Con il termine Fintech si intende la fornitura di servizi finanziari attraverso le tecnologie informatiche. Messa così, la definizione di queste imprese è piuttosto facile, ma non possiamo dire che sia così anche nella realtà. La peculiarità di tali imprese, infatti, non sta semplicemente negli strumenti utilizzati: non basta che si utilizzi l’home-banking, che si faccia trading da casa o ancora che le banche utilizzino degli algoritmi per svolgere alcune delle loro funzioni, perché queste sono attività ormai entrate nella quotidianità anche con gli istituti più restii al cambiamento. La peculiarità, piuttosto, sta nel fatto di utilizzare le tecnologie informatiche come strumenti su cui basare tutta l’operatività, dando nuova linfa a uno dei settori più odiati.

Per fare un po’ di ordine, si possono presentare alcuni segmenti in cui si divide la tecno finanza: il crowdfunding, i prestiti peer-to-peer, l’asset management algoritmico (anche conosciuto come robo-advisoring), la gestione dei pagamenti, il credit-scoring, la raccolta dei dati, i cambi e le criptovalute. Come si può ben capire, queste non sono altro che le più classiche attività finanziarie, ma svolte attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In un articolo del The Economist del maggio 2015 (sì, questa “rivoluzione” non è così recente) si leggeva: «The magical combination of geeks in T-shirts and venture capital that has disrupted other industries has put financial services in its sights». In breve, si diceva che la combinazione tra geek e venture capital aveva puntato le proprie attenzioni sui servizi finanziari. Ed è quello che sta succedendo.

In seguito a questo elenco è possibile fornire una definizione più accurata e puntuale, fornita dal Professore Patrick Schueffel: «Fintech è una nuova industria finanziaria che applica le tecnologie per migliorare le attività finanziarie». Grazie a questa spiegazione è possibile inquadrare meglio questa rivoluzione, la quale sta avvenendo in un settore che già utilizza ampiamente le novità della tecnica.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 18-21.