Comprare casa all’asta conviene, ma attenzione ai costi nascosti

Per partecipare a una vendita giudiziaria per comprare una casa, bisogna affrontare spese accessorie, tra cui i costi legati all’asta stessa.

In generale le aste rappresentano sempre occasioni interessanti per chi ha intenzione di acquistare un immobile. A causa del meccanismo di vendita, una casa all’asta è venduta a un prezzo inferiore al valore di mercato. Se non avvengono rialzi significativi delle offerte è anche possibile accaparrarsi un immobile a un terzo del suo valore.

Costi nascosti acquisto casa all'asta
I veri costi per comprare una casa all’asta – thewisemagazine.it

I costi generali scendono anche per il risparmio effettivo sulle spese accessorie. Di fatti, non bisogna pagare l’agenzia immobiliare e non bisogna preoccuparsi di tutte le imposte, dato che sono suddivise tra acquirente e creditore.

La partecipazione all’asta è aperta a tutti, con eccezione del debitore. Ma acquistare una casa all’asta non è mai così semplice o conveniente: ci sono costi che pochi prendono in considerazione.

Casa comprata all’asta: i costi meno noti

Si parte dalla spesa di base che si deve mettere in conto per la semplice partecipazione all’asta e poi ci sono i costi in caso di aggiudicazione. Per la semplice partecipazione serve apporre la marca da bollo del valore di 16 euro e allegare alla domanda l’assegno con la cauzione (del valore del 10% del prezzo offerto). Tale assegno, in caso di aggiudicazione, vale come acconto sul saldo finale. In alternativa viene restituito.

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Comprare una casa all’asta: spese aggiuntive – thewisemagazine.it

Poi ci sono le spese notarili in caso di richiesta di mutuo, quelle dovute al delegato alla vendita, le imposte e le eventuali spese condominiali. Si comincia con le spese per la trascrizione e registrazione dell’immobile, per la voltura catastale e, dove prevista, l’imposta sul valore aggiunto. Le imposte variano in base al valore catastale dell’immobile. Le spese di registro sono pari al 2% del valore catastale, se è una prima casa. Oppure salgano al 9%. L’imposra catastale è fissa a 50 euro. Quella ipotecaria è ancora fissa e sempre a 50 euro.

Per calcolare il valore catastale dell’immobile occorre anche una visura catastale. Moltiplicando la rendita per 115,5 in caso di prima casa, o 126 nel caso di trasferimento di una seconda casa, si orriene il valore catastale del bene. Non bisogna in genere pagare l’IVA. Mentre, se a fallire è stato un costruttore, l’IVA va versata.

Il compenso del delegato alla vendita è a carico dell’aggiudicatario. La liquidazione del compenso del custode spetta sempre al creditore. L’importo che l’aggiudicatario deve sborsare è determinato dal giudice. Dipende dalle attività svolte, dalla complessità del caso e dalle spese accessorie.

Per legge il costo del delegato non può mai essere superiore al 40% del prezzo di aggiudicazione dell’immobile. Poi ci sono le spese per il trasferimento dell’immobile, proporzionate al prezzo di aggiudicazione.

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