Storia del pensiero filosofico: Socrate

Socrate
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Uno spettro si aggira per la pòlis ateniese: la sofistica. Come i più fedeli di voi ricorderanno, la settimana scorsa abbiamo parlato di come questa sia, in effetti, espressione di un generale disorientamento degli spiriti; ovunque serpeggiano dubbi sulla possibilità di una conoscenza oggettiva, il fondamento di ogni morale individuale e sociale è scosso. L’opera di Socrate (469-399) fu un esame continuo, esame della propria e dell’altrui anima: per scoprire cosa sia, per sé e per gli altri, il bene, il vero bene. Tramite il suo insegnamento, l’esempio della sua vita e la sua tragica morte, egli indica nella coscienza greca una via d’uscita da quella crisi di cui tanto si è parlato.

Scoprire la natura del bene fu la vocazione filosofica che, come vedremo, egli conseguì per tutta la vita, come nessuno prima di allora.

Nato nel 469 a.C. da uno scultore e da una levatrice, Socrate non si allontanò mai dalla sua città natale, Atene. Si tenne inoltre sempre lontano dalla vita politica, pur adempiendo scrupolosamente ai suoi doveri di cittadino: partecipò valorosamente a tre battaglie; affrontò, in qualità di giudice popolare, l’ira del pubblico preferendogli la giustizia; sacrificò i suoi interessi personali e familiari, trascurando ogni mestiere e ogni profitto, pur di dedicare tutto il suo tempo a quello che considerava il suo compito: filosofare. Non ebbe mai una cattedra, né mai si definì maestro di sapere (al contrario di quei sofisti lì). Semplicemente, conversava con chiunque e interrogava ogni sorta di gente, su qualsiasi argomento.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 32-34.

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Raffaele Lauretti

Il succo della storia fin qui: qualche tempo fa nacqui e, bisogna ammetterlo, questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. Subito, infatti, conosco l'inevitabile angoscia del dover vivere una vita breve in un mondo assurdo: la palude bonificata dal fascismo. Ho conseguito la maturità al Liceo Scientifico G. B. Grassi di Latina; proprio in quegli anni scopro di avere, per una rarissima coincidenza, lo stesso sex appeal di una contusione. Decido quindi di abbandonare le scoline e trasferirmi a Bologna, dove studio filosofia per cercare di sfuggire alle logiche stringenti degli algoritmi del Capitale. Sono un ministro della Chiesa Dudeista (sì, quella del Grande Lebowski) e, nel tempo, credo di essermi fatto prendere la mano dall'epistemologia. Quando non sono a prendere una laurea triennale, ascolto musica da neri e scrivo di rap per un paio di siti (Rockit, La Casa del Rap), rifuggo l'INPS, mi rintano nelle carni altrui, preparo ottime carbonare. Dopo aver diretto la sezione di musica de Il Meglio di Internet per qualche mese, sono approdato su theWise dove, visti e considerati i miei studi di cui sopra, curo una rubrica in cui cerco di approfondire i pensatori che maggiormente hanno influenzato il pensiero occidentale. Nonostante io mi consideri un asociale con brio, posso dire di divertirmi abbastanza. Ah, una volta Guè Pequeno mi ha insultato e non so bene cosa pensarne.