Rocketman: un banale biopic per Elton John?

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Rocketman è un film biografico, drammatico e musicale incentrato sulla vita e sulla carriera artistica di Elton John, musicista e cantante britannico di fama mondiale che esordì negli anni Sessanta. Eccentrico, stravagante e fantasioso, Elton John ha raggiunto l’apice del successo con canzoni rimaste nella storia della musica e nell’immaginario comune (Rocket Man, Your Song, Sorry seems to be the hardest word), è diventato un testimonial della comunità LGBT per il suo orientamento sessuale e negli ultimi anni è stato anche bersaglio di aspre critiche dirette alle sue scelte di vita. Il film, intitolato come la sua canzone più nota, è un sommario della sua vita artistica e privata costruito come un percorso di redenzione e di ascensione – proprio come farebbe un Rocket Man (cioè un “uomo missile”) – una rappresentazione ricca di sogni e fantasie che ripropone un formato narrativo già visto in altri film biografici ed è prevedibile nei suoi sviluppi.rocket man

Colui che tutto il mondo conosce come Elton John (interpretato da Taron Egerton) all’inizio era soltanto Reginald Dwight, un grazioso bambino inglese nato in una famiglia complicata e con una naturale predisposizione per la musica. Nel film, Reg Dwight è arrivato ormai al successo e oltre quando è costretto ad una riabilitazione per curare la sua dipendenza da alcol e droghe: a questo punto, con indosso uno stravagante costume da diavoletto, inizia a ripercorrere la sua vita fino a quel momento, dall’infanzia all’età adulta e dall’età adulta alla fama. Il piccolo Reg/ Elton vive in un sobborgo londinese insieme alla madre e alla nonna: la prima adempie i suoi doveri di genitore con aria di sufficienza, mentre la seconda ha veramente a cuore le sorti di Elton e lo instrada verso il successo. Il padre di Elton è quasi sempre lontano e quando è a casa non si cura molto del figlio, che cresce nella consapevolezza di non essere amato, ma con la costante speranza che le cose possano cambiare.

L’accademia musicale forma il piccolo Elton John che, diventato un giovane uomo, suona nei locali della sua città e ottiene un contratto con una casa discografica per lui e Bernie Taupin (Jamie Bell), l’amico e collega che scrive i testi delle sue canzoni. Tutto cambia per il giovane cantante inglese dal passato difficile: Elton conquista l’America, conosce il fidanzato John Reid (Richard Madden) – un manager musicale – e diventa uno degli artisti più ascoltati su scala mondiale. Sulla cresta dell’onda, la vita di Elton John inizia a scricchiolare pericolosamente: il suo fidanzato John si rivela egoista e traditore e suo padre, dopo essersi rifatto una famiglia a cui si dedica pienamente, gli dimostra definitivamente che non gli è mai importato di lui, spezzandogli il cuore. Le canzoni e i concerti di Elton John attraversano gli anni e i continenti mentre lui entra in una spirale di droga e di alcol che alla fine lo conduce in una clinica di riabilitazione. Qui Elton John farà finalmente pace con sé stesso e con il suo passato e ritornerà ad essere la star che tutti conoscono e amano: eccentrica, straordinaria, unica.

Rocketman è un biopic costruito come un grande percorso di maturazione personale in cui le vicende private e artistiche di Elton John sono narrate affinché il cantante arrivi ad una nuova identità in cui accetta quei lati della sua vita che ha sempre contrastato facendo uso di alcol e droghe. La pellicola diretta da Dexter Fletcher è un intreccio tra musical, dramma e fantasia. La riproposizione delle canzoni più famose di Elton John non è sempre efficace: i pezzi più significativi del cantante sono a tratti strimpellati, lasciati in sottofondo, presentati solo in versione strumentale, e non urlati dentro allo schermo come ci si aspetterebbe da un film che ripercorre la carriera di un musicista. La scena di Rocketman è spesso occupata dai sogni e dalle fantasie del protagonista: il piccolo Elton immagina di dirigere un’orchestra nel chiuso della sua cameretta, si solleva in aria con i suoi spettatori durante un concerto, amplifica ulteriormente le sue già grandiose performance e si rivede bambino sul fondo di una piscina in un momento difficile della sua vita. La connotazione onirica del film ricalca i tratti fantastici delle canzoni di Elton John, è una dichiarazione d’amore alla musica, ma spesso è difficile da seguire, stucchevole e megalomane. Il dramma di Rocketman è il dramma della vita di Elton John, qui in un lato inedito: Elton soffre per un padre assente che non gli ha mai voluto bene e che lo ignora anche dopo che è diventato una rockstar, come dimostra efficacemente la scena in cui Elton lo guarda straziato abbracciare i suoi nuovi figli. Il pregio del film sta nel dipingere il dolore di Elton John come l’energia che forgia le sue canzoni piene di vita e capaci di far sognare.

rocketman

Come tipico di molti film biografici incentrati sulle figure di grandi artisti della musica, anche Rocketman cade in una tendenza elogiativa del suo protagonista: Elton John pronuncia frasi segnanti («La gente non paga per vedere Reggie Dwight, paga per vedere Elton John!») e gli astanti dei suoi concerti sono spesso inquadrati nell’espressione estasiata di chi sta assistendo ad una specie di miracolo, con un risultato banale e già visto. Il film con Taron Egerton non riesce a mettere in scena niente di più della vita travagliata di un artista e del successo straordinario che più tardi lo premia, della classica sequenza dolore – successo- droga – alcol – riabilitazione – felicità, e dunque è privo di quel quid che altrimenti lo imprimerebbe nella mente dello spettatore. A dispetto di ciò, Rocketman – fedelmente al suo titolo di “uomo missile”, quindi un uomo che punta in alto – regala al pubblico una massima sul successo che viene pronunciata casualmente da una comparsa del film: «Devi uccidere la persona che ti volevano far essere, se vuoi diventare chi vuoi essere davvero».

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Grazia Caputo

Vivo in provincia di Caserta, ho 26 anni e sono laureata in Giornalismo e Comunicazione alla Sapienza di Roma. Sogno di fare la giornalista da quando ho dieci anni e sto avviando la mia carriera come giornalista praticante per radio e online. Consumo film e libri continuamente, quindi ad un certo punto ho iniziato a scriverne e dopo un po' sono arrivata a The Wise Magazine.