Con il termine Fintech si intende la fornitura di servizi finanziari attraverso le tecnologie informatiche. Messa così, la definizione di queste imprese è piuttosto facile, ma non possiamo dire che sia così anche nella realtà. La peculiarità di tali imprese, infatti, non sta semplicemente negli strumenti utilizzati: non basta che si utilizzi l’home-banking, che si faccia trading da casa o ancora che le banche utilizzino degli algoritmi per svolgere alcune delle loro funzioni, perché queste sono attività ormai entrate nella quotidianità anche con gli istituti più restii al cambiamento. La peculiarità, piuttosto, sta nel fatto di utilizzare le tecnologie informatiche come strumenti su cui basare tutta l’operatività, dando nuova linfa a uno dei settori più odiati.

Per fare un po’ di ordine, si possono presentare alcuni segmenti in cui si divide la tecno finanza: il crowdfunding, i prestiti peer-to-peer, l’asset management algoritmico (anche conosciuto come robo-advisoring), la gestione dei pagamenti, il credit-scoring, la raccolta dei dati, i cambi e le criptovalute. Come si può ben capire, queste non sono altro che le più classiche attività finanziarie, ma svolte attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In un articolo del The Economist del maggio 2015 (sì, questa “rivoluzione” non è così recente) si leggeva: «The magical combination of geeks in T-shirts and venture capital that has disrupted other industries has put financial services in its sights». In breve, si diceva che la combinazione tra geek e venture capital aveva puntato le proprie attenzioni sui servizi finanziari. Ed è quello che sta succedendo.

In seguito a questo elenco è possibile fornire una definizione più accurata e puntuale, fornita dal Professore Patrick Schueffel: «Fintech è una nuova industria finanziaria che applica le tecnologie per migliorare le attività finanziarie». Grazie a questa spiegazione è possibile inquadrare meglio questa rivoluzione, la quale sta avvenendo in un settore che già utilizza ampiamente le novità della tecnica.


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Sono Domenico, sono nato a Napoli nel 1995 e durante la mia (breve) vita, per scelte che in quel momento non competevano a me, dall’avellinese mi sono trasferito nella ridente provincia di Treviso. Questo dettaglio, seppur piccolo, è rilevante perché mi ha reso quello che sono, facendomi sviluppare una buona capacità di adattamento e una visione realistica del mondo. Studente e appassionato sono le due parole che mi descrivono al meglio: i due termini spesso coincidono su determinati temi. Studente di economia, finanza e marketing, appassionato di arte, tecnologia e letteratura. La mia formazione comincia con la frequenza di un istituto tecnico commerciale e informatico. Finito il primo ciclo mi iscrivo all’Università Ca’Foscari di Venezia al corso di studi in Economia Aziendale, che seguo tutt'ora, dove sto approfondendo le mie conoscenze negli ambiti economico, aziendale e finanziario. In questo periodo accresco la mia passione per la finanza, cercando di apprendere anche al di fuori dell’università, attraverso associazioni e corsi. Il mio percorso e la mia esperienza mi hanno insegnato che dei rudimenti di economia sono indispensabili a tutti: chiunque, nella giornata, incontra situazioni in cui avrebbe potuto agire in maniera più appropriata se solo avesse avuto delle conoscenze minime oppure nutre delle curiosità in merito a comportamenti, istituzioni, compagnie: questo il motivo per cui scrivo, per spiegare, coinvolgere e chiarire. Durante gli studi, sia scolastici che universitari, mi avvicino all’arte da “profano”, con curiosità, e cercando di carpire quanto più possibile, pur non avendo seguito percorsi specifici. Lo stesso avviene per la letteratura, che mi interessa e attira, a cui mi approssimo mantenendo comunque una posizione da esterno, da osservatore. La mia esperienza comincia con il sito Il Meglio Di Internet e continua con theWise. In questa nuova opportunità vorrei portare in alto quello in cui credo: chiarezza e competenza.