«È stato bello giocare nel Real Madrid. Parlerò nei prossimi giorni. Adesso godiamoci la vittoria, abbiamo fatto la storia del calcio, e in certi casi il futuro di un singolo giocatore non è importante. Ma poi parlerò, soprattutto rivolgendomi a chi è sempre stato al mio fianco e mi ha sostenuto». Con queste parole Cristiano Ronaldo gelava i tifosi madrileni dopo la finale di Champions League vinta contro il Liverpool (la quinta per il portoghese). Un escamotage per ottenere un ritocco dell’ingaggio? La volontà reale di lasciare Madrid e tornare al Manchester United, la squadra che lo aveva lanciato? Il desiderio di tentare l’esperienza francese con il PSG degli emiri? Le ipotesi più accreditate sono state smentite: poco meno di due mesi dopo, CR7 firma per la Juventus, stravolgendo, durante i pochi giorni di trattativa, un calciomercato italiano assopito e non più abituato a questo tipo di colpi. Un trasferimento impensabile. Mbappè e Neymar al Paris Saint Germain, Coutinho al Barcellona sono state trattative più importanti in termini economici, ma quando a spostarsi è uno dei numeri uno al mondo, l’attenzione mediatica trascende le cifre.

Cifre che non sono comunque da sottovalutare. CR7 passa alla Juventus per 105 milioni di euro, dove percepirà circa 31 milioni di euro a stagione fino al 2022. Cosa significa per i bianconeri l’arrivo del portoghese? E cosa significa per il calcio italiano e la Serie A?

CR7 e l’ecosistema Juventus

Cristiano Ronaldo Juventus

L’annuncio della Juventus: Cristiano è bianconero.

A Torino arriva un calciatore trentatreenne, in una condizione fisica superba. Negli ultimi anni il suo raggio di azione si è spostato dalla fascia al centro del campo come seconda punta, abile a sfruttare gli spazi e le sponde create dall’attaccante di riferimento (al Real Madrid Benzema), ma anche come vero e proprio centravanti, ruolo ricoperto in maniera ottimale grazie a un fisico possente, una tecnica sopraffina e un’accelerazione impressionante. La Juventus con questo acquisto conferma la sua forza economica e l’appeal da grande del panorama europeo (si pensi anche agli acquisti di Douglas Costa e Matuidi nella scorsa stagione). In più, si assicura uno dei più forti giocatori al mondo con un esborso tutto sommato non eccessivo, se ci si sofferma a ciò che l’acquisto significa in termini commerciali e di sponsorizzazioni. L’acquisto del portoghese potrebbe fare colmare ai bianconeri il gap in termine di fatturato con gli altri grandi club europei, molto più avanti per ciò che concerne gli introiti commerciali, che, invece, rappresentano soltanto un quarto circa del fatturato della Juventus.

Tatticamente ci aspettiamo Ronaldo come un perfetto riferimento offensivo nei moduli studiati da Massimiliano Allegri: 4-3-3, 4-2-3-1 o 3-5-2, tutte possibili combinazioni che prevedono il portoghese punta centrale, con il supporto dei vari Dybala, D.Costa, Mandzukic e Cuadrado. E Higuain? L’argentino è senza dubbio il primo tra i giocatori che rischiano una maglia da titolare. La non esaltante stagione appena conclusa (sedici reti in 35 partite di Serie A) e le sirene inglesi provenienti dal Chelsea, che ha da poco ufficializzato il tecnico Maurizio Sarri (suo ex allenatore al Napoli), sono tra gli indizi che sembrano portare verso una Juventus 2018/2019 senza l’argentino.

I più critici si interrogano circa il contraccolpo all’interno dello spogliatoio. Su tutti Arrigo Sacchi, pur riconoscendo l’eccezionalità dell’acquisto, si chiede se non vi possano essere dei problemi in termine di rispetto delle regole nello spogliatoio: «Complimenti alla Juventus, quest’operazione farà bene alla Juve ma anche al calcio italiano … L’unico dubbio che ho è che la Juventus in questi anni ha sempre avuto una forte leadership come società, gli stipendi erano diversi ma le regole sono sempre state uguali per tutti e questo deve succedere anche con Ronaldo, altrimenti potrebbero sorgere dei problemi all’interno dello spogliatoio che è sempre stato diretto magistralmente dalla società e da Allegri, che ha fatto un lavoro straordinario». La serietà e la fermezza della società innanzitutto (si pensi alla gestione del caso Bonucci dopo la lite con Allegri), ma anche la professionalità dei giocatori, sia dello stesso Ronaldo, che dei suoi neo-compagni di squadra, non lasciano presagire derive pericolose. Le cocenti delusioni europee degli ultimi quattro anni fanno pensare a una squadra matura e capace di accogliere uno dei due più forti e carismatici giocatori del pianeta. Un’arma a disposizione per raggiungere l’unico vero obiettivo che resta alla Juventus dopo il record dei sette scudetti consecutivi: la Champions League.

Cristiano Ronaldo Juventus

Cuadrado dal suo account Twitter dà il benvenuto al neo compagno, confermando che gli cederà la maglia numero 7. Foto:  Twitter.

Cristiano Ronaldo e la Serie A

Il campionato italiano accoglie il portoghese dopo anni di disabitudine ai grandissimi arrivi; al contrario, i giocatori affermatisi in Italia negli ultimi anni tendevano a lasciare il nostro paese, visti gli ingaggi e le possibilità europee offerti all’estero. La straordinaria e meritata ascesa della Juventus è in grado di dare nuova linfa e nuovo appeal al resto della Serie A? In termini economici probabilmente no: l’asta per i diritti TV (voce principale dei guadagni delle squadre italiane) è stata già assegnata per il prossimo triennio, a cifre di poco superiori rispetto al triennio precedente. L’arrivo di Cristiano Ronaldo porterà più pubblico allo stadio? Difficile: l’Allianz Stadium registra il tutto esaurito da anni, anche grazie alle campagne abbonamenti chiuse sempre in largo anticipo. Stessa cosa per le gare lontane dallo Stadium: le partite contro Juventus fino allo scorso anno regalavano già una cornice di pubblico importante alle squadre ospitanti.

Cristiano Ronaldo Juventus

Allianz Stadium sold out. Foto: Insidefoto.com

L’arrivo dell’attaccante originario di Madera aumenta ulteriormente il gap tecnico tra la prima della classe e le altre. Questo ammazzerà la Serie A anche più degli scorsi anni oppure servirà alle altre big da stimolo per migliorare sia a livello societario (puntando a investimenti sul settore giovanile e sullo stadio di proprietà) sia a livello di competitività nell’immediato?

Pensando al domani del calcio italiano, la visione più benevola vede nell’arrivo dell’asso portoghese alla Juve un nuovo inizio. Immaginiamo uno scenario in cui ogni inseguitrice a suo modo riesca a migliorare e a essere più competitiva in Italia e all’estero. Questa è l’unica risposta possibile all’arrivo del cinque volte Pallone d’Oro. Così da ritrovare un Campionato competitivo e in grado di attirare e sfornare  giocatori di altissimo livello.