Blocco conto corrente e pignoramento facile con la nuova legge durissima: come difendersi

Più severe le regole sui pignoramenti dei conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate: scopriamo quali sono.

Nuove modifiche normative stanno per essere approvate riguardo alle procedure di pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Riguardano beni mobili ed immobili, come la casa ed il patrimonio economico e finanziario personale e numerose procedure sono già state modifiche nei mesi a cavallo tra il 2022 ed il 2023. 

Le novità previste nella Delega Fiscale su riscossioni e pignoramenti: scopriamole insieme
Le novità sono previste all’interno della nuova Delega Fiscale – TheWiseMagazine.it

In sostanza, i nuovi provvedimenti contenuti nella Delega Fiscale si pongono l’obiettivo di rendere più veloci le riscossioni inasprendo le procedure riguardo ai pignoramenti, accelerando così i tempi di recupero dei debiti. È stato definito “pignoramento bancario automatizzato” e può essere applicato anche senza l’autorizzazione del giudice, ma solo da parte dell’Agenzia delle Entrate ed in nessun caso da parte di debitori privati. 

In altre parole, qualunque cittadino con debiti nei confronti dello Stato e del Fisco potrà ritrovarsi il conto corrente bancario bloccato senza essere stato convocato o informato dal tribunale, ad eccezione dei trattamenti pensionistici, degli assegni di supporto alla disabilità e delle assicurazioni sulla vita: questi trattamenti, infatti, continueranno a poter essere pignorati solo a seguito di autorizzazione da parte di un giudice.

Le novità riguardo ai limiti dei pignoramenti su stipendi e polizze

I limiti al pignoramento di stipendi e conti correnti sono aggiornati ogni anno perché dipendono dall’ammontare dell’assegno sociale, che viene rivalutato annualmente. I pignoramenti dello stipendio possono essere effettuati sia attraverso il conto corrente sia attraverso il datore di lavoro, ovvero decurtando la quota dovuta direttamente dalla busta paga.

Le novità previste nella Delega Fiscale su riscossioni e pignoramenti: scopriamo quali sono
Stando alle novità previste, le polizze di tipo speculativo potranno essere pignorate – TheWiseMagazine.it

I limiti previsti dalla legge quando il creditore è l’Agenzia delle Entrate Riscossione dipendono dall’ammontare degli stipendi, ovvero possono essere di un decimo fino alla soglia di 2.500 Euro mensili, di un settimo fino ai 5.000 Euro e di un quinto oltre i 5.000 Euro. Inoltre, la legge impone il divieto di pignorare il minimo vitale, che è pari al doppio dell’ammontare dell’assegno sociale. Il quale, nell’anno in corso 2023, è stato fissato alla quota di 503,27 Euro.

In quanto al conto corrente, secondo la legge attualmente in vigore è possibile pignorare solo la parte che eccede il valore triplo dell’assegno sociale, ovvero a partire da oltre 1.404,30 Euro rispetto all’anno in corso. Tuttavia, le recenti novità potranno prevedere anche casi di pignoramenti senza limite, anche per lavori parasubordinati, lavoratori autonomi e partite IVA.

Infine, in quanto alle polizze, continueranno a non poter essere pignorate ma con una eccezione: quando sono di tipo speculativo e risultano essere prodotti di carattere finanziario, ecco che in questo caso il creditore potrà rivalersi anche su di esse.

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