È senza dubbio il blogger del momento. Grazie a un articolo del Corriere di qualche settimana fa che tratta il nuovo “fenomeno” delle reborn dolls, il lavoro del salernitano Vincenzo Maisto, per tutti il Signor Distruggere, è arrivato ad avere risonanza sui media nazionali uscendo dai confini dei social network dove tutto è incominciato. Facciamo però un passo indietro, ricostruendo la storia del nuovo moralizzatore del web, il terrore di Mammine Pancine e datori di lavoro “fantasiosi”.

signor distruggere
La copertina del secondo libro del Signor Distruggere, “Mamme vegane contro l’invidia” (illustrazione di Andrea Darsena).

Nato come blogger, l’acume e la brillantezza di Vincenzo iniziano a farsi notare in seguito a un episodio ben specifico: dopo le tristemente note dichiarazioni del ministro Elsa Fornero sui giovani italiani e il loro essere “choosy“, esce il suo primo libro Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva. Il libro racconta la storia personale di Vincenzo, alle prese con una laurea da lui stesso definita “inutile” e il mondo del lavoro precario, ed è in parte costruito dai post su Facebook incentrati sull’argomento, con i successivi scambi e dibattiti che ne nascevano. Il Signor Distruggere nasce in seguito al successo di quel libro e diventa in breve un personaggio a sé stante: cinico, cattivo, implacabile bacchettatore delle brutture che popolano il social network più famoso e frequentato del mondo, in costante ricerca di nuovi analfabeti funzionali da mettere alla berlina e nuovi tristi fenomeni da sbeffeggiare. Un baluardo dell’intelligenza elitaria, il paladino delle persone normali che vedono quotidianamente il proprio intelletto quasi “offeso” dalla stupidità dilagante sul web. La pagina Il Signor Distruggere è ormai un’inarrestabile macchina di like e condivisioni, con numeri da capogiro. Ogni post diventa quasi subito virale e oggetto di ilarità mista a sgomento: è davvero possibile cadere puntualmente così in basso? I bersagli di Distruggere sono principalmente due, con a corredo tutte le loro infinite variazioni sul tema: da una parte le ormai famose “Mammine Pancine”, dall’altra gli annunci di lavoro assurdi, degradanti, con lo sfruttamento mascherato da opportunità, pubblicati sui vari portali specializzati. Grazie proprio al sottobosco delle Pancine è nato il secondo libro di Vincenzo, Mamme vegane contro l’invidia (su Amazon come ebook). Titolo ripreso da un omonimo gruppo Facebook in cui delle solerti genitrici si confrontavano tra loro sui vari problemi della quotidianità, con risultati a metà tra l’ilarità e lo sconforto, puntualmente riportate sotto la lente di Distruggere grazie a un’infiltrata. Un vero e proprio lavoro di spionaggio con intrighi, trame oscure per arrivare al potere e il colpo di scena finale (che non spoilereremo) nato come saga a puntate sul blog e poi diventato un piccolo caso editoriale. Ma il grande moralizzatore non dorme mai e veglia sempre su di noi: è di quest’ultimo periodo una nuova appassionante vicenda intitolata Il mio bimbo speciale che non mancherà di appassionarvi e sconcertarvi e che chissà, magari diventerà un nuovo libro. Dopo Bryan Cranston a Giffoni, theWise incontra oggi per voi il Signor Distruggere, protagonista questo weekend al FantaExpo 2017 di Salerno. Questo è quello che ci ha raccontato.

Vincenzo Maisto aka Il Signor Distruggere. Foto: Facebook.

Chi era Vincenzo Maisto prima di diventare il Signor Distruggere e quando hai capito che questo tuo “alter ego” sarebbe potuto diventare “qualcuno”?

Non è proprio un alter ego, ma un peggioramento del me del passato. Non ritengo neanche di essere diventato “qualcuno”, potrei diventarlo, ma si sta già molto bene così.

Su Facebook stigmatizzi, sostanzialmente, l’ignoranza. Ti sembra che questa piaga sia diventata particolarmente purulenta ultimamente oppure è sempre esistita? A noi sembra che essere ignoranti sia quasi diventato un motivo di vanto. Tu cosa ne pensi?

È sempre esistita, solo che «I social network hanno dato la parola a legioni di imbecilli»  (cit.). Se incontri un demente lo eviti e non lo frequenti, se te lo condividono su Facebook sei obbligato a sorbirtelo e lo noti.

