Reggina, scalando la piramide del calcio

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La Reggina. Per Reggio Calabria, un modo di legarsi insieme sotto i colori amaranto e andare all’assalto del calcio che conta, inseguendo i fasti del primo decennio del 2000. Per il resto d’Italia, è la squadra dove ha giocato Kallon, attaccante con il numero 2, la stessa che ha messo in campo le giocate di Nakamura, ed è sempre la stessa squadra salvata nell’anno della penalizzazione del -15 dai 18 gol di Rolando Bianchi, prima che volasse verso Manchester sponda City. E ora, forte dell’ultima vittoria della scorsa giornata contro la Virtus Francavilla, la Reggina dall’alto dei 46 punti totalizzati è l’unica squadra di calcio della piramide professionistica italiana a essere imbattuta, in virtù della sconfitta della Juventus della giornata passata. La società calabrese dopo anni peregrinosi sembra aver trovato la via per poter tornare nelle massime serie del campionato italiano. E il suo andamento stagionale (finora 14 vittorie e 4 pareggi) non può che confermare la volontà di tornare in cima alla piramide.

Reggio Calabria, terra di saliscendi e imprese memorabili

Il calcio a Reggio Calabria nasce nel 1914 con la fondazione dell’Unione Sportiva Reggio Calabria, ma per vedere la compagine calabrese arrivare almeno in serie B dobbiamo andare a sfogliare gli almanacchi sportivi del 1966, dove da neopromossa conquistò un 4° posto nella prima stagione in seconda serie. Ma la cima della piramide calcistica italiana arrivò trent’anni dopo, con la storica promozione in Serie A del 1999, che portò la società amaranto e la Calabria stabilmente nella massima serie per un decennio, fino alla retrocessione del 2009.

Il decennio passato in Serie A fu ricco di salvezze conquistate con le unghie e con i denti per mantenere la categoria. Tutto cominciò al fu Stadio Delle Alpi di Torino, contro la Juventus. La partita d’esordio in Serie A finì 1-1, e gli amaranto portarono in Calabria un punto d’oro che, sommati agli altri trentanove, regalò la salvezza alla penultima giornata, grazie al pareggio contro il Verona. I reggini, guidati da Franco Colomba, poterono contare sui gol di Mohammed Kallon, l’attaccante con il numero 2, assieme a una giovane coppia di centrocampo che avrebbe fatto strada: Roberto Baronio e Andrea Pirlo. In riva allo stretto tra la Calabria e la Sicilia non mancarono pezzi pregiati; nel 2003 agli ordini di Luigi De Canio i reggini ottennero la salvezza nello spareggio contro l’Atalanta grazie alle reti di due protagonisti del calcio di provincia per eccellenza, Francesco Cozza e Emiliano Bonazzoli. Nel 2005, con Walter Mazzarri in panchina, arrivò un decimo posto (il miglior piazzamento di sempre in Serie A) e il Derby dello Stretto contro il Messina. Sfortunatamente per gli amaranto la squadra siciliana vinse entrambi gli scontri. La Reggina si rifece l’anno successivo, con un deciso 3-0 al Granillo con le reti di Cozza, Amoruso e Bianchi, conquistando la salvezza con tre giornate d’anticipo dal termine del campionato.

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Kallon con la maglia dell’Inter, ma a Reggio Calabria se lo ricordano ancora con il numero 2.

Lo scandalo Calciopoli del 2006 ebbe ripercussioni pure sulla società calabrese, a causa delle responsabilità dirette del suo presidente, Lillo Foti. La giustizia sportiva condannò i reggini a scontare quindici punti di penalizzazione nel campionato 2006-07, poi ridotti a 11. Nonostante questo pesante fardello dovuto agli illeciti sportivi causati dal presidente nelle stagioni precedenti, la Reggina riuscì a salvarsi all’ultima giornata grazie alla vittoria casalinga per 2-0 sul Milan fresco campione d’Europa, concludendo la stagione a 40 punti. La stagione 2006-07 è ritenuta paradossalmente la migliore stagione in Serie A, per merito delle 12 vittorie, 15 pareggi e 11 sconfitte, che senza penalizzazione avrebbero portato la squadra amaranto a 51 punti totali in classifica. Merito anche della coppia d’attacco più prolifica del campionato, composta da Nicola Amoruso e Rolando Bianchi, che segnarono rispettivamente la bellezza di 17 e 18 reti ciascuno. L’avventura decennale in serie A sarebbe finita due anni dopo, chiudendo il campionato 2008-09 penultima in classifica, scendendo così in cadetteria.

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La Reggina della stagione 2006-07.

