Solo i veri esperti di ‘anime’ riusciranno subito a capire di che cartone si tratta: ha fatto sognare tutti

Chi non lo ha amato? Chi non si è appassionato a quelle avventure intricate e non si è innamorato di quei personaggi? Avete riconosciuto quest’anime?

Molto più di un semplice anime. Un ricordo indelebile, con atmosfere uniche, avventure intricate e personaggi che ci hanno fatto innamorare (nel vero senso della parola). Siamo certi che possiate riconoscere subito cotanta bellezza dalla sagoma che vi proponiamo e che immortala una pietra miliare dell’animazione che continuerà a incantare le generazioni future.

Occhi di gatto, sagoma
Riconoscete questo iconico anime? – (thewisemagazine.it)

Parliamo di un manga scritto e disegnato da Tsukasa Hōjō, pubblicato in Giappone sulla rivista Shōnen Jump di Shūeisha dal 1981 al 1985 e che in Italia, negli anni successivi, è diventato un vero e proprio cult come cartone animato. Una serie anime, prodotta da Tokyo Movie Shinsha, è stata trasmessa in Giappone su Nippon Television dal luglio 1983 al luglio 1985. Pochi mesi dopo, nel settembre 1985, l’arrivo nel nostro Paese, sull’emittente televisiva Italia 1. Conta 73 episodi, divisi in due stagioni, di cui l’ultima ha un finale aperto.

Un successo enorme che, ancora oggi, chi ha circa quarant’anni, non può non ricordare. Sia per quanto fosse divertente, ma anche per quanto fosse avvincente. E, soprattutto, per quanto fossero belle loro, le protagoniste, che vediamo immortalate nella nostra sagoma e che siamo certi abbiate riconosciuto.

L’anime che ci ha fatti sognare

Come dimenticare, infatti, le tre sorelle: Sheila, Kelly e Tati? Una più bella dell’altra, che gestiscono un bar che, in realtà, è solo una copertura, dato che le tre hanno formato una banda di ladre agili, astute, sinuose, dall’intelligenza e dalle movenze feline. Beh, non potete non aver capito, ora…

Occhi di gatto, anime
“Occhi di gatto”, l’anime che ci ha fatto innamorare negli anni ’80 foto: YouTube @Betty Chan 75 – (thewsisemagazine.it)

Parliamo dell’iconico cartone “Occhi di gatto”, che tutti ricorderete anche per la bellissima sigla realizzata da Cristina D’Avena. Proprio con il nome “Cat’s eye” (nome del bar di copertura) la banda è conosciuta, firmando i propri furti, molto ardimentosi, spericolati e difficili da realizzare. Le tre sorelle rubano esclusivamente opere d’arte appartenute a Michael Heinz, famoso artista degli anni ’40, che è il loro amato padre scomparso. Esse sperano di ricostruirne la collezione, che era stata loro sottratta dai nazisti, e individuare sufficienti indizi per poterlo ritrovare.

Sulle loro tracce, Matthew, investigatore che è anche fidanzato di una delle tre sorelle e che non sospetta alcunché. Un manga che ha fatto quindi grandi fortune nel Paese d’origine, il Giappone, ma che tutti noi ricordiamo in Italia, grazie a quel cartone animato che ci ha fatto divertire, emozionare e che, non nascondiamolo, ci ha fatto anche innamorare delle tre sorelle della banda “Occhi di gatto”. 

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