Un gruppo Facebook “sventa” un attentato di 4chan?

attentato 4chan
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Un pericoloso attentato alla rete ferroviaria italiana potrebbe essere stato sventato dai membri di un gruppo Facebook. Sembra una storia dai contorni surreali, ma non lo è affatto: qualche giorno fa, come riportato anche da alcuni media, un post anonimo sulla popolare board di immagini 4chan annunciava un attacco terroristico imminente su un non precisato treno italiano, invitando tutti i lettori a non viaggiare su rotaie nei giorni immediatamente successivi al post. A questa dichiarazione di intenti ne sono seguite altre, dai toni sempre più confusi e minacciosi. Non essendo 4chan nuova a episodi di questo genere, cui poi sono seguiti veri e propri attacchi attuati da individui radicalizzatisi grazie a internet, nel sottobosco del web italiano si è creato un discreto allarmismo tanto che, dopo una segnalazione pubblicata dal portale online Dr. Commodore, un gruppo Facebook, L’Ordine dell’Avena Oscura, si è attivato in massa per contattare le autorità e sventare la minaccia, ben consapevole del fatto che su internet non sempre dietro alle provocazioni e allo scherno si nascondono persone sane di mente. Per cercare di capire meglio cosa è accaduto abbiamo deciso di intervistare Luca Tornabene, web content creator fondatore del suddetto gruppo Facebook.

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Il post che ha generato il tutto, pubblicato il 25 agosto 2019.


Chi è Luca Tornabene?

«Ciao! Mi occupo prevalentemente di marketing digitale e scrivo corsi sempre in tale ambito. Essendo cresciuto con il web sono sempre alle prese con meme e community online: faccio sì meme, ma non è la prima cosa che mi piace dire di me (però forse è la seconda o terza)».

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La foto di copertina del gruppo L’Ordine dell’Avena Oscura.

Come nasce l’idea di creare un gruppo Facebook? Cos’è “L’Ordine dell’Avena Oscura”?

«In genere si crea un gruppo per scambiarsi meme e opinioni con gente con cui si condivide la stessa passione. Nel nostro caso è diventata con il tempo una grossa famiglia disfunzionale, con il sottoscritto nelle vesti di titolare e padre part-time. C’è sempre qualche fratellino che litiga o qualcuno che se l’è fatta nei pantaloni, ma ci vogliamo tutti bene! Ho creato L’Ordine dell’Avena Oscura con l’intenzione di avere una community in cui riunire tutti i followers delle mie pagine di meme e progetti in un unico posto, un crowdsourcing di contenuti divertenti con persone che hanno una buona conoscenza della cultura digitale e del mondo di internet. Il nome nasce da un video di youtube di JoeCapo che ho tradotto sul mio canale, in cui due maiali litigano per avere dell’avena: il fratello minore si prende gioco dell’altro mandandolo alla ricerca dell’avena presso “l’ordine dell’avena oscura”, una avventura ovviamente infruttuosa. Il meme in sé fa riferimento a sua volta a molti altri meme e già di per sé dà un’idea di cosa aspettarsi da questo gruppo Facebook…»

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Il secondo post anonimo.

Parliamo dei fatti: cosa è successo?
«È tutto iniziato su 4chan, dove un anonimo ha aperto un thread scrivendo una minaccia molto specifica in cui annunciava di voler fare un attentato su un treno. Ha dichiarato che sarebbe stato “il primo attentato di questo genere in Italia”, ricordando da molto vicino un annuncio simile fatto da quello che poi si sarebbe rivelato come l’attentatore della strage di Christchurch. Questa notizia ha fatto rapidamente il giro del web, arrivando fino all’Ordine dell’Avena Oscura: in molti hanno commentato con un certo grado di preoccupazione, altri l’hanno presa come uno scherzo senza darci troppo peso. Il giorno dopo sono apparsi due nuovi post su 4chan: uno si prendeva gioco dell’eco mediatica e riconfermava quanto sarebbe successo, l’altro dava una data precisa e asseriva nuovamente quanto già annunciato. C’è stato però un quarto post che ha fatto trasalire il nostro gruppo: quel post menzionava proprio L’Ordine dell’Avena Oscura e dava a intendere che l’attentatore lo avrebbe fatto in nostro onore! L’OP [l’autore materiale del post in gergo internettiano, N.d.R.] aveva anche allegato un’immagine con un coltello, una pistola e un disegno con una bandiera fittizia e un maiale. Ovviamente, nel gruppo si è scatenato il caos».

Attentato 4chan

Il terzo post (ironico?) su 4chan.

