Roma, “Odi et amo” con le sue bandiere

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Il calciomercato invernale, come spesso accade, ci regala dei veri e propri shock. Emozioni che possono essere associate alla gioia di vedere un calciatore, che tanto sognavi, nel vestire la maglia della squadra del cuore. Questo può essere l’esempio di Zlatan Ibrahimovic che torna al Milan, così come lo stesso sentimento può essere associato ai tifosi dell’Inter che hanno finalmente concluso la trattativa Christian Eriksen. Spesso però queste emozioni miste alla curiosità di vedere un nuovo giocatore nella tua squadra, lasciano spazio a un senso di malinconia e rammarico. Specie per giocatori che magari sono arrivati tra le tantissime aspettative e non sono riusciti a esprimere quello che ci si aspettava da loro, oppure perché sono dei calciatori a cui ti eri legato, in un certo modo. Questa sensazione di tristezza sicuramente può essere associata – in questo momento – ai tifosi della Roma, che per la terza volta in pochi anni dicono addio al loro giocatore più rappresentativo. Alessandro Florenzi, difatti non è più il capitano della Roma. Nell’ultima partita giocata dai giallorossi, a indossare la banda al braccio è stato Edin Dzeko, prendendo il posto di Florenzi in quelle che sono le gerarchie all’interno della squadra di Paulo Fonseca. Già negli ultimi sembrava essersi rotto qualcosa tra Florenzi e l’allenatore portoghese: sebbene l’esterno italiano fosse uno tra i calciatori più usati nel ruolo di terzino destro, la concorrenza è sempre stata piuttosto folta. Spesso, infatti, Fonseca preferisce dare spazio a giocatori come Spinazzola, Santon e Bruno Peres. Se non fosse saltata l’asse Roma-Inter con gli scambi di Leonardo Spinazzola e Matteo Politano, forse saremmo qui a parlare di una cessione di Florenzi? Non ci è dato saperlo. Per quanto l’addio di Florenzi somiglia più a un arrivederci – dato che il calciatore lascia la Roma con la formula del prestito secco – sembra che lo scenario che vuole il “bello de Nonna” lontano da Trigoria, possa ripetersi ancora, anche durante la sessione estiva.

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Da quando Francesco Totti si è ritirato, la fascia del capitano giallorosso è stata indossata da Daniele De Rossi e successivamente da Alessandro Florenzi. Per quanto il numero dieci fosse comunque già avanti con gli anni, il trio sembra avere diverse cose in comune tra loro, oltre alla maglia che vestivano. Spesso questi capitani hanno avuto i loro screzi con i rispettivi allenatori o comunque rappresentanti della società. Non è un mistero ci fossero cattive acque tra Francesco Totti e Luciano Spalletti. Come raccontato dallo storico numero dieci, nella sua biografia Un Capitano, racconta come il rapporto tra Totti e Spalletti fosse molto litigioso, arrivando anche a duri confronti. Nel caso di De Rossi, fu la dirigenza a scaricare virtualmente il giocatore, sebbene De Rossi fosse assolutamente intenzionato a restare. A rendere il tutto ancora “meno piacevole” è stato un audio WhatsApp trapelato da De Rossi, che ha svelato un retroscena riguardante un “contratto a gettone”. Come spiegato dall’ex-capitano romanista, un contratto proposto quasi per scherzo, che prevedeva centomila euro a partita, senza pretese, pur di restare alla Roma. Proposta che ai dirigenti della Roma andava bene in realtà, ma De Rossi – come dimostra nel suo audio – si sentì abbastanza preso in giro. Oltre a questo, un elemento che accomuna gli ultimi due capitani della Roma sono le critiche riguardo i rinnovi contrattuali. De Rossi prendeva dieci milioni di euro lordi l’anno, e la cosa piaceva poco al tifo romanista, specie perché Capitan Futuro – come l’avevano soprannominato – aveva la volontà di percorrere la stessa strada di Totti, diventare una leggenda giallorossa. La volontà di rimanere impresso nella storia di chi vive la Roma e dall’altra il proprio interesse di avere un contratto adeguato per le potenzialità: che parlando di De Rossi, erano più che giustificate. Passando a Florenzi, invece, la situazione è abbastanza simile. Ragazzo cresciuto nella Roma, che torna a Roma e diventa un simbolo, proprio come Totti e De Rossi. È proprio quell’aria di ragazzo romano e romanista, che conquista i tifosi. Diventa l’idolo di tanti per la sua semplicità, nella sua spontaneità nell’andare ad abbracciare la nonna Aurora, seduta negli spalti durante Roma – Cagliari della stagione 2015. Era considerato il designato a portare la fascia di capitano, una volta ritirati Totti e De Rossi.

