Nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2019 (orario italiano) si svolgerà la 91esima cerimonia di premiazione degli Academy Awards, comunemente conosciuti come Oscar. Dopo le polemiche delle ultime edizioni riguardanti la scarsa rappresentazione della comunità afroamericana e femminile, anche quest’anno l’Academy deve fronteggiare varie controversie. Prima fra tutte quella sul presentatore ma anche le nomination, annunciate il 22 gennaio, hanno fatto discutere. Oltre a elencare i candidati per le categorie principali, snocciolando curiosità e statistiche varie, cercheremo di fare il punto della situazione per capire il motivo di alcune nomination e quali sono i candidati favoriti alla vittoria finale in ogni singola categoria (Miglior Film, Regista, Attrice e Attore protagonista).

Una cerimonia senza presentatore e il caso Black Panther

È ormai ufficiale che, per la prima volta dal 1989, la prossima edizione degli Oscar non avrà un host, ovvero un presentatore unico che intratterrà il pubblico durante l’intera serata. La scelta è stata presa dopo che Kevin Hart, il comico prescelto per questo ruolo, ha rifiutato l’impegno a seguito di alcuni tweet contenenti termini e dichiarazioni di stampo omofobo. La polemica che ne è scaturita ha portato l’attore a declinare l’offerta motivando la sua scelta come necessaria per non distrarre l’attenzione mediatica dalla cerimonia effettiva. La decisione dell’Academy è stata quella di non ingaggiare nessun sostituto per Hart ma di optare per una selezione di vari presentatori che, durante la serata, avranno il compito di occuparsi dei vari sketch e delle premiazioni.

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Kevin Hart, il presentatore ritiratosi dalla cerimonia.

Il secondo argomento che più ha fatto storcere il naso agli amanti del cinema è stato l’enorme successo di Black Panther, nominato a ben 7 Oscar tra cui quello per il miglior film (è la prima volta nella storia che un cinecomic ottiene una nomination in questa categoria). Per molti si è trattata di una mossa dettata dalla necessità di inserire un film con un cast totalmente afroamericano in seguito alla polemica degli #OscarsSoWhite, l’hashtag nato per denunciare la presenza minima di candidati non caucasici nel corso della rassegna. Tuttavia la vera motivazione potrebbe non essere questa e si può facilmente spiegare osservando gli altri film candidati quest’anno. Se la strada potesse parlare è un film che presenta un cast totalmente afroamericano e BlackKklansman, insieme a Green Book, è un film che tratta il tema del razzismo e dell’accettazione. Non è quindi Black Panther a fare la differenza su questo fronte e le accuse di chi crede che sia stato nominato solo per il politicamente corretto risultano poco solide. Le ragioni che hanno portato a un così alto numero di nomination per il cinecomic della Marvel sono probabilmente molto più materiali e strategiche. Non è un mistero che gli Oscar siano in crisi a livello di popolarità. Lo scorso anno la cerimonia ha ottenuto i dati di ascolto più bassi della storia ed è facilmente ipotizzabile che si sia voluti correre ai ripari per quest’anno. In quest’ottica è molto più facile comprendere la massiccia presenza di Black Panther. Il film ha ottenuto un enorme successo di pubblico riuscendo ad incassare, solo negli Stati Uniti, 700 milioni di dollari e sfondando il muro del miliardo se si considerano gli incassi mondiali. Per rendere meglio l’idea, lo scorso anno il film nominato nella categoria miglior film con l’incasso maggiore fu Dunkirk con 188 milioni negli Stati Uniti (caso a parte fu Scappa – Get Out, riuscito ad incassare oltre 350 milioni di dollari ma nel periodo successivo alla premiazione). A Black Panther vanno ad aggiungersi altri due film che hanno ottenuto un grande successo al botteghino, ovvero A Star is Born Bohemian Rhapsody. Dati alla mano, l’incasso totale in Nord America degli 8 film nominati nel 2019 (che in realtà sono 7 poiché Netflix non ha rilasciato i dati di incasso di Roma) è di oltre 1 miliardo e 250 milioni di dollari, rispetto ai 568 milioni dei 9 film nominati l’anno precedente. È quindi evidente che le tante nomination per Black Panther siano da attribuire più ad una necessità di attrarre il grande pubblico, in quanto è storicamente appurato che le edizioni degli Academy Awards con i maggiori ascolti combacino con le edizioni nelle quali sono stati nominati film che hanno ottenuto un vasto successo in sala. A riprova di questo c’è anche l’inserimento, poi annullato in seguito alle pesanti critiche ricevute, della nomination come miglior film popolare. L’Academy aveva infatti annunciato il debutto di questa nuova categoria per premiare i film più popolari dell’annata cinematografica, novità poi non andata in porto e destinata probabilmente a non vedere mai la luce. Non tanto una scelta dettata dal politically correct quanto dal puro e semplice marketing.

