro riferimento alla mitologia greca, così com’è chiaro anche l’obiettivo che vi ponete. In base al successo già ottenuto, quali sono le vostre ambizioni per il futuro?

Matteo: «Crescere sempre di più! Il mio primo obiettivo era raggiungere 100 iscritti, obiettivo raggiunto dopo ben 7 mesi. Poi sono arrivati i 1.000, i 10.000 e infine i 100.000 nel 2016, a maggio. Contiamo di arrivare a 200.000 per il quarto compleanno del canale e in futuro chissà… Ho sempre sognato il milione ma sarà veramente difficile!».

Alex: «Il tutto è iniziato come un hobby e le ambizioni riguardano ovviamente il migliorare sotto diversi aspetti. In fondo, però, questo resterà sempre un hobby: non voglio rovinare quella che è una passione solo per cercare di raggiungere a tutti i costi la fama su YouTube e far diventare tutto questo un serious business. Sono veramente felice dei risultati ottenuti fino ad ora (anche perché vanno già oltre le mie aspettative), si continua a crescere anche grazie a molti dei suggerimenti che puntualmente ci arrivano ogni giorno da tutti i fan e appassionati del mistero! Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile».

Il questionario

Come spesso accade, chiudiamo le nostre interviste con il questionario di Bernard Pivot.

La vostra parola preferita?

Matteo: «Mistero».

Alex: «Universo. Cosa c’è di più misterioso?».

Quella che apprezzate di meno?

Matteo: «Inquietante, che peraltro utilizzo fin troppo spesso nei video!».

Alex: «Impossibile».

Cosa vi stimola a livello creativo e intellettuale?

Matteo: «Progettare, creare e realizzare».

Alex: «Leggere, ascoltare musica e dipingere».

Cosa vi abbatte, invece?

Matteo: «La monotonia».

Alex: «La burocrazia, la detesto».

La vostra parolaccia preferita?

Matteo: «#?@!”*&».

Alex: «Cazzo e Vaffanculo, perché quando ci vuole ci vuole».

Un suono/rumore che amate?

Matteo: «Il rumore dell’asciugacapelli».

Alex: «Il rumore dei miei passi in una strada poco affollata».

Uno che invece non sopportate?

Matteo: «Gli allarmi delle auto».

Alex: «Le urla».

Che mestiere fareste se non foste impegnati con Fuoco di Prometeo?

Matteo: «Il conduttore di Fuoco di Prometeo, ma in tv!».

Alex: «Quando ero bambino volevo fare il medico perché far guarire le persone, mi sembrava una cosa così incredibile. Sono comunque diventato un dottore (ingegnere) ma non faccio guarire nessuno!».

Quale lavoro invece non svolgereste mai?

Matteo: «Sicuramente non farei il serial killer!».

Alex: «Credo che tutti i lavori onesti abbiano una loro dignità e quindi mi è difficile pensare ad un lavoro che non farei mai a prescindere. Mio papà da bambino mi diceva: ‘Non importa cosa scegli come lavoro, l’importante è che diventi il migliore!’».

Se il Paradiso esistesse, cosa sperate possa dirvi Dio al momento del vostro arrivo?

Matteo: «Eccoti! Ce ne hai messo di tempo ad arrivare…».

Alex: «Sicuramente ti sei perso per strada: l’Inferno è dall’altra parte!».

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Studente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università Parthenope di Napoli. A breve, giornalista pubblicista dopo una lunga ma utile gavetta. Inoltre, aspirante scrittore, con almeno due romanzi già in cantiere e alcune partecipazioni attive a progetti letterari. Nutro un'enorme passione per tutto ciò che riguarda la magia del cinema, la concretezza delle serie TV e il mondo fin troppo sconosciuto del doppiaggio. Quello della musica tutta bella non è un luogo comune ma, se devo scegliere, rock e progressive sono i generi che fanno per me. Il mio amore più grande è sicuramente lo sport: dal calcio al tennis, seguiti e praticati per anni, passando per le discipline più spettacolarizzate, come il wrestling o le MMA. Chi non comprende l’importanza dello strumento sportivo, derubricando queste attività a mere perdite di tempo o abbinandole a sprechi di denaro, dovrebbe farsi qualche domanda in più. Scrivo senza fossilizzarmi su uno specifico argomento, per imparare cose che non conosco ma anche divulgarne altre che meritano di essere condivise. Sono convinto che la libertà di potersi esprimere ed esporre, a livello umano e politico, debba necessariamente passare anche attraverso un'estrema conoscenza dell'argomento in questione, oltre che di un’equilibrata buona fede di fondo. Razionale ma sognatore, racconto spesso storie di redenzione ma anche di sconfitte, promesse non mantenute, ricordi mai sopiti, amori mai svaniti. Credo nei buoni sentimenti e nel porgere l'altra guancia ma anche in un sano egoismo/cinismo, che nella vita è sempre necessario. Acceso sostenitore del compromesso, elemento fondamentale della quotidianità. Ritengo che possediamo da sempre le armi per poter dare una buona informazione ma che non sempre queste sono state utilizzate con coerenza. E faccio parte di theWise anche per questo: l'obiettivo è quello di provare a fare un buon lavoro, con professionalità, applicazione, bravura (si spera) e competenza. Insomma, in pillole: scrivo pezzi, faccio cose, vedo gente.