Ci siamo lasciati in un tardo pomeriggio di novembre ad Abu Dhabi. Era l’ultima gara prevista per il campionato di Formula 1 della stagione 2017, in una stagione in cui ormai i titoli erano già stati assegnati, e in cui fondamentalmente non c’era più nulla da chiedere ai piloti che a lungo hanno infiammato questa contesa. Infatti tra la noia generale della serata mediorientale negli Emirati già si parlava di quello che poteva essere il futuro. Già da tempo infatti si sapeva che Bernie Ecclestone avrebbe lasciato il posto da presidente dell’organizzazione degli eventi Formula 1 2018 a favore del gruppo Liberty Media, che sarebbe entrato a far parte del management delle corse di prototipi più famose al mondo. Riassumendo il tutto, la F1 si ritrova un logo rinnovato – anche ampiamente criticato dai fans – assieme a delle nuove motorizzazioni tutte da scoprire. In questa pausa invernale è cresciuta l’attesa di vedere le livree delle monoposto che correranno in giro per il mondo, rivelando quella che è la novità in assoluto più rilevante di tutte: il sistema Halo.

La nuova Ferrari SF71H che correrà nel campionato di Formula 1 2018. Foto: twitter.com/scuderiaferrari
La nuova Ferrari SF71H che correrà nel campionato di Formula 1 2018. Foto: twitter.com/scuderiaferrari

Formula 1 2018, in cosa consiste il sistema Halo?

Come detto in precedenza, il sistema Halo è una svolta epocale all’interno di quello che sarà la Formula 1 2018 e gli anni avvenire. Scelta fatta principalmente per garantire l’incolumità dei piloti, specialmente per riparare da possibili detriti che si possono accumulare lungo il tracciato in caso di incidenti. Soprattutto è un sistema che viene sviluppato da un produttore esterno, quindi non saranno le singole scuderie a progettare, bensì dovranno adattare la loro monoposto a supportare il nuovo parametro di sicurezza. La nuova regola vale non solo per la Formula 1 2018, ma anche per le classi inferiori come la GP2 e la Formula E. Sicuramente, a livello di sicurezza una misura del genere – senza fare troppa dietrologia – avrebbe potuto fare in modo che un incidente grave, come quello occorso a Felipe Massa nel 2009, potesse non recare danni o perlomeno ridurre la velocità d’impatto di quella molla che arrivò a colpire il casco dell’ex-pilota brasiliano. Però in tutto ciò sorgono altre domande che ci si pone a riguardo della nuova misura di sicurezza. Oltre al criticare – in maniera puramente soggettiva – l’apparenza di quelle che sono le nuove monoposto, ci si chiede se una disposizione simile possa rendere difficoltoso il lavoro ai piloti della formula 1 2018. Nel video allegato qui sotto si vede Valtteri Bottas che guida il nuovo prototipo Mercedes W09 nel tracciato britannico di Silverstone.

Altro giro, altra corsa

Per i tifosi e gli appassionati della Formula 1, specialmente quelli più longevi, la scelta – per quanto motivata dalla sicurezza – di imporre il sistema Halo su tutte le vetture ha destato subito perplessità, specialmente dal punto di vista di prestazioni: nel video è infatti facile notare come la imponga un ostacolo nel campo visivo del pilota, sebbene arrivi sopra la testa dello stesso. Dubbi che poi rapidamente si sono ripresentati anche da parte degli addetti ai lavori, come Kevin Magnussen. Durante i test ufficiali della F1 che si sono tenuti a Barcellona, le parole del danese hanno subito fatto il giro del mondo: oltre ad aver definito la nuova componente esteticamente brutta, rende l’entrata e l’uscita dalla monoposto effettivamente più difficoltosa. Inoltre ha giustificato la sua motivazione esponendo un punto che può essere abbastanza comprensibile: «Una volta che entri in curva non da fastidio perché guardi alla destra o alla sinistra del pilone, quindi non ci sono problemi per quel che riguarda la visibilità […] Tuttavia crea disturbi alla vista quando devi cambiare traiettoria, ad esempio nell’affrontare una chicane, perché devi spostare la visuale ed incontri il pilone centrale».

Kevin Magnussen, pilota del team HAAS di Formula 1, è uno dei tanti contrari all'utilizzo del sistema Halo. Foto: Getty.
Kevin Magnussen, pilota del team HAAS di Formula 1, è uno dei tanti contrari all’utilizzo del sistema Halo. Foto: Getty.

