In memoria di Luis Sepúlveda: la fine della storia

In memoria di Luis Sepúlveda:  la fine della storia
0 Condivisioni

Un anno fa, il 16 aprile 2020, lo scrittore cileno Luis Sepúlveda ha lasciato la vita lottando contro la malattia. Aveva contratto il Covid-19 e in poco tempo è venuto a mancare. Questo breve articolo vuole riportare alla memoria la sua incessante attività di scrittore e di cittadino del mondo, sempre dedito all’uguaglianza e alla resistenza contro le ingiustizie.

Le coordinate della storia

Luis Sepúlveda è nato e cresciuto in Cile. Ha sempre dimostrato grande interesse per la politica e soprattutto per la politica di sinistra. Infatti fin da giovane ha frequentato ambienti comunisti, fino a prendere parte al Partito Socialista del Paese, per poi diventare membro del Grupo de Amigos Personales [Guardia personale, N. d. R.] del presidente Salvador Allende. In seguito alla svolta militarista operata da Pinochet è stato condotto in carcere e torturato per un lungo periodo a causa degli ideali che aveva difeso fino alla presa de La Moneda da parte dei militari.

Leggi anche: Bolsonaro letale, viaggio nella crisi del Brasile.

Sicuramente Sepúlveda non apprezzava la guerra, ma amava lottare. Amava combattere per diritti come l’uguaglianza, la democrazia, la diffusione della cultura e ha dedicato la sua vita a proteggere con azioni concrete i valori che riteneva fondamentali: l’amicizia, la fratellanza, la solidarietà.

Sono prova di tutto ciò le sue decisioni. La scelta di prendere parte attiva alla vita politica del suo Paese; la scelta, presa in mezz’ora, di salire sulla nave di Greenpeace e lottare per la salvaguardia delle balene; la scelta di parlare anche in prima persona nei suoi racconti, senza mai scadere nell’autocelebrazione o nella lamentela.

Una volta uscito dalla prigione ha lottato ancora in Nicaragua e ha combattuto per la salvaguardia dell’ambiente.
Ha viaggiato in tutto il mondo e si è dedicato alla sua grande passione, coltivata fin da giovanissimo: la scrittura. Sono nate così grandi storie e piccoli racconti, le favole probabilmente più famose, proiettate anche in adattamenti sul grande schermo.

Favole e storie tra immaginazione e realtà

Forse le favole rimangono ancora la produzione più famosa di Luis Sepúlveda. Risale al 1996 la pubblicazione della Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, una delle favole più apprezzate dell’epoca contemporanea. Questa storia, destinata principalmente ai bambini, è stata acclamata anche dal pubblico adulto. Molte persone la conoscono anche solo per sentito dire e sarebbero in grado di tracciarne la trama, anche in linea di massima.

Foto ispirata alla Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Scatto ispirato alla Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Foto: Wikimedia Commons.

Lo stile semplice veicola una verità complessa e profonda. Questo è il segreto di una narrazione efficace, ma certamente non facile da realizzare.
Sepúlveda lavora a lungo sui suoi racconti. Vuole delineare ogni dettaglio dei suoi personaggi, vuole conoscere l’ambiente in cui si sviluppano, con i colori e i sapori che li circondano. Solo con estrema precisione può dare vita a una storia che sia reale per il lettore.

In un contesto tangibile lo scrittore può dare voce a personaggi che nella realtà non possono parlare. In questo modo animali e umani sono posti su un piano di uguaglianza. Inoltre gli animali veicolano quei valori fondamentali per l’autore: l’amicizia e la solidarietà.
Un felino può insegnare a un pulcino cos’è il volo e un piccolo gabbiano può far parte di un branco di gatti.
Luis Sepùlveda racconta al lettore che può aprire le ali, se lo desidera. Attraverso la favola comunica la possibilità di esprimersi e abbracciare un amico, di accettare la diversità propria e degli altri.

In memoria dell’amicizia e della solidarietà

Anche nelle favole pubblicate successivamente rimangono i temi dell’amicizia e della solidarietà. Ogni aspetto del mondo fonda la sua bellezza nella varietà, la quale caratterizza tanto la natura quanto le società umane.

