“Liberi, oltre le illusioni”: raccontare un’altra Italia

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Nel weekend del 22-23 giugno si è svolto a Milano, presso il Grand Hotel Villa Torretta, il primo incontro dell’iniziativa “Liberi, oltre le illusioni”, erede del collettivo “noise From AmeriKa”, a sua volta piattaforma di base del partito Fare per Fermare il Declino, fondato nel 2012 dal giornalista Oscar Giannino e dagli economisti Luigi Zingales e Michele Boldrin. theWise, dopo aver intervistato Michele Boldrin lo scorso dicembre, vi ha partecipato: ecco cosa abbiamo visto.

L’idea di questo evento (costo del biglietto: 20€ per gli over 25; gratuito invece per i giovani, che potevano tuttavia contribuire con una donazione volontaria) nasce come reazione ad un sentimento di incredulità e disperazione che da ormai più di un anno è ben radicato all’interno di una parte dell’ambiente accademico italiano e non, nei confronti dell’attuale governo e della faziosità dei media italiani. Ed è stata proprio questa voglia di reagire ad una narrativa spesso distorta e inesatta riguardo ai problemi del nostro paese che aveva portato, nel giugno 2018, circa cinquanta economisti ad associarsi nel rispondere con una lettera ad un articolo dai contenuti quantomeno fuorvianti apparso sul Corriere della Sera a firma di Milena Gabanelli.

A questo appello alla trasparenza e alla rigorosità dei dati ha fatto presto seguito l’apertura di un canale YouTube da parte dello stesso Boldrin nel quale, assieme ai “compagni di chiacchierata” (commentatori economici e imprenditori) Costantino De Blasi, Gianluca Codagnone e Thomas Manfredi, l’economista della Washington University si pone come obiettivo quello di chiarire, approfondire e talvolta smentire le notizie che vengono divulgate dai media italiani nel corso della settimana.

Come manifestato già nel nome stesso dell’evento, infatti, lo scopo principale di tutti i relatori (soprattutto economisti, tra i quali molti dei firmatari della lettera sopracitata, ma anche accademici ed esperti di altri campi come la psicologia, l’informatica e la giurisprudenza) è stato quello di contro-informare nel modo più obiettivo e preciso possibile il pubblico rispetto ad alcuni dei temi che hanno dominato il discorso pubblico italiano negli ultimi tempi, nonché di portarne all’attenzione altri che invece sembrano essere completamente assenti dalle agende dei media e dei politici italiani. Tuttavia, nonostante il chiaro desiderio di opporsi all’attuale regime culturale e politico, e nonostante l’innegabile ideologia più o meno liberale condivisa dai partecipanti, l’intento e il clima respirati durante l’evento hanno esplicitamente voluto avere un carattere apartitico, apolitico (l’unico esponente politico è stato infatti l’ex eurodeputato e candidato alla segreteria di +Europa Marco Cappato) e volto esclusivamente a equipaggiare il pubblico partecipante con gli strumenti opportuni per interpretare la realtà italiana.

La giurista Vitalba Azzolini e l’economista Andrea Moro hanno combinato i dati riguardanti la demografia italiana e l’immigrazione, tentando di argomentare in favore di un’immigrazione controllata, evidenziandone i costi e i benefici. Foto: Twitter @liberioltrefvg.

I vari dibattiti (disponibili sul nuovo canale YouTube di “Liberi, oltre”) hanno visto esperti di vari settori economia dell’industria, fiscalità, economia monetaria, finanza, economia del lavoro confrontarsi fra di loro e con il pubblico, spesso con il supporto di slide proiettate alle loro spalle, come se si trattasse di vere e proprie lezioni universitarie (non c’è stato da sorprendersi, data la provenienza per la maggior parte accademica degli invitati). Il risultato è stato un moderno simposio, con un comune denominatore: il desiderio di informare, con onestà intellettuale, un pubblico disposto ad andare oltre le illusioni, intese come semplificazioni, ma talvolta anche come vere e proprie bugie, che gli vengono continuamente proposte dai media tradizionali e dal discorso politico, in particolare (ma non esclusivamente, come è stato spesso fatto notare dagli interlocutori) negli ultimi mesi.