Quindi è riconducibile a “voi” solo il quarto dei messaggi anonimi? Ritieni che gli altri due fossero reali?
«Ed è qui che è molto complicato arrivare al bandolo della matassa. 4chan è una imageboard anonima, è stato complicatissimo capirci qualcosa e la confusione è stata tanta. Ma pur non avendo elementi, ci siamo sentiti chiamati in causa: andava fatto qualcosa per sventare questo potenziale fatto disastroso, i segnali allarmanti erano ormai troppi e non agire poteva potenzialmente significare delle perdite di vite umane. C’è ancora molta ignoranza su 4chan e pochi lo conoscono fuori da internet: tuttavia noi che non solo lo conosciamo, ma siamo stati anche tirati in causa, avevamo l’opportunità di far almeno sapere alle forze dell’ordine cosa stesse accadendo. Diversi utenti del gruppo hanno intrattenuto una corrispondenza diretta con la Polizia Postale e fatto da tramite per dare un quadro completo e informato di cosa potesse eventualmente succedere. Apparentemente, un ragazzo è stato arrestato e almeno uno dei messaggi si è dimostrato essere falso, nello specifico quello che designava il 30 settembre come data. Addirittura quello stesso utente è apparso brevemente sull’Avena con un post in cui diceva che si era solamente unito allo “scherzo”, per poi venire contattato il giorno dopo dalla Polizia Postale con un avviso di garanzia. Il post è sparito poco dopo e l’utente non è più presente su Facebook, una storia davvero particolare… Evidentemente non tutti avevano capito la gravità della situazione. Sospetto (e spero) inoltre che quello che coinvolgeva l’Avena con la bandiera disegnata fosse soltanto una provocazione ironica. È molto difficile stabilirlo, in fondo».

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Il quarto post, rivelatosi poi uno scherzo.

Potreste quindi aver sventato un attentato! Come ti senti a riguardo?
«Mi sento prima di tutto sollevato. Internet può essere una moltitudine di cose, molte di queste purtroppo negative, ma fra queste c’è anche l’aspetto della responsabilità. Sapere che ci siano state le dovute segnalazioni per cercare di sventare un fatto potenzialmente disastroso è stato rassicurante, oltre che una testimonianza di come su internet non si stia solo per condividere meme fritti [cioè con immagini distorte attraverso filtri grafici, N.d.R.] con le mani sporche di briciole di patatine. Personalmente mi ha fatto riflettere e star male pensare che delle persone si siano fattualmente sentite in pericolo di morte perché dovevano prendere la specifica tratta di treno preannunciata nei post. Nell’era del terrore e dell’interconnessione costante, il post di Anon [gergo internettiano per identificare l’autore di un post sulle image board anonime, N.d.R.] non è stato solo un gioco, ma un segnale di pericolo che ha fatto sentire minacciate molte persone. Addirittura un mio amico doveva proprio essere in viaggio coi genitori quel giorno e lungo quella stessa tratta! Come utenti assidui di internet abbiamo il dovere di non prendere tutto come un gioco: bisogna sapere porsi dei limiti».

attentato 4chan

Il post dell’indagato sull’Avena e la copia della relativa comunicazione. L’utente incriminato è ora stato disattivato.

In ultima analisi, cosa pensi del fenomeno crescente di radicalizzati online? Internet in generale (e i meme in particolare) possono nascondere dei fenomeni di radicalizzazione violenta?
«Il circolo vizioso della radicalizzazione online è un fallimento di tutti, partendo dagli algoritmi che favoriscono esplicitamente tra i contenuti social una bolla estremamente filtrata e personalizzata, che consiglia solo ed esclusivamente quello che si sa già che ci piace. Non si parla soltanto dei video dei gatti che adoriamo, ma anche di discorsi di incitazione all’odio che vanno in tutte le direzioni. Nel mondo virtuale tutte le proprie ideologie vengono coccolate e prestate a un’inesorabile estremizzazione: al network non importa che tu stia seguendo un contenuto disinformativo o violento, vuole soltanto che continui a guardare. Non si parla solo di contenuti consigliati, ma anche di pubblicità e di articoli che ci vengono mostrati proprio perché si sa già da che parte stiamo! Questo fomenta l’odio e l’isolamento: comunità anonime come /pol/ (politically incorrect) su 4chan sono già ormai perdute nelle periferie di internet, il sottile confine tra l’ironia e la serietà smette di esistere e quando si intuisce che qualcuno non sta più scherzando allora è già troppo tardi. Il meme è un veicolo per esprimere delle idee, e la loro diffusione capillare e inesorabile testimonia la versatilità del mezzo, che si può prestare a qualsiasi uso. La mia risposta è che quindi la radicalizzazione si può nascondere ovunque, anche nei meme».

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Francesco Stati

Nato ad Avezzano nel cuore della Marsica, capistrellano di origini, vivo da sempre a Roma; al momento occupo in solitaria una modesta casetta, parte della quale subaffittata ai miei due gatti a una cifra onesta. Laureato in Relazioni Internazionali alla LUISS (con Lode), lavoro anche come giornalista praticante per la testata Eventi Culturali Magazine. Seguo ossessivamente il calcio (ma sfortunatamente tifo Roma), sono un ascoltatore compulsivo di musica di ogni genere e - come la mia laurea potrebbe suggerire - malato cronico di politica nazionale ma anche estera, delle quali spesso mi diletto a scrivere. Dopo aver passato diverso tempo in svariate redazioni, fra le quali IMDI.it e oltremedianews.it, ho deciso di fondare una testata tutta mia dove poter dare libero sfogo al mio desiderio di fare informazione e cultura, ritornando a un giornalismo "lento", ma preciso e interessante: sto parlando proprio di theWise, che spero abbiate lo stesso piacere che ho io nel leggere. Oltre a essere fondatore della testata e presidente della relativa associazione mi occupo di politica interna, interviste e approfondimenti socio-culturali di varia natura, ma ogni tanto (piuttosto di rado in realtà) lavoro per davvero.