Ogni avventura diventa uno spunto per apprezzare il mondo. Così una lumaca può comprendere meccanismi che la società umana moderna, con i suoi ritmi veloci, non riesce nemmeno a percepire. Un gatto troverà in un piccolo topo un amico in grado di sostenerlo nelle sue difficoltà. Una balena riacquisterà il meritato ruolo di grande protagonista.

L’amicizia rimane sempre il valore fondante di ogni azione, tanto nella narrazione fantastica quanto nei racconti ispirati alla storia reale.
Infatti qui Sepúlveda descrive sì fatti storici realmente accaduti, ma lo fa coinvolgendo una coralità di personaggi che lottano insieme per raggiungere un obiettivo comune.

Qual è la fine della storia?

Succede per esempio in La fine della storia, romanzo breve ispirato alle vicende personali vissute anche insieme alla moglie Carmen Yáñez in seguito al golpe militare di Pinochet. Qui la storia del Cile si interseca con le altre storie del Novecento, passando per il nazismo tedesco e il comunismo russo.

In memoria dell'autore cileno Luis Sepùlveda, la fine della storia

Il passato realmente vissuto dall’autore rivive nelle vicende di Juan Belmonte e la sua amata Verónica. Il protagonista dovrà tornare a fare i conti con l’ombra di quel che è stato. Sebbene inizialmente sia restìo ad affrontare i fantasmi del passato, è proprio grazie a un gruppo di amici che facevano parte della resistenza in Cile che riesce a chiudere un capitolo ancora aperto della sua storia. Nel momento in cui l’intreccio sta per sciogliersi, la vita di Juan prende una piega inaspettata.

Tuttavia è bene sottolineare che, accanto al tema dell’amicizia e dell’amore, Sepúlveda sviluppa il racconto di un individuo che deve affrontare la Storia vera e propria. Se è vero che è possibile riconoscere l’autore nella figura del protagonista, va anche affermato che attraverso le vicende dei personaggi il lettore ha modo di conoscere il passato.
Leggere i romanzi di Sepúlveda significa vivere la grande storia attraverso le vicende interstiziali dei personaggi, in prima persona.

Il lettore prende parte all’azione, condivide i pensieri e la memoria dei personaggi, interiorizza la storia.
Questa è la più grande eredità che lo scrittore cileno ha lasciato al mondo. La sua scrittura pulita e mai scontata è una chiave per leggere il passato e riscoprire i valori più profondi dell’umanità.

Le rose di Atacama hanno ispirato Luis Sepùlveda per un suo racconto e una raccolta di storie
Le rose di Atacama che hanno ispirato lo scrittore. Foto: Patricio Hurtado.

Continuare a leggere romanzi d’amore

Luis Sepúlveda ha sempre manifestato una forte connessione con la storia, continuando a raccontarla nella sua produzione letteraria, anche negli ultimi anni. Ha continuato a lottare per gli ideali che riteneva fondamentali e universali: l’amicizia e la solidarietà.

Leggi anche: Le vite che nessuno vede: storie di un’umanità invisibile.

Questo grande scrittore ha saputo riportare il suo sguardo sulla pagina letteraria e con i suoi racconti vuole ispirare il lettore a intervenire attivamente nella società, memore di ciò che è stato il passato e di come può cambiare il futuro.
La memoria è importante in Sepúlveda. Lo testimoniano i suoi romanzi e i suoi racconti ispirati alle vicende personali. Le lotte politiche, ambientaliste e umane insegnano qual è la chiave per proteggere i valori che stanno alla base della civiltà e dell’ambiente.
Dunque la sua produzione letteraria racconta quali sono gli esempi da seguire. Racconta cos’è stata la storia e come potrà evolversi. Ma tutto rimane nelle mani del lettore, nella scelta di condividere i valori fondamentali della vita, di lottare per essi.

La resistenza diventa così manifestazione d’amore, per il passato come per il futuro, per la società come per l’ambiente. Leggere le testimonianze di Luis Sepùlveda è proprio come leggere romanzi d’amore.

0 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.