Lino Banfi, la rivelazione sconvolgente che ha lasciato di stucco: “Dormivo in stazione”

Lino Banfi lo confessa solo adesso, quelle parole sul suo passato che hanno lasciato di stucco e che nessuno si aspettava. Di cosa si tratta?

Si torna ancora una volta a parlare di Lino Banfi, il noto attore italiano che nelle scorse settimane ha preso parte a Ballando con le stelle, in coppia con Alessandra Tripoli, lo show di Rai Uno che ha poi deciso di abbandonare per dei motivi legati alla sua salute.

Lino Banfi non lo aveva mai rivelato prima
Lino Banfi foto Ansa -thewisemagazine.it

Ebbene, il motivo che lo porta al centro dell’attenzione ha a che fare con un particolare del suo passato che forse fino a questo momento non aveva mai svelato e che permette ai suoi fan anche di conoscerlo decisamente meglio rispetto ad oggi: anche facendo capire come le cose per lui non siano sempre state facili.

“A 17/18 anni mi trovavo a Milano, faceva molto freddo e forse c’era un po’ di neve. Io dormivo alla stazione, nei vagoni dei treni fermi. Ero uno di quei ragazzi meridionali” e ancora: “Di Natali a casa ne ho passati pochi, per cui ora ne voglio passare di più”.

Lino Banfi: “Per farmi conoscere cercavo qualcosa per fare ridere”

Insomma le cose per lui non sono sempre state rose e fiori specialmente all’inizio della sua carriera quando cominciava a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo e ancora molto giovane si è trovato a vivere in totale solitudine anche nei giorni di Natale, lontano dai propri cari.

Lino Banfi il retroscena della sua giovinezza che nessuno conosce
Lino Banfi foto Ansa -thewisemagazine.it

Per farmi conoscere dalla gente ho cercato un modo per fare ridere le persone a modo mio e quindi ho creato questa cosa del dialetto pugliese” ha ammesso nella sua intervista per Citofonare Rai Due ricordando l’inizio della sua carriera quando praticamente aveva anche difficoltà a trovare il modo di mangiare e ancora: “Un vecchio ebbe pietà a vedere tutti quei ragazzi. Mi consigliò di farmi togliere le tonsille, così che stessi al caldo in ospedale”. Poi quando venne il momento di dovere uscire, ha ricordato come il professore del reparto fece di tutto per poterlo tenere in osservazione ancora per una settimana, cosi da garantirgli due pasti al giorno.

Una gavetta insomma piena di tanti drammi che però gli hanno permesso di raggiungere gli obbiettivi di oggi, gli stessi che nonostante il passare del tempo gli permettono di essere considerato da tutto il pubblico italiano: il vero nonno d’Italia, appellativo che siamo certi gli resterà attaccato per sempre.

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