Barcellona, cos’è andato storto con Valverde?

Ernesto Valverde, ex-tecnico del Barcellona. Foto: fcbarcelona.com
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In attesa della ripresa della Liga Spagnola, il Barcellona cerca di dare una scossa alla propria stagione annunciando la separazione con Ernesto Valverde, allenatore che sedeva nella panchina dei catalani dal 2017. Al suo posto arriva Quique Setièn, ex-tecnico di tante formazioni, ultima il Betis Siviglia. Una scelta, quella di esonerare Valverde, se non altro curiosa, anche perché il Barça raramente cambia guida tecnica durante la stagione in corso. Tantissimi allenatori sono passati per la Catalogna, lasciando anche una firma importante nella storia del Barcellona, ma sempre lasciando il proprio posto a fine campionato, ben lontano da partite ufficiali. I blaugrana non sollevavano un allenatore dal proprio incarico durante il campionato dal lontano 2003. Sono passati circa diciassette da quell’episodio, se vogliamo chiamarlo “unico”.

Sulla panchina del Barcellona, allora il tecnico era Louis Van Gaal, persona non nuova ai blaugrana dato che allenò la squadra già dal 1997 al 2000. Durante i tre anni passati in Catalogna vinse due volta la Liga Spagnola, una Coppa del Re e una Supercoppa UEFA. Tornò in Catalogna nel 2003, come anticipato, ma la seconda esperienza dell’olandese al Barcellona non è stata proprio avvincente. In quel caso, le circostanze vedevano i catalani di Louis Van Gaal lontanissimi dalla vetta della Liga Spagnola: quell’anno il Barça terminò il campionato al sesto posto in classifica. In quel caso, furono le prestazioni al di sotto delle aspettative a esonerare il tecnico olandese, mentre per quanto riguarda Ernesto Valverde, la situazione è un po’ diversa. Nel Barcellona, sebbene al momento sia al primo posto in campionato a pari merito con il Real Madrid, destava più preoccupazione come sono arrivate alcune sconfitte. Proprio questo sembra aver convinto la dirigenza dei blaugrana a sollevare Valverde dall’incarico. La risposta a cosa possa essere andato storto può celarsi – almeno in parte – in un approccio sbagliato nell’affrontare alcune partite, gettando al vento quelle che erano situazioni altamente favorevoli.

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A questo Barcellona manca la testa

Per quanto il Barcellona in campionato stia facendo assolutamente quello che ci si aspetta, dalla stagione 2017 ci sono state numerose occasioni in cui si sono rivelate le lacune della squadra di Valverde per quanto riguarda la gestione della partita in corso. Inutile dire che il Barcellona abbia un potenziale di talento immenso. Messi, Suarez e Griezmann sono un trio che farebbe rabbrividire chiunque. Nonostante la grande potenza di questa squadra, sono i momenti di blackout a risaltare. Se dalla parte dei tifosi di Roma e Liverpool le partite dell’Olimpico e di Anfield siano i momenti più belli della storia del calcio, se andiamo a immedesimarci in quelli che sono i tifosi del Barcellona siamo a livello di tragedia teatrale. Questo genere di prestazioni hanno incattivito – è anche difficile non biasimarli – i fan del Barcellona, chiedendo a gran voce che la guida tecnica cambiasse. Anche perché questo scenario di partite perse da situazioni di vantaggio non accade solo in ambito europeo. Tralasciando momentaneamente Barcellona – Atletico Madrid di Supercoppa, è un grosso campanello d’allarme è stata la trasferta di Valencia contro il Levante. I blaugrana si portano subito in vantaggio con un rigore trasformato da Messi al 38′, per poi chiudere il primo tempo con il risultato di 1-0. Il Barcellona tiene fino al 60′ quando un minuto dopo i padroni di casa pareggiano i conti con il gol di Josè Campaña. Dal 61′ al 68′, gli uomini di Valverde si eclissano dalla partita, concedendo altre due reti al Levante. I gol di Mayoral e di Radoja fissano il punteggio per 3-1, distruggendo quanto di buono fatto nel primo tempo dal Barça. Questa partita in particolare risale al 2 novembre 2019, quando ancora l’esonero di Valverde era effettivamente lontano dall’avverarsi.

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La storia si ripete, due volte!

Seppure l’esperienza di Valverde al Barcellona sia stata tutto sommato positiva, con due vittorie in Liga Spagnola, una in Coppa del Re e una in Supercoppa nazionale, oltre ai tifosi anche la stampa non vedeva di buon occhio il tecnico. Le rimonte subite hanno un qualcosa di clamoroso, specie quando si parla di partite giocate tra andata e ritorno in Champions League. Normalmente dopo una vittoria per 4-1 al Camp Nou – come accadde nel 2018 – per molte squadre vorrebbe dire avere già un piede al turno successivo. Stesso discorso per le semifinali di Coppa dei Campioni dell’anno appena passato, dove con un secco 3-0, il Barça sembrava essere una delle due candidate a giocare la finale di Madrid. Anzi, l’anno scorso tutti sono rimasti estasiati dalla punizione calciata da Messi, per la precisione con cui il pallone si è insaccato alle spalle di Alisson, che pur essendo – diventato a posteriori – il miglior portiere dell’anno, non può nulla su un tiro così perfetto. Poi, ovviamente c’è sempre il ritorno. La storia ha voluto che il Barcellona abbia subito due rimonte epiche, entrambe culminate da azioni partite da calcio d’angolo. Contro la Roma all’Olimpico fu un colpo di testa di Manolas, che anticipa sul primo palo, cogliendo la difesa avversaria alla sprovvista. A Liverpool un’azione simile, ma con un calcio d’angolo battuto velocemente, e ancora una volta il Barcellona si fa rimontare.

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Fuori Valverde, dentro Setièn. Il Barça riuscirà a cambiare qualcosa?

Si arriva dunque a qualche settimana fa, con un inizio di 2020 assolutamente da dimenticare per Valverde e per il Barcellona. In campionato, i blaugrana si fanno rimontare nel derby di Barcellona contro l’Espanyol, subendo un pareggio nei minuti finali, e qualche giorno dopo la sconfitta in Supercoppa Spagnola per mano dell’Atletico Madrid, anche stavolta, perdendo la partita quando era proprio il Barcellona a essere in vantaggio. In entrambi i casi, la sconfitta brucia ancora di più, perché – una volta tanto – erano Messi e compagni ad aver ribaltato il risultato, per poi incappare negli errori di sempre. Barcellona – Atletico Madrid, oltre a essere una partita sempre dallo spettacolo assicurato, aveva l’importanza di essere la probabile ultima di Valverde sulla panchina del Barcellona. Così è effettivamente stato. Da diversi giorni si susseguivano rumours che accostavano Xavi alla panchina catalana. Dicerie liquidate dallo diretto interessato, dichiarando che per quanto allenare il Barcellona sia un sogno, ritiene che sia troppo presto lanciarsi a guidare quella panchina. Di vero c’è che comunque, il Barça andava a cercare un allenatore per sostituire Ernesto Valverde, e il nome prescelto è quello di Quique Setièn. Sebbene i risultati non abbiano convinto la dirigenza a continuare con l’ex-tecnico, non è mai mancato il supporto da parte dei giocatori e da parte di personalità di spicco, da sempre associate all’ambiente blaugrana. Tanto che Pep Guardiola, dalla lontana Manchester ha definito Valverde come uno dei migliori tecnici spagnoli in circolazione, ma allo stesso tempo c’è fermento per quello che è il nuovo corso di Setièn. Allenatore che dice di ispirarsi a Johan Cruijff, mica uno qualsiasi.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.