Il 2021 all’insegna del rap: da Medioego a Fastlife 4

Il 2021 all’insegna del rap: da Medioego a Fastlife 4
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Ci eravamo lasciati ad agosto del 2020, in un momento in cui le uscite di Gemelli di Ernia, J di Lazza e molta altra musica avevano fatto gioire gli appassionati di buon rap. In pochi invece avevano ipotizzato che quello fosse solo un preludio per un fine 2020 e inizio di 2021 letteralmente da fuochi d’artificio. Tra lo scorso settembre e questo aprile, infatti, i grandi della scena hip hop si sono presi le vette delle classifiche e hanno sfornato album ed EP che hanno suscitato tra i fan il pensiero «finalmente è tornato il vero rap». Il coronamento del momento d’oro del rap italiano è stato l’annuncio del quarto platino di Persona di Marracash, disco più venduto in assoluto nel 2020 (pur essendo uscito nel 2019).

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Marracash. Foto: Wikimedia Commons.

Nel titolo sono stati citati due artisti in particolare che con caratteristiche diverse hanno scritto pagine indelebili nella storia del genere: Inoki, che ha pubblicato Medioego, e Gué Pequeno, che assieme a DJ Harsh ha fatto uscire Fastlife 4. Chi ama il rap spesso si è trovato nella posizione di doversi schierare idealmente a favore del bolognese o del milanese, una rivalità storica che è sfociata con il celebre dissing Polifemo e con le risposte velate, ma neanche troppo, di Gué ad esempio in Erba del diavolo.

I tempi dei feat in Nuovi re (new kings anthem) o in Più pesante del cielo ormai sono passati ma una barra del membro (o ex membro?) dei Club Dogo riassume alla perfezione lo status dei due rapper: «Molti vanno in fissa per le mie liriche e il flow». Perché sì, da 5° Dan e Fastlife 1 sono passati lustri, eppure sulla scena sono ancora intoccabili. Vediamo assieme alcune delle pubblicazioni più significative degli ultimi otto mesi! Nota della redazione: non si sono presi in considerazione tutti gli album poiché per prodotti trap (di assoluta qualità) come Famoso di Sfera o Plaza di Capo Plaza non abbiamo una conoscenza tale per poterli commentare.

Leggi anche: Trent’anni di rap italiano e un cerchio che si chiude.

17: un disco senza compromessi

L’album di Emis Killa e Jake La Furia è stato senza dubbio il più atteso del 2020 e non ha deluso le aspettative. Un grande della scena hip hop assieme a uno che ha riscritto le regole del gioco non potevano portare risultati mediocri, e infatti le diciassette tracce hanno rialzato notevolmente l’asticella. Il singolo Malandrino, rilasciato prima dell’uscita dell’album, aveva fatto storcere il naso ai fan ma, come hanno spesso detto i due artisti, il disco non ha vere e proprie hit fruibili come singoli.

Ciononostante, con la intro Broken language, Emis e Jake hanno messo subito in chiaro il taglio dell’album: prendere o lasciare. Le critiche divenute ormai classiche su alcuni aspetti controversi dei testi rap non si sono di certo fatte attendere e come sempre hanno alzato un “polverone” che diverte solo chi non conosce né il genere né il suo background. Traccia consigliata: L’ultima volta ft. Massimo Pericolo.

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A sinistra Jake La Furia, a destra Gué Pequeno. Foto: Wikimedia Commons.

Bloody Vinyl 3: la forza di Machete

Genere e stile completamente diverso rispetto a 17 per quanto riguarda il mixtape da quindici tracce pubblicato a inizio ottobre 2020 da Slait, Low Kidd, Tha Supreme e Young Miles. I quattro producer hanno proposto sonorità di livello altissimo che ormai sono diventati i marchi di fabbrica dell’orbita Machete. Oltre ai pezzi da classifica come Altalene con Mara Sattei e Coez, si sono alternate tracce più fresche ad altre più crude. La situazione in Machete tuttavia non sembra del tutto idilliaca e la recente uscita di Dani Faiv e Strage, con relativo dissing velato in Onda Freestyle, ha lasciato perplesso il pubblico.

