Mondiali, il Senegal del 2002 che affascinò il calcio

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È stata una settimana pesante per i cuori degli appassionati del gioco del calcio. Prima, tutti stretti in cordoglio per la scomparsa di un giocatore iconico come Diego Armando Maradona, fonte di ispirazione per i ragazzi di tante generazioni di calciatori in attività e non. Tra i numerosi omaggi e le iniziative per ricordare il genio e il talento di Maradona, arriva un’altra mazzata per i tifosi del calcio, la morte di Papa Bouba Diop, calciatore che con i suoi gol in maglia Senegal aveva stupito il mondo intero nei Mondiali 2002.

Da anni, il centrocampista ex-Fulham e Portsmouth lottava da tempo contro un male incurabile. Oggi vogliamo ricordare le gesta sue e di quella nazionale che a suo modo è stato una fonte di ispirazione per molti calciatori di oggi. Sia per quei ragazzi che nel 2002 guardavano e gioivano ai loro gol, sia per quelli che hanno rincorso il loro sogno di diventare calciatori professionisti.

Non sono mancati gli omaggi a quello che è stato l’eroe dei Mondiali di Corea-Giappone per i Leoni della Teranga. Uno di questi è arrivato da parte di Sadio Mané, attaccante del Liverpool che ha voluto omaggiare così Papa Bouba Diop. Durante la partita con l’Ajax giocata ad Anfield nei gironi di Champions League, sotto la casacca rossa classica del Liverpool, l’attuale top scorer della nazionale senegalese ha voluto omaggiare quello che è stato un calciatore formidabile per il Senegal, ricordando Papa Bouba Diop con una maglia dedicata a lui. Il ricordo del centrocampista è stato omaggiato anche dal Fulham, squadra dove si era guadagnato il soprannome di The Wardrobe, ovvero l’armadio, per la sua prepotenza fisica nei confronti degli altri giocatori.

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Cosa ha significato il Senegal ai Mondiali del 2002 per la generazione dei calciatori di oggi

Il percorso di quel Senegal, prima di arrivare ai mondiali di Corea-Giappone, è stato perlopiù di crescita e di convinzione dei propri mezzi. Il Senegal come nazionale di calcio iniziò a guadagnare notorietà nei tornei di Coppa d’Africa, arrivando regolarmente a giocare le fasi a eliminazioni diretta in più di un’occasione.

Prima degli anni Novanta, i Leoni della Teranga vissero un periodo buio per quanto riguarda il torneo continentale, mancando la partecipazione per più di una decade. Il punto più alto venne raggiunto proprio nel 2002, quando il Senegal allenato da Bruno Metsu arrivò a giocarsi la finale di Coppa D’Africa contro il Camerun, portando la contesa fino ai rigori. I Leoni e uscirono sconfitti, ma era di gran lunga la selezione più competitiva che il Senegal aveva mai presentato a un torneo internazionale.

Il CT confermò la sua scelta anche in vista della rassegna mondiale che si sarebbe giocata pochi mesi dopo in Asia. Il Senegal venne inserito nel gruppo A di quel mondiale assieme a Francia, Danimarca e Uruguay. Un raggruppamento tutt’altro che facile, anche perché la fama di calciatori come Alvaro Recoba, John Dahl Tomasson e Zinedine Zidane precedeva chiunque. La storia di questo Senegal ai mondiali di Corea-Giappone fu ancora più scioccante, visto che esordiva contro la Francia campione del mondo, vincitrice del torneo quattro anni tra le mura di casa.

I Leoni della Teranga, invece, entrarono in quel mondiale in punta di piedi, facendo la loro grande partita. A segnare il gol vittoria fu Papa Bouba Diop, giocatore che non si limitò a segnare unicamente in quel match: segnò una doppietta decisiva contro l’Uruguay per andare agli ottavi di finale contro la Svezia. Però quel gol contro la Francia pesò come un macigno, sia per la Francia, che fece un mondiale ben al di sotto delle sue aspettative, sia per lo stesso Senegal, che iniziò a sognare a occhi aperti dopo aver battuto i campioni del mondo in carica.

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Papa Boupa Diop, Henri Camara, El-Hadji Diouf e gli altri

Non solo Papa Bouba Diop. In quell’edizione dei Mondiali fu decisivo Henri Camara, top scorer di tutti i tempi della nazionale senegalese. Mise a segno i suoi unici due gol ai campionati del mondo nella partita degli ottavi di finale contro la Svezia, ribaltando una partita che si mise subito male per il Senegal, che aveva subito gol da calcio piazzato. I

n quella partita si mise in luce ancora di più il talento di giocatori come El-Hadji Diouf, che fece letteralmente impazzire la difesa svedese con le sue incursioni e i suoi dribbling. La sfida arrivò ai supplementari e non mancarono le emozioni né i brividi. Nei supplementari la Svezia colpì un palo clamoroso con un tiro di Svensson che sarebbe stato imparabile per il portiere senegalese Tony Sylva. I Leoni però non si lasciano spaventare e continuarono a cercare un gol, che arrivò al 104′ proprio grazie a Henri Camara.

Il Senegal arriva così a essere la seconda – almeno fino ad allora – selezione dell’Africa a raggiungere i quarti di finale di un Mondiale, dopo il Camerun nel 1990. Dopo una partita serratissima ma molto equilibrata contro la Turchia, il Senegal salutò il mondiale proprio per un golden goal, formula che un turno prima gli aveva regalato una gioia immensa.

Dopo quell’acuto del 2002, il Senegal fece comunque bene nella Coppa D’Africa, ma per ritrovarlo ai mondiali si dovette aspettare il 2018. Vive sopratutto lo spirito di quella nazionale del 2002 che fece così bene alla sua prima apparizione: il CT del Senegal è Aliou Cissé, calciatore e capitano dei Leoni della Teranga di quella nazionale eroica del mondiale nippo-coreano. Nel suo staff ci sono Tony Sylva e Omar Daf, anche loro parte di quella che è stata la selezione del 2002. Soprattutto, un punto d’ispirazione per i calciatori del Senegal di oggi.

I calciatori del Senegal di oggi sono tra i più famosi al mondo e giocano con titolarità nelle squadre più forti d’Europa. La squadra di Cissé è diventata la nazionale africana con il ranking più alto nella scala della FIFA, piazzandosi al ventesimo posto nella graduatoria. Tutto ciò ricordando da dove si è partiti: da quel gol contro la Francia segnato da Papa Bouba Diop. Una rete che ha prima di tutto dato fiducia a un gruppo talentuoso, diventando fonte d’ispirazione a sua volta per i calciatori di oggi, che il Senegal vanta, tra i migliori al mondo nel proprio ruolo.

 

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.