Nomination e pronostici

Dopo una panoramica generale passiamo ad analizzare le nomination effettive di questa edizione. Il podio per il film con più candidature dell’anno vede al primo posto un pari merito tra La Favorita di Yorgos Lanthimos e Roma di Alfonso Cuarón (qui per la recensione del film) con 10 nomination a testa. Seguono A Star is Born Vice con 8, e Black Panther con 7. Il film di Cuarón può tuttavia già pregiarsi di aver raggiunto due record; il primo, condiviso con La Tigre e il Dragone di Ang Lee, come film in lingua straniera che ha ottenuto il maggior numero di nomination agli Oscar e il secondo come primo film distribuito da una piattaforma di streaming (Netflix) a ottenere una nomination come Miglior Film. Avere tante nomination non è però sinonimo di portare a casa tante statuette. Nel 2014 American Hustle ottenne proprio 10 candidature agli Oscar ma non riuscì a vincere nemmeno un premio. Considerando che quest’anno la maggior parte delle vittorie sembra incerta, cerchiamo ora di fare dei pronostici sulle 4 categorie maggiori, tenendo conto che la stagione delle premiazioni pre-Oscar è ancora in corso (importante sarà vedere il risultato dei SAG Awards, i premi assegnati dagli attori, e dei BAFTA, gli Oscar inglesi).

Miglior Attore Protagonista

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Da sx: Christian Bale (Vice); Bradley Cooper (A Star is Born); Willem Dafoe (Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità); Rami Malek (Bohemian Rhapsody); Viggo Mortensen (Green Book).

Per la categoria di miglior attore la bilancia sembra pendere verso Christian Bale, già vincitore di un Oscar nel 2011 per The Fighter e fresco vincitore di un Golden Globe e di un Critics’ Choice Award proprio per il ruolo interpretato in Vice. Da non sottovalutare però la prova data da Rami Malek in Bohemian Rhapsody che potrebbe portare l’interprete di Freddie Mercury, qui alla sua prima nomination agli Oscar, a vincere la statuetta così come ha già vinto a sorpresa un Golden Globe (ricordiamo che i Golden Globe sono divisi in film drammatici, categoria nella quale ha vinto Malek come attore protagonista, e film commedia o musicali, nei quali ha trionfato Christian Bale). Più risicate le possibilità per Bradley Cooper e Willem Dafoe, entrambi alla loro quarta nomination senza mai aver vinto, così come quelle di Viggo Mortensen, terza nomination ma nessun Oscar in bacheca nemmeno per lui. La corsa sembra quindi essere a due, con Christian Bale in vantaggio rispetto a Rami Malek per la vittoria finale.

Miglior Attrice Protagonista

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Da sx: Yalitza Aparicio (Roma); Glenn Close (The Wife); Olivia Colman (La Favorita); Lady Gaga (A Star is Born); Melissa McCarthy (Copia Originale).

