Chievo, “paracadutati” in Serie B

I tifosi del Chievo Verona durante la partita interna con il Napoli che ha sancito la retrocessione matematica della squadra in Serie B. Foto: ANSA.
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Dopo una lunga militanza di quasi dieci stagioni consecutive in Serie A, il Chievo Verona è retrocesso. Un campionato iniziato male e finito peggio. La squadra allenata da Lorenzo D’Anna, infatti, si è trovata penalizzata rispetto alle altre formazioni di tre punti, inflitti dalla giustizia sportiva per plusvalenze fittizie tra il Cesena e il Chievo stesso. Scandalo che, peraltro, è scoppiato a ridosso delle ultime giornate dello scorso campionato, e che poteva condizionare l’epilogo di questo, portando a una eventuale clamorosa retrocessione d’ufficio. Si parlava allora di una penalizzazione di quindici punti per il campionato in corso, che avrebbe condannato il Chievo alla Serie B già un anno prima. Allora venne dichiarata l’improcedibilità nelle indagini, portando alla sanzione di tre punti e a un’ammenda nei confronti della società, salvando così momentaneamente i clivensi. Già, in maniera temporanea. Per quanto la squadra abbia giocato in Serie A, partiva con i sopracitati tre punti di penalizzazione, dando il via a una stagione negativa sotto ogni aspetto. Oltre alla retrocessione matematica raggiunta con sei giornate d’anticipo, il presidente del Chievo Luca Campedelli sarà chiamato nuovamente a giudizio. Il patron dei clivensi e l’ex presidente del Cesena risultano indagati dalla Procura di Forlì, che ha inviato loro richiesta di proroga delle indagini preliminari. Oltre alle plusvalenze gonfiate tra le due squadre, gli inquirenti vogliono fare luce su quello che è stato il fallimento del Cesena, scandalo al quale Luca Campedelli è collegato.
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Luca Campedelli, presidente del Chievo Verona. Foto: Getty Images.

Una volta però, il Chievo non era così. Era diventato un modello da seguire per il calcio italiano, per quelle squadre – letteralmente – di provincia che si affacciavano per la prima volta alla Serie A. La prima stagione giocata nella massima serie dai clivensi è molto probabilmente il punto più alto della storia della squadra proveniente dal quartiere omonimo di Verona. Pur essendo una società partita dal basso, il Chievo aveva dimostrato che c’era una possibilità di fare comunque dell’ottimo calcio, anche al di fuori delle grandi potenze del campionato italiano. Il punto di svolta si ebbe proprio quando la famiglia Campedelli, proprietaria della Paluani, rilevò le quote della società nel 1981. Con la nuova presidenza, infatti, negli anni successivi inizierà una lenta scalata verso le categorie maggiori del calcio italiano, fino a raggiungere la Serie A nella stagione 2000-2001. Oltre ad aver raggiunto lo status di “Cenerentola” del campionato, il Chievo diventò una squadra capace di lanciare talenti: basti pensare che nella prima stagione giocata nella massima serie, nelle sue fila vantava Simone Perrotta, campione del mondo con l’Italia nel 2006. Non solo lui; anche Simone Barone, Andrea Barzagli e tanti altri della nazionale come Amauri e Semioli sono giocatori che hanno vestito la maglia gialloblù nel passato. Il Chievo Verona era una modesta squadra di Serie B che, promossa nella primissima categoria del calcio italiano, si è ritrovata a lottare per le prime posizioni fino a metà del campionato 2001-2002, per poi chiudere con un ottimo quinto posto che valeva la Coppa UEFA. In seguito allo scandalo Calciopoli arriverà a giocare anche i preliminari di Champions League, nell’anno in cui la squadra ottenne la sua prima retrocessione dalla Serie A, nella stagione 2006-2007.
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Sergio Pellissier in azione contro il Levski Sofia con la maglia del Chievo nel preliminare di Champions League del 2006-2007. Foto: ANSA.

Tornerà immediatamente nella massima divisione, ma non ci sarà la stessa magia di quando salì in Serie A per la prima volta. Non riuscirà a imporsi come una nuova realtà – come un Sassuolo, per dire – e rimarrà perlopiù confinata a metà classifica. Si arriva dunque all’anno scorso, quando il Chievo riuscì a salvarsi solo negli ultimi turni di campionato, con lo spettro di una probabile retrocessione d’ufficio, mai arrivata. Questa stagione, invece, già in salità per i clivensi, è partita anche peggio del previsto. In questo campionato assolutamente disastroso per il Chievo, la squadra è partita sotto la guida tecnica di Lorenzo D’Anna, allenatore che aveva già salvato i gialloblù dalla retrocessione nella stagione scorsa. La squadra, durante la sua permanenza in panchina, otterrà due soli punti, costringendo la dirigenza del Chievo a cambiare guida tecnica. I Mussi, nelle prime otto giornate, sono ancora a meno un punto in classifica. Esonerato D’Anna, arriva Giampiero Ventura. Il trend però non viene invertito, anzi. La prima partita giocata con l’ex allenatore di Torino e Nazionale sulla panchina del Chievo è tremenda: l’Atalanta vince per 5-1 al Bentegodi. Il ritorno in Serie A per Ventura durerà appena quattro giornate. Alla tredicesima giornata subentra l’allenatore Domenico di Carlo che, per quanto la situazione fosse comunque disastrosa, riesce a portare il Chievo all’unica vittoria in campionato – maturata contro il Frosinone – e a racimolare qualche pareggio importante. Nonostante lo sforzo messo in campo da una squadra che ha fatto tutto il possibile, il verdetto è arrivato nella scorsa giornata di campionato: la sconfitta contro il Napoli è stata fatale, ultimo posto e retrocessione matematica con sei giornate d’anticipo. L’unico lato positivo di quella che è a tutti gli effetti una stagione da dimenticare per il Chievo è il cosiddetto paracadute della Serie A. Quando una squadra retrocede in Serie B riceve un compenso che varia da dieci a venticinque milioni di euro a seconda di quello che è stato il tempo in cui sono state iscritte in Serie A. Esistono tre fasce che indicano i periodi di tempo per cui una squadra retrocessa dalla prima divisione può ricevere un lauto compenso per tentare di risalire dal campionato cadetto. La prima categoria indica le squadre promosse in Serie A e retrocesse subito. Ipotesi: se una squadra arriva per la prima volta in Serie A e retrocede in B, riceverà dieci milioni di euro. La Fascia B invece riguarda società che hanno partecipato per due stagioni – non necessariamente consecutive – in Serie A, che riceveranno qualcosa in più. Infine il terzo caso, quello che riguarda squadre di Serie A che retrocedono dopo esservi rimaste per più di tre anni. È il caso del Chievo, che riceverà ben venticinque milioni di euro per rinforzare una squadra che è indubbiamente la favorita per il prossimo campionato di Serie B. Questa retrocessione può essere la rinascita di un progetto sportivo del Chievo Verona?
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Il Chievo Verona che conquistò la promozione in Serie A nel 2000-2001. Foto: chievoverona.it

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.