Il calcio su Netflix arriverà anche in Italia?

Il calcio su Netflix, arriverà anche in Italia?
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In questa finestra di calcio estivo, a far parlare non è solamente il pallone. In questo caso, a fare notizia non è il gioco, ma bensì chi lo trasmetterebbe. Dalla Francia infatti, arriva un’indiscrezione che potrebbe risultare abbastanza importante in termini di trasmissioni: il colosso americano Netflix, avrebbe mosso un’offerta importante per garantirsi i diritti di Ligue 1, Premier League e Champions League, da trasmettere sulla loro piattaforma. Una scelta che risulterebbe alquanto epocale, dato che la popolarità del colosso dello streaming, mista alla sua fruibilità, porterebbe una nuova concorrenza per quanto riguarda le pay tv, per quanto riguarda il mondo dello sport. Tutto parte da Mediapro, società che detiene di diritti televisivi di tanti campionati di calcio, e che ha l’esclusiva per trasmettere la Ligue 1 per le stagioni dal 2020 al 2024, ha creato una nuova piattaforma per trasmettere il calcio, Téléfoot. Quest’ultima sarà associata a Netflix, e per un costo di circa 30€ al mese offrirà calcio, film e serie TV ai propri abbonati. Il campionato francese sarà, a partire dal 17 agosto, visibile in streaming su Netflix tramite Téléfoot, piattaforma ad esso associata. Che tutto ciò possa accadere anche in Italia? Al momento non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: a Netflix piace molto lo sport, e soprattutto piace raccontarlo. Basti vedere le docuserie che hanno presentato negli ultimi anni. Viene subito alla mente l’esempio di The Last Dance, documentario di dieci puntate che racconta la storia dei Chicago Bulls di Michael Jordan, Scottie Pippen, Steve Kerr e Dennis Rodman, che hanno messo la Windy City al centro dell’America della pallacanestro. Per poi passare da Sunderland ‘Til I Die, che racconta le vicende calcistiche dei Black Cats, che raccontano un campionato di Serie B inglese che doveva essere una cavalcata trionfale verso la Premier League, ma che si trasforma nella più clamorosa delle retrocessioni in League One.

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Tornando al calcio giocato, in Italia – per quanto riguarda i diritti tv – non siamo ancora ai livelli del campionato francese. Ancora per qualche anno – uno almeno – dovremmo convivere con il binomio Sky-DAZN per vedere le squadre della nostra Serie A e Serie B. L’idea di vedere un competitor potente come Netflix, inserirsi per perlomeno differenziare l’offerta e aumentare la concorrenza, sembra quantomeno impensabile al momento. In fin dei conti, è quel che servirebbe. Un terzo contendente, potrebbe quantomeno portare le altre due a fare una gara a proporre accordi vantaggiosi per i consumatori. Il che vorrebbe dire, una sempre minore “necessità” di ricorrere alla pirateria, moda effettivamente mai tramontata. Nel frattempo dovremmo, noi fan degli sport dovremmo accontentarci di vedere documentari a tema su Netflix, in attesa di un’operazione simile a quella del calcio francese. Al momento il colosso on demand ha già una buona scelta per quanto riguarda gli sport, e già da qualche giorno è stato trasmesso il trailer di un documentario su Nicolas Anelka, con interviste esclusive a Didier Drogba, Thierry Henry e Arséne Wenger. L’Italia, si è effettivamente affacciata a Netflix qualche anno fa con una docuserie, First Team: Juventus, che raccontava le dinamiche della squadra, senza soffermarsi troppo sulla storia di questa. Era più – come descritto dalla critica – un prodotto per le persone che si avvicinano alla realtà Juventus, rispetto a quelli che tifano e seguono la squadra assiduamente. Ci piacerebbe pensare che in un futuro, Netflix possa espandere la categoria dei documentari a tema sportivo, implementando il calcio, specialmente quello di casa nostra. Ci piacerebbe quindi giocare su quelle che potrebbero essere le tematiche che potrebbero essere affrontate in un possibile documentario a puntate, e ne elencheremo alcuni.