E dunque sono stati toccati i temi dell’immigrazione e della demografia italiana: è vero che, come argomenta il Ministro dell’Interno, grazie al proprio lavoro il numero di immigrati irregolari sul territorio italiano è precipitato? Un approfondimento sulla questione dei dublinati potrebbe portare ad altre conclusioni. E come si sposa la retorica dell’“aiutiamoli a casa loro” con il fatto che sono anzitutto gli italiani stessi a migrare all’interno del Paese, spesso sull’asse Sud-Nord, alla ricerca di prospettive economiche e sociali migliori? Tema, quest’ultimo, che si allaccia ad uno dei primi dibattiti della mattinata di “Liberi, oltre”, ovvero quello del Mezzogiorno: è vero che al Sud i talenti, siano essi individui o imprese, non esistono? La testimonianza diretta di un imprenditore ci dice il contrario; ma rimane il dato oggettivo che il Sud Italia sia una delle regioni più povere dell’Unione Europea: è colpa dunque di un’Europa poco attenta ai bisogni delle singole regioni che la compongono o l’arretratezza del Mezzogiorno è piuttosto imputabile ad una classe dirigente locale incapace, oltre che disincentivata, a gestire i fondi strutturali messi a disposizione?  E ancora, nel dibattito riguardante la politica industriale italiana (che, provocatoriamente, i panelist dicono di preferire morta, piuttosto che allo stato attuale) si sottolinea come, in barba alla letteratura accademica che da anni studia il fenomeno del too big to fail, nel nostro peculiarissimo paese si ha evidenza del fenomeno esattamente opposto, il too small to fail, che incentiva le aziende a restare piccole, con pochi dipendenti, servendo un mercato ridotto. Fenomeno che spesso è accompagnato dall’indisponibilità della classe dirigente di allentare le redini dello statalismo, prevedendo l’intervento pubblico in tutti i casi di aziende in dissesto, piuttosto che lasciare che siano le leggi dell’efficienza e dell’adattabilità a determinare quali sono le aziende che meritano di operare e crescere e quali dovrebbero invece essere lasciate fallire (quando i manuali di economia pubblica introdurranno il concetto del too small to fail, il case study la fine del capitolo non potrà non essere dedicato al caso Alitalia).

L’evento si è infine concluso con una versione live della “chiacchierata del mercoledì” (eccezionalmente di domenica), in cui i protagonisti del canale YouTube si sono confrontati con Renato Cifarelli (imprenditore e commentatore economico) e Alfonso Fuggetta (docente di informatica ed esperto di digitalizzazione), riprendendo ed approfondendo alcuni dei temi attorno ai quali hanno ruotato molte delle precedenti “chiacchierate” e che curiosamente, ma nemmeno troppo, sono anche i temi di cui meno si sente parlare nel dibattito pubblico: la produttività nel settore privato italiano ed il suo totale arenamento da ormai quasi quaranta anni, la totale indifferenza della classe politica nei confronti di istruzione e formazione, e un processo di digitalizzazione che in Italia, nonostante l’enorme ritardo nei confronti del resto del mondo, stenta ancora a decollare.

La “chiacchierata live” conclusiva, durante la quale i creatori di questo format su YouTube si sono confrontati assieme a Renato Cifarelli e Alfonso Fuggetta sui temi della produttività, della digitalizzazione e della formazione. Foto: Twitter @dmusillo.

Non sono mancati, inoltre, anche dei momenti più leggeri, come la festa –a pagamento- che si è tenuta sabato sera al termine dei dibattiti, dove l’atmosfera si è fatta meno formale ed i professori universitari, i broker e gli imprenditori si sono potuti finalmente sbottonare e lasciar andare a conversazioni di carattere più personale; o come il ringraziamento, ironico, rivolto da Boldrin alla già citata Milena Gabanelli, senza la quale, a detta dell’organizzatore, questo evento non avrebbe mai preso vita.

Il quadro del belpaese che emerge dalla due giorni di “Liberi, oltre le illusioni” non è comunque dei più rosei, bisogna ammetterlo. Decenni di diffidenza nei confronti del resto del mondo che andava evolvendosi, accompagnato da un moralismo cattolico, spacciato per honestà (sic) e buonsenso e in realtà tradottisi in corporativismo estrattivo e xenofobia, lasciano poco spazio alla speranza.

Tuttavia, è innegabile il successo di questo evento, che ha visto la partecipazione “fisica” di quasi seicento persone, tra cui moltissimi giovani studenti (cui va sommato un altro migliaio di osservatori virtuali collegati alla diretta streaming), oltre che del canale YouTube lanciato da Michele Boldrin, il quale conta al momento più di quindicimila iscritti. A testimonianza del fatto che la domanda per questo tipo di divulgazione esiste ed è in continua espansione –al punto che già si parla di una seconda edizione di “Liberi, oltre” ad ottobre, per trattare alcuni temi, su tutti quello dell’istruzione, che non hanno avuto spazio in questo primo evento- e che anche dal lato dell’offerta (mi si perdonerà il linguaggio volutamente economico) ci sono numerosissime persone disposte a sacrificare il proprio tempo per dare una speranza ad un paese altrimenti sempre più destinato ad un declino sia economico che sociale e culturale.

Possa questo evento essere stato il primo squarcio fontaniano su quel velo di illusioni su cui molti politici hanno disegnato la propria carriera, nonché un segnale della voglia di riportare questo paese dove merita di stare.

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