One-hit wonder: dieci meteore rock

One-hit wonder: dieci meteore rock
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Per one-hit wonder, meteora in italiano, si intende un artista musicale noto al pubblico solamente per un singolo. Questo avviene perché le canzoni seguono la moda del momento, oppure perché la band si scioglie prematuramente, come nel caso di un lutto improvviso. Secondo la nota emittente MTV, la meteora più famosa nella storia della musica è Macarena dei Los del Rio, del 1995: ma quali altre canzoni hanno avuto lo stesso destino? Ve ne presentiamo dieci.

Are You Gonna Be My Girl

Questo è un brano del 2003 della band australiana Jet. La canzone è spesso accostata, per similarità, a Lust for Life di Iggy Pop e Touch Me dei The Doors.

Le allusioni nel testo sono chiare. I Jet descrivono una ragazza con «alti stivali neri e lunghi capelli castani», dallo sguardo dolce ma che vuole tenere alla larga gli avventori.
Il protagonista del brano la vede con un altro uomo, bello e ricco e si immagina di essere a casa propria con lei. Prima di lasciarla andare a casa, dopo questa ipotetica e immaginaria serata, le chiederà: «Sarai mai la mia ragazza?».

Mmm Mmm Mmm Mmm

Singolo della band canadese Crash Test Dummies, è stato pubblicato nel 1993.

Ogni strofa del brano descrive la tristezza e la solitudine di un bambino, che vive situazioni difficili o ha subito un trauma.
La prima racconta di un ragazzo i cui capelli sono diventati improvvisamente e prematuramente bianchi, a causa di uno shock. La seconda strofa parla di una ragazza con il corpo pieno di voglie, che viene schernita dalle compagne e la terza racconta la vicenda di un ragazzo i cui genitori fanno parte di una setta religiosa, e che non riesce a capire perché «si agitassero e barcollassero sul pavimento».

Esiste una versione, cantata nelle esibizioni dal vivo, con una strofa aggiuntiva, che parla di un ragazzo a cui la madre gettò via le tonsille, dopo una tonsillectomia.

Bodies

Meglio conosciuta come Let the Bodies Hit the Floor, come ripetuto più volte nella canzone è una one-hit wonder del gruppo metal texano Drowning Pool, del 2001.

Nel video, abbastanza inquietante, si vede il cantante della band, nei panni di un medico, che urla le parole «Let the bodies hit the floor», cioè: «Lascia che i corpi cadano a terra», a un uomo, come se fosse una sorta di terapia. Il singolo è stato usato dalla WWE come canzone ufficiale di Raw tra il 2001 e il 2003.

 

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Il logo di WWE Raw.

 

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Two Princes

La canzone è un singolo del gruppo musicale statunitense Spin Doctors, pubblicata nel 1993.

Il brano è stato classificato al quarantunesimo posto nella classifica 100 canzoni più belle degli anni ’90 di Video Hits One, di MTV. Di contro, ha ricevuto il ventunesimo posto nella classifica dei 50 brani peggiori di Blender Magazine.

Il significato del testo è abbastanza incomprensibile. Parla di una ragazza che ha inginocchiati davanti a sé due principi, di cui uno sembra essere la voce cantante. L’altro principe ha «un razzo principesco», e se la ragazza lo avrebbe sposato, il padre la avrebbe perdonata, per cosa non è specificato. Se invece la ragazza avesse scelto la voce narrante, il padre la avrebbe ripudiata, nonostante questo principe sia l’unico che la ami veramente. 

Closing Time

Brano della band statunitense Semisonic, è stato pubblicato nel 1998. Nel 1999 è stata nominata la Miglior canzone rock ai Grammy Awards.  Il brano è stato composto dal cantante del gruppo, in onore della sua paternità. Il testo si presenta come un metaforico invito a uscire dal ventre materno e vivere a pieno la propria vita.

Durante la canzone viene più volte ripetuta la frase: «Every new beginning comes from some other beginning’s end», ovvero: «Ogni nuovo inizio arriva dalla fine di altri inizi», attribuita al filosofo romano Seneca. Il testo parla dell’ora di chiusura di un locale, ora in cui le porte si chiudono, ma contemporaneamente si aprono sul mondo al di fuori del luogo di lavoro. Il cantante esorta chi ascolta il brano a uscire e trovare amici.