Storie di sport che su Netflix non sfigurerebbero affatto

Al momento ci vengono in mente tre idee, che stando così le cose, non sono state “utilizzate” da nessuno. La prima è la presidenza Berlusconi che ha reso grande il Milan, dopo tempi bui. Curiosamente il duo Berlusconi-Galliani sta lavorando a una produzione con Netflix, ma parlerà del Monza. È se non altro una produzione interessante, che racconterà come gli ex-dirigenti rossoneri sono arrivati a prendere possesso del Monza con l’obiettivo di portare la squadra brianzola in Serie A. È sicuramente un bel progetto, ma in trentuno anni di presidenza milanista, rimanere a parlare – con tutto il rispetto – solamente del Monza, è un po’ riduttivo per quanto quel Milan abbia dato al calcio italiano. Oggettivamente potrebbe risultare interessante vedere un progetto come lo è stato The Last Dance, ma con interviste e video inediti del Milan degli anni passati. I presupposti ci sarebbero, la storia non manca di sicuro. Se fossimo noi a proporre un copione, sarebbe folle non puntare su quest’idea, di una delle squadre più vincenti di sempre, raccontate dall’interno. Chissà che con questa collaborazione per il Monza, il concetto di una docuserie di Netflix a tema rossonero non possa diventare realtà. Sicuramente i temi non mancano.

Così come non mancherebbero, cambiando sponda dei navigli, i temi che parlano dell’Inter del 2010. Col senno di poi, è stata veramente la Last Dance di José Mourinho sulla panchina nerazzurra. Oggettivamente parlando, sarebbe criminale non parlare di una stagione così perfetta, con tutte le accezioni del caso. Ci sono stati tanti momenti thriller, di un campionato combattuto fino all’ultimo, di una Champions League che poteva finire ai gironi, senza la rimonta di Kiev. Sarebbe una bella idea considerato che Mourinho non è nuovo a Netflix. Infatti, lo Special One ha girato un episodio di una miniserie che racconta il mondo degli allenatori di discipline diverse. Un tema così, come detto per il Milan di Berlusconi, sarebbe un crimine non raccontarlo. Poi, ovviamente siamo sul campo dell’ipotetico. Però se dovessimo scegliere tra tante storie sportive del calcio italiano, questa sarebbe una delle migliori.

Assieme all’Inter del triplete, una storia che ha comunque raccontato il calcio italiano potrebbe essere lo scudetto della Sampdoria dell’era Mantovani. Se ci pensate, è una storia simile a quella dei Bulls, di una squadra che fino a quel momento non aveva mai vinto nulla in quarant’anni di storia, se non per un campionato di Serie B. E in nel giro di un decennio, la squadra è riuscita a vincere quattro volte la Coppa Italia, uno scudetto, una supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe. In più, la squadra è arrivata a un passo dalla vittoria in Champions League nel 1992, per poi sollevare l’ultimo trofeo nel 1994. La componente emotiva certamente non manca, ma soprattutto la Sampdoria, in quegli anni è stata una squadra che ha dato tantissimo alla Nazionale italiana, regalando la coppia dei “gemelli del gol” composta da Gianluca Vialli e Roberto Mancini. Le similitudini con The Last Dance ci sono, perché come molti degli interpreti dei Bulls di Jordan, i giocatori che hanno reso questa Samp leggendaria sono andati altrove, proseguendo la loro carriera. Sopratutto ci insegna che dopotutto non serve andare necessariamente in NBA per vivere grandi storie di sport. La speranza è che Netflix ci possa fare un pensierino, dato che sta sviluppando un certo amore nel raccontare storie di sport, e noi di pari passo ci stiamo affezionando a questo genere di documentari. Perlomeno in attesa che la Serie A si adatti a quello che è il modello nuovo modello francese degli abbonamenti pay tv.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.

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