Viaggiare spendendo poco, uscire con gente del posto e alloggiare a casa loro. È possibile grazie alla piattaforma Couchsurfing, che mette in contatto i viaggiatori di tutto il mondo. La filosofia che ne sta alla base è il “do ut des”: è possibile fare richiesta per essere ospitati da qualcuno nella città che si andrà a visitare, con la speranza che poi si farà lo stesso con qualche altro utente. Il numero di utilizzatori è arrivato a 15 milioni e si sono formate vere e proprie comunità di Couchsurfers in molte città.
La piattaforma viene lanciata a San Francisco nel 2004 da Casey Fenton. L’idea nasce da un esperimento: il programmatore statunitense, che era anche un professore universitario, era in Islanda per lavoro e ha provato a mandare un’email a tutti gli studenti del posto chiedendo ospitalità. Il risultato è stato che in molti erano disposti ad accoglierlo in casa propria.
Così la scoperta che in giro per il mondo ci sono persone disposte a ospitare sconosciuti ha dato vita a Couchsurfing. Trasformando la concezione di “sconosciuti” in “amici che non si è ancora incontrato”.
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