Categoria ancora più incerta è quella per la miglior attrice protagonista che vede ben tre nomi inediti per la rassegna. Yalitza Aparicio, Olivia Colman e Lady Gaga sono alla loro prima nomination agli Oscar (in qualità di attrici, in quanto Lady Gaga aveva già ottenuto una nomination per la miglior canzone originale nel 2016 ed è nominata nella stessa categoria anche quest’anno). Melissa McCarthy invece ha al suo attivo una nomination come miglior attrice non protagonista nel 2012 grazie alla commedia Le amiche della sposa. Curioso che a sfidare queste 4 “novelline” sia colei che detiene il record per il maggior numero di candidature all’Oscar senza aver mai vinto. Glenn Close segna infatti quest’anno la sua settima nomination grazie all’interpretazione data in The Wife – Vivere nell’ombra. Escludendo fin da subito per la vittoria finale Melissa McCarthy e Yalitza Aparicio, vera sorpresa in questa categoria poiché non figurava nemmeno tra le nominate per il Golden Globe, le altre tre attrici possono giocarsela ad armi più o meno pari. Olivia Colman e Glenn Close hanno vinto il Golden Globe nelle rispettive categorie mentre durante i Critics’ Choice Awards è accaduto un evento insolito. Il premio come miglior attrice è stato infatti assegnato, a pari merito, sia a Glenn Close che a Lady Gaga. Volendo azzardare un pronostico Glenn Close potrebbe essere in leggero vantaggio, considerando anche la sua storia precedente con gli Oscar e le tante nomination senza mai una vittoria. Ma non sarebbe una sorpresa un debutto vincente di Olivia Colman così come un possibile colpo di coda da parte di Lady Gaga.

Miglior Regista

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Da sx: Alfonso Cuarón (Roma); Paweł Pawlikowski (Cold War); Adam McKay (Vice); Spike Lee (BlackKklansman); Yorgos Lanthimos (La Favorita).

Categoria che si tinge di Europa quella per il miglior regista, grazie al polacco Paweł Pawlikoswki (alla prima nomination come regista ma vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero nel 2015 con Ida) e al greco Yorgos Lanthimos (quarta nomination ma anche per lui la prima nella categoria registica). A questi si aggiunge il messicano Alfonso Cuarón, già vincitore dell’Oscar come miglior regista nel 2014 grazie a Gravity, e gli americani Adam McKay (seconda nomination come regista) e Spike Lee, vincitore di un Oscar onorario nel 2015 e per la prima volta nominato per la regia. Non è una novità vedere pochi Stati Uniti in questa categoria. Negli ultimi dieci anni solo due volte il premio al miglior regista è andato a un candidato statunitense mentre ben 4 volte a uno messicano. E anche quest’anno il Messico dovrebbe riuscire a portarsi a casa la vittoria. Cuarón è l’uomo da battere e molto probabilmente, dopo il Golden Globe e il Critcs’ Choice Award, riuscirà a guadagnarsi anche una seconda statuetta.

Miglior Film

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Da sx: Black Panther; BlackKklansman, Bohemian Rhapsody, La Favorita, Roma, Green Book, A Star is Born, Vice.

La premiazione più importante e la più discussa, quella che chiuderà la serata decretando il miglior film del 2018. Si tratta probabilmente della categoria più incerta e tutto dipenderà dal metodo di giudizio utilizzato per decidere il vincitore. Nel caso in cui si volesse strizzare di più l’occhio al pubblico dovrebbe vincere uno dei film che ha avuto più successo in sala e quindi la scelta ricadrebbe su Black PantherA Star is Born Bohemian Rhapsody. Tuttavia questa è probabilmente l’ipotesi meno probabile. La nomination è già sufficiente per richiamare l’attenzione dei fan e una vittoria sarebbe eccessiva e inutile ai fini dell’audience della serata. Mai come in questo caso sarà fondamentale vedere come si concluderanno i SAG Awards e i BAFTA, per capire verso dove potrebbe virare il favore dell’Academy. Ad oggi il Golden Globe come miglior film drammatico è andato a Bohemian Rhapsody mentre quello per miglior film musicale o commedia a Green Book. Ma i Critics’ Choice Awards hanno premiato Roma, così come successo a Venezia con il Leone d’Oro. Sono quindi aperte varie opzioni e tutto è ancora da decidere ma, volendo scommettere su uno degli 8 candidati, Roma potrebbe rivelarsi il cavallo vincente. Anche per placare le polemiche sulle nomination ai film che hanno avuto grande successo in sala ma meno a livello di critica, andare a premiare un film d’autore e sicuramente più di nicchia come Roma potrebbe far fare bella figura all’Academy unendo l’utile al dilettevole.