L’etichetta di origini sarde, infatti, ultimamente ha sviluppato molto il proprio brand anche al di fuori dell’industria musicale, entrando di prepotenza nel mondo del gaming con delle live su Twitch. Forse a discapito della qualità musicale? Di certo il boost mediatico ottenuto da Hell Raton, uno dei grandi capi di Machete, dopo X Factor ha reso il tutto più facile, ma a lungo andare varrà la pena di sacrificare un po’ di musica per sviluppare un marchio più trasversale? Traccia consigliata: Drilluminazione ft. Charlie KDM, Hell Raton, Lazza.

Medioego: il ritorno di un maestro

Mancava, mancava tanto. Il rapper (vero) più controverso e borderline della scena è tornato, a quasi un lustro dalla pubblicazione di Basso profilo, con l’album Medioego. Stiamo parlando di una proposta artistica che non ha nulla a che vedere con quelle precedenti, né migliore né peggiore, semplicemente diversa. I testi, le immagini, i racconti di Ness sono quanto di più lontano ci possa essere dalle “liriche” dei teen-trapper che per anni hanno affollato la scena. In Medioego si parla di difficoltà, della strada, dei problemi della società, ma allo stesso tempo Inoki è riuscito a rendere il tutto al passo con i tempi e fresco. Le tre collaborazioni più significative sono state quelle con Salmo, che ha prodotto due brani; con Noemi, che ha impreziosito il disco cantando il ritornello di Ispirazione (l’unico vero e proprio singolo dell’album) e infine con Tedua.

Il testo Wildpirata è uno dei pezzi da novanta di Medioego e la commistione di stili e flow tra il bolognese e il genovese sicuramente resteranno impresse negli anni. Per quanto riguarda la scrittura c’è poco da dire, stiamo parlando di una delle penne che hanno portato il rap dal nulla a quello che è oggi, senza i giusti riconoscimenti e senza scendere mai a compromessi. Traccia consigliata: Veterano. «In Italia chi millanta è il novanta per cento, l’altro dieci sta soffrendo, paga fuori o dentro».

Solo tutto: Massimo Pericolo senza filtri

Solo tutto, il secondo album in studio di Massimo Pericolo, rappresenta un grande salto di qualità del rapper di Gallarate. La proposta di Scialla semper nel 2019 era qualcosa di veramente nuovo e divisivo eppure, grazie alla sua dote artistica maggiormente riconosciuta, la scrittura, in Solo tutto Massimo Pericolo ha alzato l’asticella pubblicando un album che si può sintetizzare con una parola: completo. C’è chi imputa al gallaratese la scarsità di featuring di spessore oltre a quelli con Salmo e Madame, ma questa scelta è diventata ormai una sorta di caratteristica del rapper che, a detta tutta, ha senso e forse dovrebbe essere presa come esempio in un album in studio. La ciliegina sulla torta di Solo tutto è stata la qualità musicale, le sonorità, grazie alle produzioni eccezionali dei Crookers e Nic Sarno. Traccia consigliata: Debiti.

Maxtape: se ne parla troppo poco

A fine marzo 2021, quasi in contemporanea con l’uscita di Solo Tutto, il rapper milanese Nerone ha pubblicato un mixtape dal titolo non particolarmente originale ma che al suo interno contiene tracce di livello altissimo: Maxtape. Il classe 1991 meneghino entrato di forza nella scena hip hop grazie alle sue incredibili doti di freestyle non ha mai ricevuto una vera e propria consacrazione per quanto riguarda i suoi lavori in studio. Motivi? Razionalmente non ce ne sono.

Nerone ad oggi è uno dei migliori liricisti in circolazione nel rapgame e gode della stima di molti mostri sacri del genere, da Jake La Furia a Ensi, passando per lo stesso Inoki che recentemente l’ha ospitato nel suo canale Twitch. L’album ufficiale Gemini, uscito nel 2019, ha rappresentato il salto di qualità definitivo di Massimiliano Figlia. Ciò che manca a Nerone è il grande pubblico, i grandi numeri, ma a nostro avviso Maxtape potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio per il prossimo album in studio. Traccia consigliata: East Side ft. J-AX.