Swallowed

Questa è la one-hit wonder della band britannica Bush. Pubblicata nel 1996, parla dell’inquietudine di un ragazzo, che si sente «inghiottito, seguito, addolorato» dalle sue paure.

La canzone sembra parlare di un amore finito, e il protagonista si rivolge alla sua amata rimproverandole di aver detto che le «sarebbe piaciuto amare da morire» qualcuno, per poi finire la storia. Il protagonista si tormenta, e si ripete che vorrebbe essere solo se stesso, essere sereno, ma riesce solamente a essere «sicuro con tutti, tranne che con sé».

Conclude di doversene andare dal luogo in cui si trova, poiché gli manca troppo la persona che ha amato.

No Rain

Questo è un brano del gruppo rock statunitense Blind Melon, pubblicato nel 1993.

Il brano racconta della giornata del protagonista, a cui piace guardare le pozzanghere e che si lamenta quando non piove. Nel leggere un libro, trova la sua evasione. Afferma poi che la sua vita è «piuttosto piatta» e che agli altri non piaccia come viva la sua vita e che sia un pazzo. Ma non sembra interessarsene molto, dicendo semplicemente che «non è sensato».

In realtà il testo rivela anche la grande solitudine dello stesso protagonista, che vorrebbe solamente che qualcuno gli dicesse: «Sarò sempre qui quando ti sveglierai» e che vorrebbe che «le guance per oggi rimanessero asciutte».

I’ll Be There for You

Questa one-hit wonder è davvero famosa. Brano musicale del gruppo statunitense The Rembrandts del 1994, è stato la singla della della sitcom statunitense Friends, trasmessa dal 1994 al 2004.

Nel video musicale si vedono i protagonisti di Friends, ovvero Jennifer Aniston, Courteney Cox Arquette, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer, cantare e suonare insieme ai componenti dei Rembandts.

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I protagonisti di Friends.

Il protagonista del testo della canzone, che non si sa se sia maschio o femmina, parla al suo interlocutore, che sta affrontando un periodo difficile della vita, dicendo che ci sarà sempre, «quando la pioggia inizierà a scendere», esattamente come ha sempre fatto prima. Scherzosamente afferma anche: «Tua madre non ti ha detto che ci sarebbero stati giorni così, ma non ti ha nemmeno detto che quando il mondo ti avrebbe messo in ginocchio, io sarei stato lì per te».

Wherever You Will Go

Questo è un brano degli statunitensi The Calling del 2002. Il singolo, dopo il successo negli Stati Uniti e in Inghilterra, è arrivato al primo posto in classifica anche in Italia.

Esistono due videoclip del brano. Il primo è ambientato in Messico, mentre il secondo, più famoso, è ambientato a Los Angeles. Mentre il gruppo suona, sullo sfondo viene inscenata una storia d’amore fra due giovani. La ragazza si fa tatuare il nome del ragazzo, ma quando lo trova a letto con un’altra si infuria. Alla fine del video, la giovane troverà un nuovo amore e si farà un nuovo tatuaggio, mentre l’ex ragazzo la osserverà gelosamente dalla sua macchina.

Le ultime parole della canzone sono: «Se potessi tornare indietro nel tempo, andrei ovunque andresti tu, se potessi renderti mia, andrei ovunque saresti tu».

My own worst enemy

One-hit wonder della band punk statunitense Lit, il brano è stato pubblicato nel 1999.

Il cantante della band ha detto che la canzone è stata la combinazione di molti incidenti avvenuti nella sua vita. Egli ha descritto un Capodanno durante il quale la band si è ubriacata, ha rubato il carrello di un custode, e lui e cinque amici sono saltati sul pianale, hanno percorso il marciapiede e sono stati inseguiti dalla polizia.

Il testo inizia con la supplica da parte del protagonista di dimenticare le cose dette quando era ubriaco, e racconta gli incidenti tipici che si hanno durante una brutta sbronza. Afferma infatti di essere «il suo stesso peggior nemico».

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Pubblicato da Marco Capriglio

Capo ufficio stampa di theWise Magazine, sono nato a Scandiano (RE), nella terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato. Laureato in Scienze dell'Educazione e laureando in Scienze Pedagogiche presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sono un educatore e sogno la cattedra come docente di sostegno.