Dove la terra trema: il film di Westmoreland con Alicia Vikander

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Dove la terra trema (titolo originale Earthquake Bird) è un film del 2019 diretto da Wash Westmoreland e tratto dall’omonimo romanzo di Susanna Jones, pubblicato in Italia nel 2001. La pellicola, prodotta da Ridley Scott e Kenji Isomura e distribuita internazionalmente da Netflix dal 15 novembre, narra le vicende di una giovane donna americana residente in Giappone che viene accusata dell’omicidio di una sua amica, Lily Bridges, scomparsa misteriosamente nel nulla.

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Lucy Fly (Alicia Vikander) vive a Tokyo da cinque anni, dove lavora come traduttrice. Tra le strade affollate della metropoli giapponese incontra Teiji Matsuda (Naoki Kobayashi), un uomo affascinante che le scatta alcune fotografie senza permesso, riuscendo ad attirare la sua attenzione. La relazione tra i due inizia in un modo strano: Teiji fa di Lucy il suo soggetto fotografico preferito, ma non la tocca né la bacia, neanche quando lei si denuda davanti a lui. Dopo la morte accidentale di una conoscente di Lucy, i due danno finalmente una svolta alla loro relazione, consumando il primo rapporto sessuale. Poco tempo dopo la conoscenza di Teiji, nella vita di Lucy entra un’altra persona: è Lily Bridges (Riley Keough), una ragazza occidentale trasferitasi da poco in Giappone, che ha bisogno di ambientarsi e di imparare bene la lingua. L’entrata in scena di Lily mette in crisi la protagonista, che vede nella nuova amica una ragazza spensierata così diversa dalla seria Lucy, una rivale che potrebbe portarle via l’amato Teiji, sebbene lei stessa forse provi un’attrazione fisica per Lily. Quella che inizialmente sembrerebbe solo una paranoia si trasforma in una realtà quando Lucy coglie Teiji nell’atto di scattare segretamente delle fotografie a Lily, che poco tempo dopo scompare. La polizia, che ormai classifica la scomparsa di Lily Bridges come omicidio, interroga serratamente Lucy Fly, il cui passato difficile e la cui gelosia soverchiante per il fidanzato Teiji sembrerebbero darle un movente fortissimo per fare fuori la povera Lily.

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Alicia Vikander – attrice svedese vincitrice dell’Oscar come migliore attrice non protagonista in The Danish Girl e nuova Lara Croft nel recente Tomb Raider (2018) – non rende una prova artistica convincente: la freddezza e la serietà richiesta al suo personaggio la trasformano erroneamente in una protagonista monoespressiva, incapace di mostrare la gamma delle emozioni umane di fronte ai vari rivolgimenti narrativi, inquietante. Forte di una ambientazione inconsueta, il Giappone, il film di Westmoreland non riesce a farla sua in modo efficace: i personaggi sembrano cuciti sul contesto, non amalgamati ad esso, e ciò accade perché la ricreazione del Giappone all’interno di una narrazione filmica non può basarsi solo sull’esibizione di vestiti tradizionali e ristoranti tipici. Sebbene in Dove la terra trema la gelosia covata dalla protagonista sia il filo conduttore della narrazione, essa non si accompagna a una sufficiente dimostrazione di romanticismo e sessualità della coppia Lucy-Teiji. I due fidanzati regalano allo spettatore un’unica scena romantica e di sesso, breve, inserita quasi solo per giustificare i comportamenti successivi di Lucy, dopo la quale i due personaggi non hanno più momenti di tenerezza memorabili. Simili scelte autoriali rendono la passione che muove la protagonista Lucy inconsistente, invisibile, e contraddicono la produzione cinematografica precedente dello stesso genere.

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L’amore di Lucy per Teiji non è perfetto, scricchiola alla comparsa di Lily Bridges, la bionda americana che si conquista immediatamente le attenzioni ambigue della protagonista – la scena in cui Lily canta al karaoke e Lucy la guarda dal tavolo – e che inserisce un sottotesto di omosessualità alla rappresentazione che non emerge mai in maniera dirompente. Il tema dell’omosessualità ritorna in almeno altre due scene: una fantasia mentale di Lucy in cui lei bacia contemporaneamente Teiji e Lily e l’ambiguo bacio sulla guancia che Lily dà a Lucy dopo lo spavento provocato da un terremoto notturno e che la ragazza dice di aver dimenticato (mentendo?) la mattina successiva, con grande sorpresa di Lucy. Pur se soltanto suggerita, l’attrazione sessuale tra i due personaggi femminili inizia a definire il triangolo amoroso che più tardi farà precipitare gli eventi che, altro difetto del film, non vengono mai inscenati davanti alla macchina da presa. Dove la terra trema, infatti, è un continuo gioco di “non visti”: non vediamo il tradimento che Teiji consuma con Lily (questo diventa chiaro solo quando Lucy vede che l’uomo sta scattando delle foto a Lily in sua assenza), non vediamo il passato doloroso di Lucy (i flashback che lo mostrano escludono i momenti salienti), non assistiamo alla morte di Lily (è rivelata solo dal ritrovamento di un oggetto particolare). Il film di Westmoreland fa lavorare molto la mente dello spettatore, facendole riempire gli spazi vuoti, e sceglie una cifra stilistica in contrasto con il lavoro di Teiji, divertendosi ad alternare luce e buio.

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Il titolo del film, Dove la terra trema, è ricco di significati: la terra che trema – concretamente il Giappone, notoriamente una nazione a elevato rischio sismico – è metaforicamente quella sotto i piedi di Lucy, circondata dalla morte fin dalla sua infanzia segnata da un evento traumatico, una morte che l’ha seguita nell’adolescenza e nell’età adulta, coinvolgendo quasi sempre personaggi di sesso maschile, quasi a evidenziare un rapporto complicato con l’uomo. Nel film, la terra che trema è anche un avvertimento: durante i terremoti Lucy si trova prima con Teiji, poi con Lily, come se la rappresentazione volesse suggerire la pericolosità delle relazioni umane. Il titolo originale del film, Earthquake Bird (l’uccello del terremoto), potrebbe suggerire un’ulteriore interpretazione: Lucy Fly, come l’uccello che canta dopo un terremoto, subisce indifferentemente la morte delle persone che la circondano. Dove la terra trema è un’occasione sprecata, un ventaglio di possibilità che non vengono sviluppate (amore, sesso, omosessualità, follia), a causa delle sue continue rinunce e dei suoi nascondimenti, un film che non ha pietà neanche per la sua protagonista ridotta a un essere sfortunato e privo di emozioni.

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Grazia Caputo

Vivo in provincia di Caserta, ho 26 anni e sono laureata in Giornalismo e Comunicazione alla Sapienza di Roma. Sogno di fare la giornalista da quando ho dieci anni e sto avviando la mia carriera come giornalista praticante per radio e online. Consumo film e libri continuamente, quindi ad un certo punto ho iniziato a scriverne e dopo un po' sono arrivata a The Wise Magazine.

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