Le Primarie del PD sono davvero truccate?

primarie pd truccate
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Le primarie del Partito Democratico hanno visto il trionfo di Nicola Zingaretti, eletto nuovo segretario del partito di area di centro-sinistra. Nonostante la sua netta affermazione, riconosciuta da entrambi i suoi avversari, non sono mancate le polemiche riguardo le presunte falle del meccanismo di voto della tornata elettorale interna del partito. A tale proposito, riceviamo e pubblichiamo una lettera di Mirko Boschetti, nostro lettore e volontario presso i seggi delle primarie dem, autore di alcune considerazioni da insider circa le critiche piovute da alcuni giornali online sulle problematicità relative al voto.


Ogni anno fanpage.it fa il solito servizio dove una giornalista dichiarando domicili sbagliati vota più di una volta alle primarie del PD. In pratica la giornalista gira per più seggi e nella confusione generale dichiara che abita vicino al seggio, allegando civico e via. Dai video tagliati, modello Le Iene o Striscia la Notizia, non si capisce se poi riesca veramente a votare. Ma quello che interessa a chi produce questi video è mostrare possibili (e presunte) falle nel sistema di voto.

Come ho votato 11 volte in due ore alle primarie del PD

Il regolamento delle Primarie Pd vieta di votare più di una volta, ma nei fatti non è così.Ecco come siamo riusciti a votare 11 volte

Gepostet von Fanpage.it am Montag, 4. März 2019

Rispetto la condizione dei giornalisti delle testate online, spesso sottopagati, o pagati meno del dovuto, in una condizione perennemente precaria. Capisco la necessità economica di servizi che attirino click. Ogni volta però spero che ci sia lo stesso tatto e lo stesso comune sentimento e rispetto da parte di questi giornalisti verso il volontariato.

Gestire un seggio in tre volontari per dieci ore non è facile. Nel mio seggio, allestito in un bar, hanno votato più di 420 persone. Si sono formate file per ore, che è stato complesso gestire: a Milano molte persone non sono residenti (universitari o lavoratori fuorisede in primis), molti non sapevano che bisognasse pre-registrarsi per votare da fuorisede. Chi era residente in altre parti di Milano è stato inviato al proprio seggio, ma con i non-residenti ci siamo messi a fare un lavoro certosino e anche abbastanza odioso di verifica dei domicili tramite qualunque documento che li attestasse (anche la bolletta della luce). È sempre brutto respingere persone dal voto. Alcuni che non avevano niente con sé non hanno potuto votare e se ne sono andati scocciati, altri invece sono stati più comprensivi. È possibile che nella confusione qualche errore ci sia stato. È normale, non è il nostro lavoro, non siamo pagati per questo. Chiunque abbia fatto un giorno di volontariato in vita propria, per qualunque associazione o anche per la festa del paese, sa quanto sia bello, ricco di passione e anche faticoso spendere gratuitamente il proprio tempo libero per qualcosa in cui si crede e per gli altri.

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Nicola Zingaretti, nuovo Segretario del Partito Democratico. Foto: Il Tempo.

Purtroppo questi servizi calpestano tutto questo e umiliano prima di tutto il volontariato. Ma poi passa. Perché alla fine, vedendo i risultati finali (più di un milione e mezzo di votanti reali), è la positività ad avere la meglio, e il tentativo di inquinamento da parte di fanpage.it è e resta irrisorio. Domenica è stata una grande giornata di democrazia.

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Francesco Stati

Nato ad Avezzano nel cuore della Marsica, capistrellano di origini, vivo da sempre a Roma; al momento occupo in solitaria una modesta casetta, parte della quale subaffittata ai miei due gatti a una cifra onesta. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali a "La Sapienza" e in Relazioni Internazionali alla LUISS con Lode, lavoro come giornalista praticante per la testata Eventi Culturali Magazine. Seguo ossessivamente il calcio (ma sfortunatamente tifo Roma), sono un ascoltatore compulsivo di musica di ogni genere e - come la mia laurea potrebbe suggerire - malato cronico di politica nazionale ma anche estera, delle quali spesso mi diletto a scrivere. Dopo aver lavorato per diverso tempo in svariate redazioni, fra le quali IMDI.it e oltremedianews.it, ho deciso di fondare una testata tutta mia dove poter dare libero sfogo al mio desiderio di fare informazione e cultura, ritornando a un giornalismo "lento", ma preciso: sto parlando proprio di theWise, che spero abbiate lo stesso piacere che ho io nel leggere. Oltre a essere fondatore della testata e presidente della relativa associazione mi occupo di politica interna, interviste e approfondimenti socio-culturali di varia natura, ma ogni tanto (piuttosto di rado in realtà) lavoro per davvero.