My beautiful bloody break up: ci si poteva aspettare di più

Da un grandissimo come Mondo Marcio ci si poteva aspettare di più, sì. A due anni da Uomo! il milanese è tornato sulla scena abbastanza in sordina pubblicando l’EP My beautiful bloody break up, un disco che mette a nudo i lati più intimi di Mondo Marcio ma che da un punto di vista puramente musicale non ha fatto breccia nei cuori dei suoi fan. Il classe 1986 è sempre stato un rapper sui generis, lontano dalla scena mainstream ma allo stesso tempo lontano dall’underground. Fa ciò che vuole ed è giusto così.

Tuttavia, questo EP si è posizionato nel limbo. Non c’è quella novità stravolgente espressa in Nella bocca della tigre, nel quale i samples di vecchi brani di Mina avevano reso il prodotto immortale, ma allo stesso tempo non c’è nemmeno quel “pugno sullo stomaco” che storicamente ha caratterizzato i testi di Mondo Marcio. Insomma, una parentesi che non cambierà la sua carriera, ma lo aspettiamo con qualcosa di più completo. Traccia consigliata: Nel posto più freddo.

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Mondo Marcio. Foto: Flickr.

Fastlife 4: il ritorno della saga che ha fatto storia

Nel documentario su Gué Pequeno prodotto da Esse Magazine Ernia ha detto una cosa tanto semplice quanto di importanza notevole nel rapgame: «Ogni anno c’è Gué». Dopo il doppio platino ottenuto con Mr. Fini, Gué è tornato nel 2021 con due pubblicazioni che hanno ricevuto consensi diversi ma che senza dubbio hanno riportato i fan ai tempi in cui lui e la Dogo Gang riscrivevano i canoni del rap. In primis ha rilasciato un deluxe sul decennale di Ragazzo d’oro con undici brani rmx. Risultato: bello, sì. Un piacevole throwback, ma niente di indimenticabile e, soprattutto, diciamocelo anche se potrebbe sembrare un commento da boomer del rap: le tracce originali del 2011 erano nettamente superiori. Ciò nonostante, a poche settimane di distanza Gué ha fatto letteralmente sognare i suoi tanti fan annunciano l’uscita di Fastlife 4, il quarto episodio della saga che ha segnato pagine indelebili di rap in Italia.

Se Gué è l’uomo immagine del mixtape, non si può non sottolineare l’importanza di Harsh che a tanti anni di distanza ha dimostrato di essere ancora uno dei numeri uno e alcuni dei suoi beat sono addirittura più incisivi dei testi del membro dei Dogo. L’importanza di Cosimo Fini sulla scena è dimostrata dai featuring di livello, da Bassi Maestro (North of Loreto) a Salmo, passando per Marracash, Noyz Narcos e molti altri. Insomma, da Gué è difficile immaginarsi insuccessi. Da ormai quasi vent’anni è uno dei big della scena e, piaccia o non piaccia, è probabilmente l’icona del rap italiano a tutto tondo, il primo a cui la maggior parte di appassionati pensa quando si parla di questo genere. Traccia consigliata: Smith & Wesson freestyle ft. Marracash.

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Gué Pequeno. Foto: Flickr.

Questi sono solo alcuni degli album pubblicati di recente. Nei prossimi mesi in molti si aspettano il ritorno di Tedua, il rap crudo di Noyz Narcos e molto altro. Nel frattempo godiamoci questo periodo di grande rap, nell’attesa di poter tornare ad assistere ai live che rendono l’esperienza hip hop ancora più coinvolgente.

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Pubblicato da Federico Smania

Sono nato a Padova nel '95, città nella quale mi sono laureato in Comunicazione con una tesi sul terrorismo italiano visto dalla stampa francese. Attualmente studio sociologia all'Università di Milano-Bicocca. Scrivo male di politica ma non riesco a farne a meno, con lo sport invece do più senso alla mia collaborazione con theWise.