La verità su Bibbiano non è facoltativa

Nell’ultima settimana Bibbiano è senza dubbio uno degli argomenti più dibattuti e citati sui social network e sulle piattaforme d’informazione, ma ciò che veramente successe nella cittadina emiliana è ancora da chiarire. L’inchiesta Angeli e Demoni indaga sulle azioni di almeno diciotto persone, ora agli arresti per diversi reati tra cui maltrattamento su minori e frode processuale, ma la sua risonanza nazionale dipende da un singolo dettaglio che ha trasformato una vicenda universalmente condannabile in una questione politica. Uno degli indagati è il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico e appartenente al Partito Democratico, un particolare che è stato prontamente sfruttato dagli avversari politici.

parlateci di bibbiano
Il murales a Ostia deturpato da uno striscione che recita “Parlateci di Bibbiano”. Il murales era costato cinquantamila euro di soldi pubblici.

Le (poche) certezze di Bibbiano

Come già accennato l’indagine è lontana dall’essere completata e mancano molti dati per ricostruire accuratamente come operassero i terapeuti della onlus Hansel e Gretel, i cui membri ora sotto indagine erano ritenuti tra i maggiori esperti in Italia in ambito di abusi su minori. Di certo si sa che alcune carte per il riaffidamento dei bambini riportano informazioni non vere o non esatte, come di abusi sessuali mai avvenuti, mentre si sospetta che i metodi di terapia fossero rivolti a convincere i bambini a ricostruire ricordi non veri, tramite reinterpretazioni di eventi mai avvenuti (come appunto una violenza sessuale). Secondo l’accusa negli anni si è costruito un sistema per affidare i bambini in cura a famiglie di amici e conoscenti dei terapeuti e della amministrazione comunale. Gli psicologi della struttura a cui venivano assegnati i minori avrebbero ricevuto compensi direttamente dal comune tramite un sistema di rimborsi ben superiori alle spese effettive per ogni seduta. Ha fatto molto scalpore quando diverse testate giornalistiche hanno citato l’utilizzo d’impulsi elettrici per deformare i ricordi dei bambini, ma in verità nessun macchinario del genere è stato effettivamente adoperato e la notizia è stata data frettolosamente dai giornali in seguito a un fraintendimento (il macchinario ritrovato durante le perquisizioni era in realtà per la psicoterapia EMDR, procedura che non ha nulla a che fare con l’elettroshock). Ciò che sono stati elencati finora sono gli elementi della notizia che hanno attirato l’attenzione a livello nazionale e che hanno portato la storia a essere così discussa ma soprattutto così sfruttata.

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Claudio Foti, psicoterapeuta che ha seguito i minori riassegnati, a cui sono stati revocati gli arresti domiciliari.

«Su di noi è stata gettata un’ondata di fango e di fake news» ha detto Claudio Foti, psicologo figura chiave nell’inchiesta di Bibbiano, intervistato da Repubblica «La semplificazione che è stata fatta è una distorsione grave di un lavoro lungo trent’anni rigorosamente a favore dei bambini e delle donne vittime di violenza: non tutti gli abusi sono inventati». Ogni aggiornamento successivo alla scorsa settimana ha avuto peso nullo rispetto al clamore di alcuni titoli precedentemente visti sulle prime pagine dei giornali e fatica a emergere nell’oceano disarmante di notizie false. Riviste online e testate nazionali ideologicamente vicine al governo hanno completamente trasformato le poche certezze in merito agli avvenimenti di Bibbiano e hanno inserito forzatamente nella storia tutto ciò che potesse indignare i sostenitori dei partiti di maggioranza, come la inesistente teoria gender e, ovviamente, il coinvolgimento del Partito Democratico nella faccenda. Piccole sfumature dell’indagine sono state stravolte, come l’orientamento sessuale di una delle coppie affidatarie, divenuto pretesto per attaccare l’esistenza delle famiglie arcobaleno. Mario Giordano è tra gli individui che più ha fatto rumore e attirato l’attenzione sulla questione: durante la trasmissione Fuori dal Coro si è esibito in un monologo che è diventato presto virale.

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Mario Giordano nella puntata di Fuori dal Coro l’11 Luglio 2019.

Giordano ha parlato con euforia e direttamente alla telecamera, per poi gridare al pubblico e accovacciarsi disperato. Una scena tendente all’assurdo, che cavalca la rabbia e il coinvolgimento emotivo del paese. L’attenzione che telegiornali e testate stampa hanno rivolto a Bibbiano è stata recepita come inesistente, al punto che è nato un movimento nazionale, quello di PARLATECI DI BIBBIANO, frase ripetuta e scritta sui muri di numerose cittadine italiane per incitare la politica e i media ad accennare e approfondire cosa sia successo nella cittadina emiliana. Le lettere “P” e “D” sono spesso evidenziate e colorate con il rosso e il verde: i colori del Partito Democratico, a evidenziare il coinvolgimento che il suddetto partito avrebbe con l’abuso dei minori. Un collegamento forzato da siti poco attendibili e rilanciato anche da membri dell’esecutivo, primi tra tutti i ministri Di Maio e Salvini. Il primo ha negato qualunque interesse in un’alleanza con il “partito di Bibbiano”, citando il già sfatato elettroshock, mentre il ministro degli Interni ha condiviso video e testimonianze sui suoi canali social dicendosi schifato di «…una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini». Il PD afferma di aver già esposto denuncia per diffamazione a Di Maio, ma le accuse rivolte al partito d’opposizione non si limitano a quelle dei due vice-primi ministri. In tutto il paese la questione Bibbiano ha scatenato un’accusa di collaborazionismo al Partito Democratico, stravolgendo ciò per cui è effettivamente indagato il sindaco Carletti, come se avesse davvero avuto a che fare in prima persona con il maltrattamento dei minori coinvolti. Ciò per cui è indagato il primo cittadino è, come già accennato, abuso d’ufficio e falso, entrambi inerenti all’assegnazione del centro La Cura (dove sono avvenuti le sedute) all’onlus sotto indagine, Hansel e Gretel. Eppure i partiti antagonisti del PD continuano la diffusione di notizie false o addirittura inventate; seppure non ci è dato sapere se sia una contromisura pianificata allo scandalo dei finanziamenti russi diretti ai fondi della Lega, di certo ha distolto l’attenzione del grande pubblico sul caso della registrazione di Sebino in Russia e soprattutto sui tentennamenti di Salvini a riguardo.

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Salvini a Bibbiano. Il ministro ha annunciato una commissione d’inchiesta inerente agli avvenimenti nella cittadina.

La verità non basta

La magistratura ha il compito di indagare e chiarire ogni dettaglio dell’inchiesta Angeli e Demoni, e così farà. Anche se un verdetto definito è ben lontano, tenendo anche da conto eventuali ricorsi che ricordiamo essere un diritto in Italia, sembra che il paese abbia già trovato la sua verità. A una sola settimana dalla trasformazione di Bibbiano in un teatro di raccapriccianti strumentalizzazioni, gli italiani hanno già dimenticato ogni simile caso giudiziario del passato, ogni accusa rivolta erroneamente e ogni persona punita senza che abbia commesso alcunché. La sofferenza di bambini, che non possiamo dubitare esserci stata, qualsiasi sia l’esito delle indagini, è stata brutalmente riciclata per fare battaglia al proprio avversario e fare indignare ulteriormente l’opinione pubblica, a vuoto.

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