Riemergere: la lunga battaglia di Lorenzo Tonelli

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Lunedì 12 febbraio. Due giorni dopo Napoli-Lazio, l’uomo che parla ai microfoni di Radio CRC è felice come un bambino. Anzi, felice come un padre. È Pietro Tonelli, e racconta la lunga battaglia del figlio, titolare per la prima volta in questa stagione proprio nella sfida del San Paolo, vinta per 4-1. Si dice orgoglioso della prestazione di Lorenzo. Una vittoria personale, oltre che a quella conquistata dalla squadra sul campo. E una boccata d’aria fresca alla fine di un’apnea durata più di un anno.

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Prima del buio

Quando il Napoli annuncia ufficialmente di aver prelevato Tonelli dalle file dell’Empoli, il 25 maggio 2016, la risposta dell’ambiente è generalmente entusiastica. Lo stesso Lorenzo sembra impaziente di iniziare l’avventura con «una maglia così prestigiosa», che spera di poter onorare. Prima di quel momento ne aveva indossata soltanto un’altra, dai colori simili, ma a livelli molto diversi. Il Tonelli calciatore nasce e cresce nel settore giovanile dell’Empoli, arrivando fino alla finale del Torneo di Viareggio del 2010, persa contro la Juventus. Nel corso della manifestazione, però, dà spesso impressioni molto positive, che lo portano, a settembre dello stesso anno, all’esordio tra i professionisti. Nei due anni che seguono, colleziona 34 presenze totali e due reti in prima squadra, grazie a un’ottima fisicità che, insieme all’altezza, lo rende dominante nei confronti aerei.

L’uomo del destino, per Tonelli, è certamente Maurizio Sarri, che firma con l’Empoli nell’estate del 2012. Sotto la sua guida, Lorenzo diventa un titolare inamovibile. Dalle lotte per la salvezza fino al sogno della Serie A: ai toscani basta una sola stagione sotto la nuova guida per raggiungere la finale dei playoff, due per la promozione diretta (chiudendo nel 2014 al secondo posto). Nell’anno da neopromossa, l’Empoli brilla e così Tonelli, che segna tre reti nelle prime sette giornate in massima serie. Tra i più lodati di quella che verrà considerata la squadra rivelazione dell’anno, ci sarà anche lui. Il più notevole salto di qualità, però, sarà indubbiamente quello di Sarri, che nell’estate del 2015 firmerà un contratto con il Napoli. La sua strada e quella di Lorenzo si separano, ma – benché nessuno dei due possa saperlo – solo temporaneamente.

Tonelli 1

Foto: Getty.

Tonelli a Napoli

Mentre per Sarri inizia un nuovo progetto alle corti di una squadra con ambizioni più alte di quanto il tecnico toscano abbia mai affrontato, Tonelli resta a Empoli, dove arriva Marco Giampaolo. Qui sarà parte di una stagione straordinaria, terminata al decimo posto con 46 punti. Le sue continue ottime prestazioni (a dispetto di un carattere a volte burrascoso) lo rendono uno dei principali interpreti dell’impresa e, di conseguenza, oggetto dei desideri di squadre molto prestigiose. Se lo aggiudica il Napoli, convinto ad assicurarsi le sue prestazioni nonostante un’infiammazione al ginocchio la cui entità viene probabilmente giudicata trascurabile. Purtroppo il problema si rivelerà cronico, al punto da costringerlo ad allenarsi da solo per tutto il ritiro.

Nel pieno del mercato invernale, quando Tonelli non ha ancora mai indossato la maglia azzurra e alla finestra si affacciano pretendenti disposte a offrirgli minuti, arriva l’agognato esordio. E che esordio! Il 7 gennaio 2017, contro la Sampdoria, scende in campo in forze a un Napoli privo di Albiol e Koulibaly, disputando una buona gara e segnando la rete decisiva: un 2-1 al 95′. La settimana seguente segna ancora, questa volta contro il Pescara. Proprio quando le cose sembrano volgersi al meglio, arriva la batosta di San Siro. Dopo la partita contro il Milan, che il Napoli si aggiudica per 1-2, ecco un’altra brutta ricaduta. A seguito di altri due mesi di stop, tornerà ad allenarsi in gruppo solo a metà aprile, con appena quattro partite da disputare prima della fine della stagione. Che Tonelli potrà soltanto osservare dalla panchina.

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Tornare a galla

Nonostante l’antico e consolidato rapporto con il tecnico del Napoli, tra le alternative per il ruolo di centrale, Tonelli sembra rimanere l’ultima scelta di Sarri. Anche nella prima metà di questa stagione, Lorenzo non ha mai trovato spazio in un sistema consolidato le cui rotazioni sono abbastanza rare se non forzate. Se viene convocato, resta seduto in panchina. Questo almeno fino al 10 febbraio scorso, quando, evitata la partenza in altre due finestre di mercato, il momento di tornare in campo per Tonelli è finalmente arrivato contro un avversario ostico come la Lazio. Una partita difficile dal punto di vista difensivo, al cospetto di Ciro Immobile, attualmente miglior marcatore della stagione. Alla fine per il Napoli è arrivata una secca vittoria. E per Lorenzo una buona partita. Che, per uno che non vedeva il campo da così tante partite, è decisamente un’ottima notizia.

Analizzando la sua prestazione, i motivi delle scelte di Sarri sembrano evidenti. Per un allenatore che predilige giocatori quanto più tecnici possibile, per permettere quelle manovre spettacolari cui il Napoli ci ha abituati, Tonelli non può essere una prima scelta. Le traiettorie dei suoi passaggi, che pure totalizzano un’ottima percentuale di riuscita, sono spesso verso il portiere, ad allargare o comunque sulla breve distanza. Tuttavia, le sue caratteristiche fisiche e la destrezza dimostrata sui colpi di testa fanno di lui una buona alternativa in caso di necessità di recuperare o far rifiatare uno dei titolari. Ha certamente dimostrato di poter diventare, col tempo, un centrale solido e affidabile. E, magari, data la sua fama di difensore goleador, anche un’arma segreta. Ottime notizie dunque, per i partenopei. E per Tonelli, che può finalmente tornare a respirare.

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Carlotta Betti

Studentessa di Mediazione Linguistica Interculturale. Innamorata di Bologna da quando vi sono nata e del Bologna FC dall'età della ragione. Ossessionata dallo sport e dalla politica. Scrivo solo del primo perché riesco a viverlo razionalmente, la seconda è una questione troppo passionale.