Le Mammine Pancine: grazie a te sono diventate un vero e proprio “caso” anche fuori dai social network. Tu che le conosci bene, puoi tracciarci un loro ritratto? Come si riconoscono e soprattutto: come si sconfiggono?

Bigotte, maschiliste, ignoranti, cafone, omofobe e superstiziose. Questo è un mini ritratto delle Mamme Pancine. Donne che vivono per partorire figli che svezzeranno quando avranno trent’anni e che scambiano il ruolo della moglie con quello di sguattera/colf. Il politically correct mi suggerisce che l’istruzione e la formazione risolveranno il problema, ma se una persona, nel 2017, ha di questi problemi comportamentali e culturali, quando poi la scuola dell’obbligo esiste ormai da decenni, sono costretto a puntare tutto sui roghi come unica soluzione.

Sei su Facebook da tanto tempo, prima da utente e poi da “protagonista”. Secondo te come si è evoluto (o involuto) questo nuovo media?

Sto su Facebook dal 2008, ma di quel sito non esiste praticamente più nulla se non il nome. Per renderlo più accessibile alla massa (e quindi anche alle Pancine), per fare cassa, è stato semplificato e reso “popolare”. Come oggetto di nicchia era assai più costruttivo.

Ti abbiamo visto prendere posizione in temi sociali anche di importanza rilevante, come i diritti LGBT. Sappiamo che viaggi anche spesso, per cui entri in contatto con diverse realtà. Quanto è ancora indietro l’Italia su certi temi secondo te?

Siamo alla scoperta della ruota, salteremo il mondo greco e la Roma imperiale, dove l’omosessualità era accettata, e andremo direttamente all’inquisizione, per poi ricominciare il giro. Vado spesso in Spagna, ma di cosa stiamo parlando? Due pianeti diversi. Diciamo che il Vaticano in casa non aiuta. Anche sul tema immigrazione e diritti delle donne non stiamo messi benissimo, anche se non mi riferisco a lacune del legislatore, ma a concezioni idiote nelle menti dei meno brillanti.

Da maestro di cinismo ti sei pian piano trasformato in bacchettatore di conformismo, creduloneria e arretratezza mentale, fino a diventare il nemico numero uno delle Mammine Pancine. Ti vedremo ancora distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva?

Ma sì, appena tornerà un caso interessante da distruggere lo si distruggerà. Stiamo con l’orecchio teso.

Ripeti spesso che «Distruggere è ovunque, Distruggere è tutti noi». A quando la creazione di un esercito in stile V per Vendetta?

Preferisco un partito. In Parlamento ci sono persone entrate grazie a sessanta click su un blog, fossi stato un po’ più lungimirante vi avrei oggi risposto con la carta intestata.

Lo sai che sei diventato un sex symbol?

Mi è nuova. Mi vedo nudo, non somiglio a Kit Harington, ma posso guardarmi meglio.

AIUTO, UN ANALFABETA FUNZIONALE INSOZZA LA MIA BACHECA! Who you gonna call?

…il Signor Distruggere!

Grazie Vincenzo, a rileggerti presto!

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Sono nata negli anni '80, quando si credeva ancora che tutto fosse possibile. Sono cresciuta negli anni '90, quando ci si è iniziati ad accorgere che forse la vita delle nuove generazioni non sarebbe stata poi così facile. Ho studiato Lingue (ne parlo tre e mezzo), mi affascinano le culture straniere, diverse. Amo viaggiare e amo la musica live. Il massimo è quando le due cose coincidono. Ho due gatti e sono childfree 100% convinta, pur non essendo in alcun modo vegana o vegetariana sono fermamente convinta che gli animali sappiano dare molte più soddisfazione delle persone. Ho deciso di diventare giornalista quando avevo nove anni, durante una gita scolastica: ricordo il momento esatto in cui mi sono innamorata di questo mestiere e della sua immensa responsabilità di portare la verità. Penso che in questo momento storico non ci sia niente di più prezioso e al contempo di più difficile da trovare della verità. Siamo circondati da troppi mistificatori, mitomani e manipolatori, che hanno imparato la sottile arte del convincimento per ottenere i loro scopi. Non penso che i lettori siano tutti stupidi: semplicemente, non hanno ancora imparato a chi conviene dar retta. Ho scritto e scrivo per diverse testate locali, prima di accettare la sfida di theWise. Perché ho accettato? Perché dopo tanti anni, ancora, è forte in me l'amore per la verità e perché voglio che, stavolta, diano retta anche a noi.