Situazioni simili durante un Gran Premio se ne trovano tantissime, come può essere la parte finale del circuito di Monaco, o come – peraltro menzionato da Magnunssen durante la sua intervista – nella variante dell’Eau Rouge del circuito di Spa Francorchamps. Concludendo il suo intervento, il pilota danese in forza alla HAAS ha ribadito come una vettura di formula 1 non possa e non debba essere brutta da vedere: «L’aspetto porta via una parte della passione che racconta la F1 […] perché quando guardi una vettura di Formula 1 ed è brutta, pensi che una Formula 1 non debba essere brutta. C’è una ragione per cui una Ferrari è più eccitante di una Mazda». Ragioni condivise anche da parte di altri piloti come Max Verstappen, che si sono dichiarati apertamente contro il sistema Halo, definendolo non necessario. Di tutt’altro avviso è sicuramente il campione del mondo Lewis Hamilton, che pur avendo riconosciuto il sistema Halo come non bello da vedere ritiene che sia una misura necessaria: «è decisamente brutto, lo sappiamo […] credo che stiamo andando verso un abitacolo chiuso. Sappiamo tutti cos’è successo con i piloti colpiti alla testa nel passato ed è quasi assurdo che siamo ancora vulnerabili. Sono decisamente a favore».

La nuova livrea della Mercedes W09 che correrà nel campionato di Formula 1 2018. Foto: Getty Images.
La nuova livrea della Mercedes W09 che correrà nel campionato di Formula 1 2018. Foto: Getty Images.

Più o meno dello stesso avviso, in casa Mercedes, è il team principal Toto Wolff, che oltre a scherzare sulla componente estetica della nuova misura di sicurezza, ha detto la sua anche dal punto di vista aerodinamico: «Non sono particolarmente impressionato da questo dispositivo e se mi date una motosega la tolgo. Penso che dobbiamo preoccuparci della sicurezza del guidatore, ma ciò che abbiamo implementato non è esteticamente attraente e dobbiamo trovare una soluzione che semplicemente sia migliore. E’ un peso enorme sulla parte superiore della vettura. Si avvita massicciamente al baricentro e, per quanto sia impressionante guardare la statistica che ci dice che l’halo potrebbe reggere un autobus in cima, non bisogna dimenticare che questa è una vettura di Formula Uno». Parole a parte, nell’appuntamento di Barcellona si è cominciato a fare sul serio con le sessioni ufficiali della pre-season. Da quelli che sono stati i risultati dell’appuntamento catalano si riesce a capire come la contesa tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton possa avere altri contendenti: su tutti la Redbull, che con la nuova motorizzazione e un giovanissimo Verstappen in cerca di ribalta, cercherà di imporre il proprio gioco. C’è da fare anche attenzione a Valtteri Bottas, che comunque dichiara di sentirsi pronto a cercare di insidiare il proprio compagno di squadra: «è il compagno di squadra più forte che abbia mai avuto – ha spiegato – ed è uno dei migliori piloti di sempre in F1, sicuramente è stato il miglior pilota della scorsa stagione. Ma non c’è pilota imbattibile. Io credo anche in me stesso e in tutte le cose che ho imparato dai cinque anni in cui sono stato in F1». Parole sicuramente chiare da parte del pilota finlandese, che rendono l’attesa di questo nuovo campionato ancora più spasmodica, quando finalmente sarà la pista a parlare.

 

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Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena, cittadina dell'omonimo arcipelago. Coinvolto fin da piccolo negli sport (calcio e basket), ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie. Dopo essermi immatricolato all'Università di Pisa, presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ho preso parte al secondo progetto di IMDI.it, iniziando effettivamente a esercitarmi in quella palestra giornalistica che alla fine mi ha portato qui a theWise, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista. Appassionato principalmente di sport, sono anche un grande appassionato di musica: un amore tale che mi ha fatto imparare a suonare la chitarra e il basso. L'impegno che porta a conoscere quegli strumenti mi ha portato a un accrescimento della cultura musicale, sempre spinta da quel senso di curiosità iniziale. Punto a esplorare quei lati di artisti e gruppi che di solito passano in secondo piano, dando la possibilità di vedere una notizia sotto una luce diversa.