E dopo quattro stagioni in Serie B arrivò un’altra retrocessione, in Lega Pro, dove la Reggina al termine della stagione 2014-15 nella terza serie rinunciò all’iscrizione della Lega Pro 2015-16 per difficoltà finanziarie paventate dal presidente Lillo Foti. A ciò si sono susseguiti battaglie in tribunale che alla fine hanno decretato la fine della società amaranto fondata nel 1914. Ma non la fine del calcio a Reggio Calabria, proseguito con una società fondata da una cordata d’imprenditori locali che nel 2016 diedero vita all’Associazione Dilettantistica Reggio Calabria, erede di fatto della tradizione calcistica locale, tanto da ottenere il titolo sportivo storico (non senza difficoltà assortite) della società di Lillo Foti a luglio 2019. Iniziando così la stagione 2019-20 con le migliori intenzioni, quelle di tornare nella parte alta della piramide del calcio.

La Reggina è ripartita da German, Reginaldo e dai gol di Simone

Fine partita al Granillo. Foto: onlinemagazine.com

Ed è partita benissimo, con Mimmo Toscano in panchina e una rosa in cui brillano nomi che hanno calcato i campi della Serie A e che a Reggio Calabria hanno trovato un’ambiente stimolante dove rendere al meglio: gli acquisti nel mercato estivo di German Denis, Reginaldo e Hachim Mastour, uniti ai gol di Simone Corazza e di una rosa ben assemblata non hanno dato scampo alle altre contendenti alla promozione in Serie B, visto il vuoto tra la Reggina saldamente in testa con 46 punti e il Monopoli secondo a 37 punti. Ma la squadra amaranto ha tutte le intenzioni del mondo di voler chiudere la pratica promozione in breve tempo, vista anche la dichiarazione del tecnico Mimmo Toscano, «non saremo simpatici da ora in avanti», affermazione nata dall’alto delle sue passate promozioni in Serie B con Ternana e Novara. Promozioni arrivate parlando poco in conferenza stampa, facendo parlare i fatti, così come sta succedendo con la sua Reggina. La Reggina del patron Luca Gallo, che pensa decisamente in grande, dopo la riapertura del centro sportivo di Sant’Agata, l’inaugurazione della nuova sede societaria in centro a Reggio Calabria e il lancio di una web TV. Pianificando al contempo il mercato di gennaio e quello estivo del 2020 per il salto di categoria.

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Il calore del Granillo si fa sentire.

Organico già forte sentendo le parole di German Denis, l’attaccante argentino tornato in Italia proprio a Reggio Calabria dopo l’esperienza peruviana all’Universitario. In riva allo stretto si è subito messo in mostra ed è già risultato decisivo più volte, in ultimo nel successo ottenuto domenica 8 dicembre contro la Viterbese Castrense, arrivato con una rete su rigore segnata dal Tanque all’86°. L’attaccante argentino è in ottima compagnia, quella di Reginaldo, che dopo le due esperienze a Parma e Firenze e un giro del mondo tra Giappone e Brasile, si è affermato come professionista della C, giocando la stagione passata nel Monza. Al momento, con tre reti segnate, sta contribuendo alla causa amaranto, portata avanti a suon di gol da Simone Corazza, 13 reti per l’attaccante classe 1991. Reti che potrebbero portare al record assoluto di punti nella storia della categoria, stabilito dagli 85 punti del Foggia 2016-17. La proiezione sorride alla società amaranto che viaggia a una media superiore, 2,5 punti a partita, che se mantenuta, porterebbe i reggini ai 90 punti. Se son rose fioriranno, e c’è da aspettarsi che la società e i giocatori vogliano continuare a regalare soddisfazioni a tutta la città di Reggio Calabria, provando a portarla di nuovo in Serie B, che riporterebbe alla città una dimensione più adeguata per la storia sportiva scritta in riva allo stretto.

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Riccardo Angori

Sono nato una notte del dicembre del 1988 in quel di Pietrasanta, Lucca, ma il vivere e frequentare da 28 anni la provincia di Pisa ha consolidato le mie radici nella città della Torre Pendente, dove ho conseguito il diploma in Scienze Sociali nel 2007. Dopo qualche corso formativo e alcune esperienze professionali attualmente mi occupo di logistica presso un corriere nazionale, coltivando nel mentre la passione mai doma per il giornalismo e per raccontare storie più o meno interessanti, sperando di farne professione. Il cammin della mia vita mi ha portato a coltivare diversi interessi come il teatro, con il quale ci sono letteralmente cresciuto e che mi ha aiutato a diventare quello che sono oggi, assieme ad altre passioni, come quella per Star Wars e le fiere del fumetto, per dire, che mi hanno formato e regalato meravigliose esperienze di vita. Dopo un periodo di incertezze sul cosa fare da grande ho deciso di unirmi allo staff di IMDI nel 2016, per poi passare alla redazione di theWise nel 2017, scrivendo articoli principalmente di sport e sul mondo del fumetto, cercando di fare un’informazione seria, di approfondimento, ricercata, basata sui fatti e scritta in modo interessante che possa dare qualcosa in più rispetto all’articoletto click bait tipico di molti altri siti. Certamente, non di theWise.