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Stagione 2014/15. Francesco Totti, Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi in campo assieme. Le tre bandiere della Roma. Foto: wikicommons.

Stagione 2014/15. Francesco Totti, Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi in campo assieme. Le tre bandiere della Roma. Foto: wikicommons.

Però, come già raccontato in precedenza, la volontà di voler rinnovare il contratto, con adeguamento dell’ingaggio, si è rivelato essere una dinamica poco contemplata dai tifosi più caldi della Roma. Proprio come con De Rossi, l’estensione del contratto in essere tra Florenzi e la Roma è stata vista come una sorta di tradimento, quasi come se prima venissero i soldi e poi la maglia. Pertanto, Florenzi è passato dall’essere “Bello de nonna”, amato da tutti e considerato il prossimo capitano, all’essere un Giuda, un traditore. Ad aggravare la posizione di Florenzi, c’è stata anche la mai sbocciata intesa con il tecnico Paulo Fonseca: spesso l’allenatore preferisce Spinazzola o Santon, al posto di quello che era il capitano giallorosso. Probabilmente, per il calcio giocato da Paulo Fonseca, Florenzi è un giocatore capace sì di aiutare in fase offensiva, ma lacunoso per quanto riguarda il difendere. Pertanto, è stato utilizzato, ma non da titolare inamovibile come era nelle stagioni precedenti sotto allenatori come Luciano Spalletti ed Eusebio Di Francesco. Il ritorno di Bruno Peres, giocatore che anche lui era in prestito, è stato forse la “mazzata” finale. Anche il terzino brasiliano ha scalato le gerarchie, scavalcando proprio Florenzi. Sulla fascia destra, a quel punto i giocatori sarebbero stati quattro: Santon, Peres, Spinazzola e Florenzi. Il terzo, da quando è saltato lo scambio con Matteo Politano, il terzino umbro ha ricoperto ruoli sia sulla fascia sinista che su quella destra. Anche in questo caso, Florenzi rimaneva comunque dietro Santon e Peres, nelle preferenze di Paulo Fonseca. Sommando tutte le cose si arriva al trasferimento in prestito verso la Spagna. Sia per Florenzi che per De Rossi, la loro carriera è continuata altrove. Per Capitan Futuro, il destino ha riservato una mezza stagione passata al Boca Juniors, per poi ritirarsi dal calcio giocato. Per Florenzi, invece l’esperienza spagnola sarà di circa sei mesi. Un periodo critico per cui il giocatore deve ritrovare una continuità che in giallorosso aveva perso, in vista dell’Europeo 2020. Saluta così momentaneamente la Roma, squadra a cui Alessandro è molto legato. Per quanto sia abbastanza difficile che Florenzi possa ottenere nuovamente la fiducia di cui godeva da parte della società, Bruno Peres ha dimostrato che pur essendo stati accantonati, si può imparare e tornare più forti di prima. Nel frattempo, a Valencia, sono entusiasti di aver annunciato un calciatore nel giro della Nazionale, raggiungendo un altro Azzurro, Cristiano Piccini.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.