Brignoli, o l’inaspettato capovolgimento dei ruoli

Brignoli, o l’inaspettato capovolgimento dei ruoli
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Il Benevento ha deciso di conquistare il primo punto in Serie A della sua storia nel modo più spettacolare (e improbabile) possibile, grazie al suo portiere, Alberto Brignoli. Cosa è successo, come, e quali precedenti ha questo gesto?

Sono le 14.25 di una pigra domenica di inizio dicembre. L’odore del pranzo pervade ancora le case, gli addobbi natalizi cominciano a farsi spazio per strade e salotti, e l’anticipo delle 12.30 della Serie A si avvicina al termine. Un Milan in crisi, fresco di cambio di allenatore, sta difendendo in 10 il 2-1 in trasferta a Benevento, squadra così in crisi che è in corsa per riscrivere quasi ogni record negativo della storia. Non ha ancora ottenuto un punto nella sua breve storia nella massima divisione, sia per palesi limiti tecnici, ma sopratutto per sfortuna (Torino, Cagliari, Sassuolo). L’arbitro Mariani, al minuto 95, fischia una punizione dalla fascia sinistra. Va a batterla Danilo Cataldi. Come succede spesso, più per la forza della disperazione, sale anche Brignoli, portiere classe 91 in prestito dalla Juventus. Quello che succede, a meno che non viviate in una grotta senza wi-fi e riusciate a vivere completamente senza calcio, l’avete visto anche voi. Ma il gesto tecnico, oltre che storico, è così pregevole che va analizzato, ancora una volta.

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La punizione di Cataldi, ex talento della Lazio, è pregevole. Anziché essere il classico pallone buttato alla disperata, nel mucchio, è un cross forte, preciso. Tuttavia, per evitare un colosso come Donnarumma, la sfera va verso il centro dell’area, quindi per realizzare una marcatura serve una girata di testa, angolata, precisa, con un impatto notevole. Ed è qui che si erge Brignoli, con un tuffo a pesce che ha scomodato paragoni che vanno da Van Persie ad Aldo Baglio. Brignoli prende la rincorsa dal limite dell’area, salta a piedi uniti, e colpisce  all’altezza del dischetto. L’impatto è tale che senza necessità di dare torsione alla testa, la palla gira nell’angolo più lontano e batte il portiere del Milan. Brignoli è assolutamente incredulo e si lancia in una corsa tardelliana. Il gesto finisce sui giornali sportivi di tutto il mondo, i meme fioccano, i video dei tifosi del Benevento che esultano impazzano per tutta la rete, Brignoli stesso guadagna migliaia di followers su Instagram. Ma perché questa viralità immediata?

Precedenti storici

Aldilà del contesto intrinseco dell’evento (la condizione del Benevento, la condizione del Milan, la differenza economica e storica tra le due squadre), il gol del portiere, specie nel recupero, è un evento raro nel calcio, rarissimo se non consideriamo rigori e punizioni (citofonare Butt, Chilavert, Ceni per informazioni). In Serie A solo altri quattro portieri si sono iscritti nel tabellino dei marcatori: Sentimenti IV (5 reti, su rigore, tra 1940 e 1959), Rigamonti (anche lui su rigore, per tre volte, tra il 1967 ed il 1986), Rampulla e Taibi (entrambi su azione).

Rampulla riuscì a pareggiare nel 1992 a Bergamo in un Atalanta – Cremonese, con un preciso colpo di testa; Taibi, nel 2001, fece un pesce d’Aprile all’Udinese. Questa scarsità storica non è una esclusiva del calcio italiano: in Premier League, lo stesso numero di portieri può vantars di aver potuto realizzare un gol. Tuttavia, complici probabilmente le condizioni atmosferiche, tre gol su cinque sono figli di rinvii del portiere che hanno ingannato il pari ruolo avversario. Sono questi i casi di Robinson, Howard, e Begovic (che avendo realizzato dopo 13 secondi detiene il primato di gol del portiere più rapido della storia). Friedel è una casistica più simile a quelle italiane, con il colpo di testa nel recupero, mentre ben più bizzarro è il caso Schmeichel. Sotto 3-1, il danese si inventa un destro al volo da rendere geloso qualsiasi attaccante.

Brignoli
Schmeichel contro l’Everton © Daily Mail

In Spagna, sei portieri sono riusciti a segnare e, di questi, soltanto due su azione (Aranzubia e Prats); In Germania, l’unico a riuscirci fu Jens Lehman, nel derby della Ruhr (dove la noia non è di casa), ben 20 anni fa. I precedenti sono altrettanto rari nelle coppe europee: Amelia e Palop, nella ex Coppa Uefa, e Bolat, in Champions. Il più spettacolare però, rischia di essere Masuluke, candidato al Puskas award.

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Per questo, il gol di Brignoli è qualcosa di storico. Per la rarità dell’evento, la dinamica dello stesso, e tutto il contesto. Il suo colpo di testa è un happening calcistico per i posteri, qualcosa che tra anni e anni verrà ritirato fuori tra una birra e un’altra. E tu, dov’eri in quella domenica di dicembre in cui ha segnato Brignoli?

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Pubblicato da Paolo Terrasi Borghesan

Diplomato al Liceo Classico, studente di Scienze Motorie a Palermo. Ama scrivere di Pallacanestro, e se la cava meglio di come la pratica.